(di Francesca Pierleoni)
Giacomo Falta (Edoardo Pesce),
giornalista timido e distratto, che si sente 'invisibile' e il
Grande Giason (Roberto Zibetti) misterioso performer famoso e
adorato da tutti senza un vero motivo, sono i personaggi che
innescano il delirio di popolarità fittizia, sogni e illusioni
in Il Grande Giaffa, l'opera prima di Marco Santi, con Barbara
Chichiarelli e Carlotta Gamba, film d'apertura della Settimana
della critica, sezione autonoma e parallela della Mostra
internazionale del cinema di Venezia (2 - 12 settembre).
"Più che una tragicommedia è una favola nera, che abbiamo
evocato anche scegliendo come ambientazione un paese molto
isolato, chiuso in se stesso, atemporale. Questa è una storia
che potrebbe svolgersi ai giorni nostri come vent'anni fa"
spiega Santi all'ANSA. Nella trama, il Grande Giason "è un po'
come il pifferaio magico. L'essere visto come un 'grande',
diventa uno status symbol, gli permette di attirare chiunque".
Una seduzione collettiva che si ripete anche nel centro di
provincia dove vive e lavora Giacomo. Il giornalista, nel
tentativo di capire da dove nasca il forte carisma sulle folle
del performer, finisce per trasformare, in una lunga notte,
tutta la sua identità. Il Grande Giaffa, prodotto da a 10D Film
e Andromeda Film in collaborazione con Rai Cinema, racconta "un
sentimento universale che può cogliere ognuno di noi in qualche
momento della vita, un senso di incomunicabilità verso gli altri
- osserva il regista -. Giacomo però è un caso estremo, arriva
ad alienarsi, perde l'interesse per tutto, anche perché ogni
volta che prova a fare qualcosa di più viene sostanzialmente
ignorato". Per Santi, già regista di spot, videoclip e corti
come Clara, vincitore del "48 Hour Film Project", invece il
grande Giason "è un po' l'emblema di una forma di popolarità
diffusa anche sui social, essere considerati grandiosi senza
però una reale motivazione". A Edoardo Pesce "la storia è
piaciuta subito e non ci poteva essere Giacomo Falta migliore -
sottolinea -. Lui si è speso veramente tantissimo. Il film si è
nutrito anche della passione che Edoardo ci ha messo dentro in
tutti i giorni di riprese". Nella storia ci sono anche due
personaggi femminili molto diversi: Giada (Chichiarelli), la
compagna di Giacomo e madre di un bambino e Isabel (Gamba), che
come il giornalista si lascia prendere dalle illusioni: "Giada è
una persona stremata dalla relazione con Giacomo - aggiunge
Santi -. ha provato in qualsiasi modo a stimolarlo, smuoverlo ma
ogni tentativo è stato più che vano. Il loro rapporto nonostante
sia messo continuamente in discussione, è comunque saldo in
qualche modo". Invece Isabel è come Giacomo, "un'anima smarrita
che sta cercando un po' la sua posizione nel mondo. Lei pensa di
potersi aggrappare agli altri e vede nell'evoluzione che vive
Giacomo un appiglio per salvarsi". Come cineasta "quello che
cerco di portare è una mia idea di cinema, un mio stile, che non
deve essere per forza sopra le righe o irreale- sottolinea
Santi-. Cerco di creare dei microcosmi o dei micromondi che
abbiano delle regole, e all'interno di quelle regole cerco di
divertirmi".
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