In Campania il conto torna fino all’ultimo docente: 2.721 posti, 2.721 assunzioni. Nessuna casella vuota nel quadro aggiornato al 4 settembre per l’anno scolastico 2026-2027. Sono stati assegnati dall’Ufficio scolastico campano tutti i 2.362 posti comuni e tutti i 359 di sostegno.
Un 100% che vale più di una posizione in classifica: ogni possibilità di assunzione rilevata è diventata lavoro stabile, una prospettiva per gli insegnanti e una base più solida per le scuole. La sfida nazionale è rendere questo incontro tra persone e cattedre possibile anche dove oggi riesce meno. In questa direzione si colloca il Piano casa sostenuto dal ministro Giuseppe Valditara, con l’attenzione al personale scolastico e alle necessità di chi lavora fuori sede. Accompagnare un’assunzione con migliori possibilità di accesso all’abitazione può dare forza alla scelta di partire e, soprattutto, a quella di restare. Il contratto apre una strada; una casa sostenibile aiuta a percorrerla.
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I numeri
Il confronto con la Lombardia spiega dove concentrare questo impegno. Su 12.014 posti, le assunzioni sono 7.159, il 59,59%: restano fuori 4.855 disponibilità. La distanza dalla Campania è di 40,41 punti. Sul sostegno le nomine lombarde sono 2.088 su 4.292, il 48,65%, mentre sui posti comuni arrivano a 5.071 su 7.722, il 65,67%. Non significa altrettante classi senza insegnante: significa che una parte delle esigenze delle scuole deve ancora trovare risposta attraverso un rapporto di lavoro stabile, oltre il ricorso ai supplenti.
Eppure quest’anno le assunzioni in ambito nazionale sono state 37.430, a fronte delle 29.685 dell’anno scorso. Il balzo c’è stato senza dubbio. Ma molti precari hanno dato forfait non dirigendosi verso il nord. In Veneto, con 3.025 assunzioni su 4.023 posti, il 75,19%, e 998 disponibilità non coperte in ruolo. In Piemonte ne restano 546, in Liguria 461, in Friuli-Venezia Giulia 329. L’Emilia-Romagna indica però che il Nord può avvicinarsi al pieno risultato: 3.293 assunzioni su 3.339, il 98,62%. Nelle sei regioni settentrionali considerate, i posti non coperti sono 7.235, l’82,3% del totale nazionale. È qui che rendere più sostenibile la mobilità può avere il maggior valore. Il Mezzogiorno offre altri risultati incoraggianti. La Sicilia segue la Campania con 1.975 assunzioni su 1.979 posti: appena quattro caselle mancanti, il 99,80%. La Calabria raggiunge il 94,49%, la Puglia il 94,34%, il Molise il 91,76%. Nell’intero prospetto le assunzioni sono 37.430 su 44.962 posti, l’80,46%. La Campania supera questo livello di 19,54 punti. Il suo primato non cancella le supplenze - 10.435 stipulate sino ad oggi e comunque in calo del 41,4% rispetto a 12 mesi fa - ma dimostra che tutte le opportunità di stabilizzazione censite sono state utilizzate.
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Lo scenario
Per un insegnante del Sud che valuta una sede settentrionale, poter affrontare l’affitto senza compromettere l’equilibrio familiare può pesare quanto la distanza. Dare una risposta a questa esigenza aiuta a trasformare il trasferimento da salto nel buio a decisione praticabile. Significa poter programmare l’anno, organizzare i rientri, immaginare una permanenza e non soltanto il giorno della presa di servizio. Il Piano casa va letto proprio in questa prospettiva: un sostegno alla vita quotidiana dei docenti che può diventare anche un investimento sulla continuità didattica. L’obiettivo è rendere più accessibili le soluzioni abitative, incontrando le esigenze di chi insegna lontano dalla propria residenza. Perché accettare un posto possa significare anche fermarsi, conoscere il territorio, entrare davvero nella comunità scolastica. La stabilità comincia con una firma, ma si costruisce anche dopo. Ad oggi la Campania parte da un risultato pieno. La sfida è far sì che una cattedra al Nord non sia soltanto un posto da accettare, ma una scelta sulla quale costruire il futuro.
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