Chi trascorre le vacanze nelle Marche ha un motivo in più per fermarsi a Porto Recanati: dopo un attento lavoro di restauro il castello Svevo sul lungomare riapre le porte e ci si può entrare visitandolo gratuitamente. Il sindaco Michelini ha tagliato simbolicamente il nastro il 19 luglio dando vita a un progetto che l’amministrazione portava avanti da tempo.
Indice
- Il restauro del Castello Svevo
- Come visitare il Castello Svevo
- La storia del Castello Svevo
Il restauro del Castello Svevo
Il Castello Svevo di Porto Recanati, borgo amatissimo della riviera del Conero, è uno dei simboli della costa marchigiana, ma prima della riapertura è stato necessario un importante intervento di restauro per recuperare le parti danneggiate. C’è stata anche la ristilatura dei giunti, un intervento che serve a consolidare e preservare le mura per i prossimi decenni. E poi l’illuminazione: un nuovo impianto a LED che di sera trasforma il castello in tutta un’altra cosa, con la torre e i camminamenti che si accendono sul buio del mare.
Il finanziamento, circa 915.000 euro, arriva dal bando regionale Marche Infrastrutture 2032. Dietro il progetto ci sono state parecchie mani: il Comune, la Regione Marche, la Soprintendenza di Ascoli Piceno e Macerata, oltre a professionisti e imprese che si sono susseguiti nel cantiere.
Per tutto luglio si può salire gratuitamente sui camminamenti di ronda e sulla Torre Sveva ogni martedì e venerdì, dalle 10 alle 11 e dalle 17 alle 18; due fasce orarie che danno modo di godersi la luce del mattino o del tramonto.
Dentro il castello, oltre al percorso panoramico, trovate anche altro. C’è la Pinacoteca Comunale “A. Moroni”, nata dalla donazione del giurista locale Attilio Moroni, con uno spazio dedicato al pittore Biagio Biagetti. C’è la mostra archeologica permanente “Storia di un paesaggio rivelato”, che racconta l’antica città romana di Potentia. E c’è l’Arena “Beniamino Gigli”, che d’estate diventa palcoscenico per concerti e spettacoli, uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo su tutta la costa.
La storia del Castello Svevo
Per capire perché questo posto conta così tanto per Porto Recanati bisogna tornare indietro fino al 1229. Fu allora che l’imperatore Federico II di Svevia concesse ai recanatesi le terre tra i fiumi Musone e Potenza, autorizzando la costruzione di un porto commerciale e di una fortezza a difesa della costa dalle incursioni piratesche. Da lì nacque il primo nucleo di quello che sarebbe diventato Porto Recanati.
Nei secoli successivi il complesso è cresciuto. Nel Trecento è arrivata una seconda torre, pensata per controllare i collegamenti tra il porto e l’entroterra, mentre la corte interna per lungo tempo ha ospitato la comunità legata alle attività portuali, prima che l’abitato si espandesse oltre le mura. Ancora oggi, sul lato rivolto verso il mare, resta visibile lo stemma della città di Recanati, un dettaglio che vale la pena cercare quando siete lassù.
Se passate da queste parti a luglio, insomma, vale la pena mettere in agenda una tappa al castello. Non capita spesso di camminare su mura che difendevano un porto dai pirati, con l’Adriatico che si apre davanti e le colline marchigiane alle spalle.
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