In linea con quanto scritto ieri dal suo direttore Ivan Zazzaroni, che aveva preso ad esempio la Fiorentina e il suo mercato per parlare dell'ostracismo del club di Serie A nel puntare su calciatori italiani, il Corriere dello Sport continua a dare molto spazio a questo tema. A tre settimane dalla chiusura del mercato, la Serie A continua a investire sempre meno sui calciatori italiani. Dopo il 17,9% del budget destinato agli acquisti di italiani nell'estate 2025, quest'anno la quota è scesa al 13%, mentre la spesa per giocatori provenienti dall'estero è salita dal 61,8% al 67,9%. Un trend che, secondo l'analisi, penalizza non solo la crescita dei talenti nazionali ma anche la capacità del sistema calcio italiano di creare valore attraverso trasferimenti interni tra club.
Emblematico il caso dell'Inter, che avrebbe potuto dare un segnale forte acquistando un giovane italiano di prospettiva dall'Atalanta, Marco Palestra, operazione poi sfumata a favore del Chelsea. I nerazzurri hanno finora investito quasi esclusivamente su profili stranieri, una tendenza condivisa da gran parte delle big del campionato. L’operazione più costosa dell’estate è il riacquisto di Nico Paz da parte del Como: valore nominale 60 milioni di euro, anche se il Real dovrà scontare a Fabregas una percentuale legata ai precedenti accordi di rivendita. Il trasferimento interno più importante tra club italiani è invece il passaggio di Santiago Castro dal Bologna alla Roma per 35 milioni di euro, più bonus e percentuale sulla futura rivendita. Il Como - contando anche Chalobah e il prestito di Couto - conferma le strategie degli ultimi anni perché Fabregas non trova talenti italiani in giro. Le spese del Napoli per ora sono fondamentalmente legate ai riscatti, il più oneroso quello di Hojlund.
Un po’ di eccezioni: il Cagliari ha speso pochissimo ma ha messo tutto su giocatori italiani; il Lecce pochissimo ma tutto all’estero e in stranieri; l’Udinese sempre così internazionale per ora ha quasi metà budget sugli italiani, ma si tratta essenzialmente del riscatto di Zaniolo.
Il confronto con la Premier League evidenzia ulteriormente il divario: in Inghilterra sono già stati superati i 2 miliardi di euro di investimenti e circa la metà della spesa è rimasta all'interno del mercato domestico. Le grandi inglesi continuano infatti a comprare soprattutto da altri club nazionali, alimentando un circuito economico che rafforza l'intero movimento e contribuisce alla valorizzazione dei talenti locali.
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