Nel 2023, negli Stati Uniti, le lesioni da arma da fuoco sono risultate la prima causa di morte tra uno e diciannove anni: 4.455 decessi su un totale di 22.841. Nel 2025 il Gun Violence Archive, che cataloga le sparatorie di massa come qualsiasi incidente in cui quattro o più persone vengono colpite da arma da fuoco, ne ha contate 389 e almeno sei sono avvenute nelle scuole. Di fronte a questa emergenza sociale, negli ultimi anni i tribunali Usa si sono mossi in ordine sparso e con decisioni contrastanti. Ora il Dipartimento di Giustizia, in un parere legale pubblicato venerdì, mette un punto fermo, salvo successivi ribaltamenti della Corte Suprema: la legge federale che vieta ai rivenditori di armi da fuoco autorizzati di vendere pistole ai giovani di età inferiore ai 21 anni è incostituzionale e non può essere applicata.

Il parere
Fino a oggi la legge fissava a 21 anni l’età minima per l’acquisto di una pistola presso un rivenditore di armi da fuoco autorizzato a livello federale, sebbene tra i 18 e i 20 anni era possibile comprare pistole e fucili da venditori privati. Il parere dell’Ufficio di consulenza legale del Dipartimento di Giustizia afferma però che la legge volta a rendere più difficile per i giovani ottenere armi viola il Secondo emendamento. Come sottolinea “Us Today”, si tratta di una vittoria per i gruppi a favore del diritto alle armi nella seconda amministrazione Trump, che ha abrogato alcune normative sulle armi da fuoco e creato una nuova procedura per consentire ai cittadini a cui era stato vietato il possesso a causa di condanne penali di richiedere il ripristino dei propri diritti. Il parere dell’Ufficio di consulenza legale si rifà a diverse sentenze della Corte Suprema relative al Secondo emendamento, che ampliano il diritto di portare armi da fuoco per autodifesa, come motivazione principale per dichiarare incostituzionale il divieto. Nello specifico stabilisce che i giovani tra i 18 e i 20 anni fanno parte della popolazione tutelata dal Secondo emendamento. La decisione è legalmente vincolante per le agenzie federali, ma non per i tribunali federali e il Congresso. Inoltre, non crea alcun precedente e può essere ribaltata dalla Corte Suprema, che non si è ancora pronunciata sulla questione.

La Costituzione
Il parere stabilisce che non possono più essere inflitte sanzioni penali ai rivenditori autorizzati che vendono pistole «ad adulti altrimenti rispettosi della legge» di età compresa tra i 18 e i 20 anni, ciò significa che è improbabile che i procuratori federali perseguano tali accuse in futuro. «I diciottenni possono votare, far parte di una giuria, essere arruolati e affrontare condanne penali, inclusa la pena capitale - afferma il vice procuratore generale T. Elliot Gaiser - La Costituzione tutela il diritto dei cittadini di detenere e portare armi». Il Gun Control Act è stato firmato dal presidente Lyndon B. Johnson nel 1968 e ha stabilito ampie normative per l’industria delle armi da fuoco. La legge prevedeva che l’acquisto di una pistola dovesse essere effettuato da persone di 21 anni, ma consentiva ai maggiori di 18 anni di acquistare un’arma lunga (come un fucile AK-47) presso i rivenditori autorizzati. Distinzione introdotta perché le armi lunghe erano tradizionalmente utilizzate per la caccia. Successivamente otto Stati hanno approvato normative più severe che fissano a 21 anni l’età minima per l’acquisto di qualsiasi arma da fuoco, altri tredici ne vietano alcune tipologie.
I dati
Gli attivisti per la prevenzione della violenza armata hanno più volte lanciato l’allarme: nel 2024 il gruppo Everytown for Gun Safety ha affermato che una propria analisi dei dati mostrava come i giovani tra i 18 e i 20 anni commettono omicidi con armi da fuoco con una frequenza tre volte superiore rispetto agli adulti di 21 anni e oltre. Uno studio della Johns Hopkins University sui detenuti per reati legati alle armi da fuoco ha rilevato che il 17% di essi era costituito da adulti di età inferiore ai 21 anni, nonostante questi rappresentino solo il 4% della popolazione statunitense. Nel frattempo, le Corti d’Appello federali sono divise sulla costituzionalità. L’anno scorso la Corte d’Appello con sede a New Orleans, in Louisiana, ha stabilito che il divieto di vendita di pistole ai minori di 21 anni era incostituzionale, ma i giudici di Filadelfia, in Pennsylvania, e la Corte con sede a St. Louis, in Missouri, si sono espressi in senso contrario. Le associazioni a favore del controllo delle armi definiscono il parere del Dipartimento di Giustizia fuorviante e pericoloso. «I procuratori federali di tutto il Paese smetteranno di perseguire i venditori illegali di pistole ai giovani sapendo che il Dipartimento ha minato le loro tutele», spiega a “Us Today” Eric Tirschwell, direttore esecutivo di Everytown Law. «Abbandonare le salvaguardie che mirano alla fascia d’età a più alto rischio di violenza con armi da fuoco non è solo un’inaccettabile rinuncia alla sicurezza pubblica, ma è una pericolosa negligenza del dovere». Per Kris Brown, presidente dell’organizzazione non profit “Brady: United Against Gun Violence”, «la disposizione che vieta la vendita di pistole ai giovani sotto i ventuno anni ha tutelato la sicurezza pubblica per generazioni. La decisione di non applicare la legge renderà più facile per i giovani adulti, una comunità a maggior rischio di violenza armata, procurarsi armi da fuoco».
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