La spiaggia di Fiorenzuola per la burocrazia semplicemente non c’è, perché né le carte nautiche la registrano, né è inserita...

La spiaggia di Fiorenzuola per la burocrazia semplicemente non c’è, perché né le carte nautiche la registrano, né è inserita...

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La spiaggia di Fiorenzuola per la burocrazia semplicemente non c’è, perché né le carte nautiche la registrano, né è inserita nel Piano Spiaggia Comunale. Eppure è al centro delle polemiche sul rischio incendi. L’arenile è relativamente nuovo: è nato grazie alle scogliere collocate a protezione della falesia. Il vuoto normativo è supplito solo parzialmente da un’ordinanza balneare emessa dalla Capitaneria di Porto oltre venticinque anni fa che limita l’area balneabile a una striscia di soli 270 metri, con due cartelli di confine.
Ma la spiaggia negli anni si è allargata a 1400 metri che, ogni estate, vengono frequentati da numerosi bagnanti italiani e stranieri e sono persino stati eletti dal Guardian tra i più belli d’Europa. Tuttavia, nella spiaggia ‘inesistente’ dove non esistono regole, la vita scorre e i rischi ci sono, compreso quello degli incendi. È dei giorni scorsi l’allarme della consigliera di minoranza Giulia Marchionni, che denunciava come falò e barbecue che vengono accesi regolarmente nella spiaggia possano far ripetere ciò che tutti ricordiamo: il disastroso incendio del 2017, "Il Comune – dice Marchionni – deve fare gli stessi controlli che adotta per il divieto di fumo, soprattutto durante questo periodo, quando il rischio di incendi nel Parco San Bartolo aumenta sensibilmente. Bisogna proteggere uno dei luoghi più preziosi del nostro territorio".
La situazione potrebbe migliorare, con qualche atto e non troppi lavori. Ma le cose da fare non sono poche: "Ogni anno c’è sempre più gente – dice la Comunità del Parco San Bartolo tramite il presidente Massimo D’Angeli – ma l’assenza nel piano spiagge la rende di fatto invisibile. Innanzitutto occorre inserirla lì e poi la Capitaneria dovrebbe revisionare l’ordinanza ormai superata, perché in diverse aree attualmente interdette, dove teoricamente i bagnanti sarebbero multabili ogni giorno, la spiaggia è persino più larga della zona legale".
La Comunità, assieme anche al Quartiere 6 con la presidente Iolanda Filippini, dicono di essere ben al corrente della situazione di Parco e spiaggia, e ad esempio sulla questione incendi qualcosa si muove: "L’Ente Parco ha acquistato una terza telecamera termica, che garantisce individuazione di piccoli focolai e allarme diretto alle forze dell’ordine, e deve solo installarla: abbiamo suggerito di montarla su un palo dell’illuminazione esistente, accanto alla casetta del bagnino di salvataggio. Occorre poi ripristinare la conduttura rotta nel maggio 2023 per far rifunzionare l’unica fontanella presente e permettere ai pompieri un allaccio in caso di incendio localizzato. Stiamo sollecitando una adeguata illuminazione per la piazzola antistante la spiaggia, che agevoli i controlli degli agenti e scoraggi tende e falò abusivi. L’antenna sulla falesia purtroppo si è rivelata un bluff che oltre a deturpare l’ambiente non offre alcuna copertura in spiaggia, dalla quale è impossibile chiamare il 112 in caso di emergenze".
Concludono la Comunità e il Quartiere 6: "Noi ci siamo, conosciamo le criticità e da residenti le capiamo bene, per cui continueremo a sollecitare gli enti competenti per risolvere tutti questi problemi".
Giovanni Volponi
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