Il centrodestra aspetterà la pronuncia della consulta prima di andare al voto con la nuova legge elettorale?
E' la domanda che si stanno facendo tutti in queste ore.
Intanto, ieri, presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge elettorale approvata giovedì 8 ottobre 2026 dal Parlamento Italiano.
La parola, adesso, passa alla Corte Costituzionale che dovrà stabilire se la riforma elettorale varata dal governo Meloni sia conforme alla Costituzione o la violi in uno o più parti.
Quest'ultima ipotesi è alla base dei ricorsi annunciati dall'opposizione.
E nei corridoi della maggioranza sembra farsi strada la tentazione di andare al voto anticipato prima di un'eventuale pronuncia della Consulta che potrebbe bloccare o chiedere modifiche della legge.
La legge elettorale è promulgata, ma resta il nodo della Consulta
Nella serata di ieri, venerdì 9 ottobre 2026, a poco più di 24 ore dall'approvazione definitiva alla Camera, il Presidente della Repubblica ha promulgato la nuova legge elettorale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo Stabilicum è a tutti gli effetti la legge con cui si voterà alle Politiche 2027.
L'ultima parola, tuttavia, spetta alla Corte Costituzionale che nelle prossime settimane dovrà valutare se la legge rispetta i principi costituzionali o se sia necessario richiedere un nuovo intervento da parte del Parlamento.
Il ricorso alla Consulta è la strada scelta dall'opposizione, che non essendo riuscita a far bocciare il provvedimento in aula, chiede l'intervento dei giudici della Corte Costituzionale.
Lunedì 12 ottobre l'opposizione illustrerà i ricorsi alla Corte contro la legge elettorale.
I ricorsi verranno depositati appena la legge entrerà in vigore, quindi 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. L'obiettivo è arrivare a una pronuncia della Corte dal mese di febbraio in poi.
Nel mirino dei ricorsi ci sono il sistema delle preferenze, il numero di firme per la presentazione delle liste, la parità di genere e il meccanismo del premio di maggioranza.
I rumors sul voto anticipato in primavera e le smentite della maggioranza
Se l'obiettivo dell'opposizione è ottenere una pronuncia entro la prossima primavera, in maggioranza sembrerebbe farsi strada la tentazione di battere tutti sul tempo e andare a nuove elezioni prima della scadenza naturale di settembre-ottobre 2027.
Nelle ultime ore Giorgia Meloni ha ribadito di essere intenzionata ad arrivare alla fine della legislatura, ma l'approvazione della legge elettorale ha dato sempre maggiore corpo alle voci di elezioni anticipate in primavera. Il centrosinistra le considera quasi certe.
Votare in primavera significherebbe, a questo punto, anche scongiurare eventuali interventi della Consulta sulla legge. In maggioranza comunque si smentisce.

La Corte Costituzionale, in base al proprio ruolo e al proprio carico di ruoli da dover esaminare, valuterà se intervenire nei tempi che lei evidenziava e il presidente della Repubblica valuterà in che modo procedere in ordine alla vita della legislatura.
Ha detto il capogruppo Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami, ospite a Start su Sky TG24, rispondendo alla domanda se il centro destra è pronto a garantire che aspetterà la pronuncia della Consulta prima di andare al voto con la nuova legge elettorale
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