“Il futuro della sanità va disegnato insieme”

2026/07/26

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Ciarpella, Leoni, Calcinari, Marcotulli e Pisana Liberatii: "L’assetto dei servizi riguardanti l’Ast da concertare nella Conferenza dei Sindaci"

L’ospedale Murri

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No, ridisegnare la sanità territoriale e la futura programmazione per l’ospedale Murri sono tematiche che non possono essere solo appannaggio degli amministratori comunali di Fermo e di un assessore regionale (delegato dal presidente Acquaroli) che di Fermo è appena stato sindaco. E, il ‘piatto pronto’ prospettato durante la suntuosa presentazione del Piano Città non è piaciuto ad alcuni sindaci del fermano, a partire da Massimiliano Ciarpella (Porto Sant’Elpidio), passando per Gionata Calcinari (Sant’Elpidio a Mare), Andrea Leoni (Monte Urano), Pisana Liberati (vicesindaco di Falerone e consigliere provinciale) e Giorgio Marcotulli (consigliere Porto Sant’Elpidio e vicepresidente della Provincia) che hanno subito preso carta e penna, per affermare che tale compito, a partire dai prossimi, decisivi passaggi sull’assetto dei servizi riguardanti l’Ast Fermo, "deve essere concertato nella sede naturale che è la Conferenza dei Sindaci, in modo che si concretizzi una concertazione matura, condivisa e partecipata. Doveroso convocare una Conferenza dei Sindaci, considerando l’ampio rinnovamento delle cariche seguito alle recenti elezioni amministrative, chiamando l’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro in audizione, così che le progettualità future siano condivise tramite azione comune nelle sedi competenti, prima che negli organi d’informazione".

Una presa di posizione decisa, per certi versi inusuale, quella dei cinque amministratori del fermano (non sono stati contattati, ma convengono sulla necessità di un adeguato confronto nella sede più opportuna, i sindaci Endrio Ubaldi di Montegranaro e Valerio Vesprini di Porto San Giorgio) all’indomani della firma del Piano degli Immobili Pubblici della città di Fermo che "programma il futuro del Murri, pianificando ruolo e funzioni della struttura e dei servizi socio-sanitari del territorio, dall’ingresso dell’Inrca all’ospedale di comunità, dagli spazi per i medici di base al potenziamento degli ambulatori specialistici. Ogni misura che punti a migliorare accessibilità, prestazioni e servizi al cittadino ci vede attenti e pronti ad accogliere con favore provvedimenti utili alla collettività ma una programmazione così corposa, che inciderà sul futuro della provincia e dei suoi quasi 170mila cittadini, non solo della città di Fermo, deve avere un respiro provinciale e essere frutto di un percorso di dialogo, condivisione e mediazione aperto a tutte le municipalità".

Marisa Colibazzi

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