Il DAP della Toscana ora dice che i detenuti non dovranno dormire per terra

2026/07/13

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Dopo giorni di polemiche il Dipartimento di amministrazione penitenziaria (DAP), che dipende dal ministero della Giustizia, ha ritirato il provvedimento con cui aveva stabilito che in casi di estremo affollamento nelle carceri della Toscana i detenuti avrebbero potuto dormire temporaneamente su brandine o su materassi per terra. Lo ha fatto però con una nota piuttosto bizzarra, in cui si legge che la circolare precedente è stata annullata «causa refuso».

Un refuso è un errore di battitura. Secondo il DAP, quindi, un refuso nella circolare in cui si parlava dell’uso dei materassi avrebbe causato una «equivoca interpretazione» della stessa. In pratica l’annullamento della circolare, a detta del DAP, sarebbe dovuto a una parola scritta nel modo sbagliato. Nella nota del DAP però non ci sono refusi corretti: cambia invece l’indicazione di usare brandine e materassi. L’impressione è che sia stato un modo un po’ goffo di ritrattare quanto stabilito, a seguito delle molte critiche ricevute.

L’idea di far dormire per terra delle persone detenute è stata criticata da sindacati e associazioni che si occupano dei diritti di chi è in carcere per una ragione semplice: la gran parte delle carceri toscane, come nel resto d’Italia, è già molto sovraffollata e i detenuti sono costretti nelle celle in condizioni spesso degradanti. Aggiungere giacigli provvisori non farebbe che peggiorare le loro condizioni di vita.

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La circolare in questione era stata inviata il 30 giugno ai direttori degli istituti penitenziari della Toscana, mentre la nota che l’ha annullata è del 6 luglio. Di entrambe si è saputo con vari giorni di ritardo, perché non sono documenti pubblici. Il primo quotidiano a darne notizia è stato il Corriere Fiorentino.

Nella prima circolare l’indicazione di usare materassi veniva presentata come risposta al fatto che alcuni direttori sempre più spesso rifiutano di accettare nuovi detenuti perché non ci sono più posti disponibili a causa del cronico sovraffollamento degli istituti penitenziari. Nelle scorse settimane la situazione era ulteriormente peggiorata a causa del sequestro di una parte del carcere di Sollicciano a Firenze, uno dei peggiori d’Italia, per cui era stato ordinato il trasferimento di 240 detenuti in altre carceri toscane. Secondo il garante dei detenuti di Firenze, Giancarlo Parissi, al momento ne sono stati spostati circa la metà.

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Nella circolare il DAP scriveva che, data la situazione, non era più in grado di «garantire il rispetto delle ordinarie capienze d’istituto», cioè dei posti ufficialmente a disposizione di ogni struttura. Sono numeri in realtà solo teorici, perché spesso nelle carceri i posti effettivamente disponibili sono di meno: alcune celle o intere sezioni sono inagibili, per guasti, lavori in corso o altri motivi.

I posti effettivamente disponibili vengono mostrati alle amministrazioni delle carceri su un sistema informatico usato dal DAP, chiamato Applicativo Spazi Detentivi (ASD) o “applicativo 15”. L’ASD permette di verificare tra le varie cose che a tutti siano garantiti almeno tre metri quadrati di spazio nelle stanze, come stabilito dalla Corte europea per i diritti dell’uomo (CEDU): è una condizione che a Sollicciano e in varie altre carceri è stata violata di continuo.

In teoria chi gestisce gli ingressi di nuovi detenuti nelle carceri dovrebbe rispettare i limiti indicati dall’ASD, ma nella pratica questo spesso non avviene. Nella circolare del 30 giugno il DAP scriveva che i direttori delle carceri avrebbero dovuto usare «tutti gli spazi disponibili fino al raggiungimento del limite indicato dall’applicativo di cui sopra [l’ASD] e se necessario anche oltre, adottando in tali casi ogni iniziativa ritenuta opportuna, compresa, in via estrema per quanto assolutamente provvisoria, la collocazione di brande o materassi a terra».

Dopo la divulgazione della circolare il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti aveva presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiedendo di farla ritirare. Il segretario regionale della UIL FP della polizia penitenziaria, Eleuterio Grieco, aveva definito l’indicazione del DAP una «pura follia» che lede i diritti delle persone detenute. Anche il garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, aveva parlato di un «provvedimento grandemente improprio».

La nota del DAP del 6 luglio è stata firmata dallo stesso dirigente di quella prima, e dice che i direttori degli istituti penitenziari dovranno «sempre e comunque» provvedere all’accettazione di nuove persone arrestate, «ove necessario aggiungendo posti letto nelle camere di pernottamento, in deroga alle ordinarie capienze d’istituto», «ma escludendo la sistemazione in brandine o materassi a terra».

Non si specifica quale refuso ci fosse nella prima circolare. La nota si conclude con l’invito ai direttori delle carceri a segnalare eventuali problemi cosicché il provveditorato possa trovare le soluzioni più opportune, ed eventualmente sospendere i nuovi ingressi.

Secondo il garante dei detenuti di Firenze, Giancarlo Parissi, in tutta questa vicenda potrebbe c’entrare anche una certa riottosità del DAP nei confronti del provvedimento con cui a metà giugno il tribunale di Firenze aveva messo sotto sequestro sette sezioni del carcere di Sollicciano e disposto il trasferimento dei circa 240 detenuti. Per Parissi il DAP ha accolto male questa decisione, prendendola come una sorta di ingerenza. Parissi interpreta la vicenda dei materassi come un tentativo del DAP di riaffermare «la propria piena potestà sulle modalità di gestione del sistema carcere».

Nei giorni scorsi il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso del ministero della Giustizia contro il sequestro delle sette sezioni di Sollicciano. Ha interrotto però i trasferimenti dei detenuti, dicendo che spetta al DAP decidere i tempi e le modalità degli spostamenti. Il timore di Parissi è che ora la situazione «finisca in un limbo», in cui a farne le spese saranno ancora una volta i detenuti.

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