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- Come il calore danneggia i principi attivi dei farmaci
- Quali categorie di farmaci sono più sensibili al caldo e agli sbalzi termici
- Il legame tra alcuni farmaci e la regolazione della temperatura corporea
- Il rischio fotosensibilizzazione: attenzione all'esposizione al sole
- Consigli pratici per la conservazione di medicinali a casa e in viaggio
Con l'arrivo delle ondate di calore anche i farmaci risentono delle alte temperature, con conseguenze da tenere sotto controllo. In estate, infatti, i rischi sui medicinali sono legati al caldo, all’umidità e all’esposizione diretta alla luce solare, che possono ridurne l’efficacia o addirittura renderli dannosi. Vi sono poi terapie che possono peggiorare le capacità di difesa dell’organismo davanti al gran caldo e conoscere questi meccanismi è importante per proteggere la propria salute in sicurezza.
A fare chiarezza su questi punti è l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che diffonde puntualmente raccomandazioni specifiche sulla conservazione e sull'uso sicuro dei medicinali (e che è fonte di informazione per i contenuti di questo articolo).
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Come il calore danneggia i principi attivi dei farmaci
Sui foglietti illustrativi o sulle confezioni viene sempre riportato un intervallo preciso di temperatura di conservazione, che permette di mantenere stabile un medicinale, e in generale è fino a 25°C per i prodotti da conservare a temperatura ambiente. Se si supera questa soglia, il principio attivo può degradarsi in modo più rapido e dare origine a composti diversi da quello originario e meno efficaci o in alcuni casi, potenzialmente tossici.
Poi ci sono gli eccipienti, che sono le sostanze che danno forma e stabilità al farmaco e possono risentire del caldo con effetti sull’assorbimento del principio attivo. Questo problema riguarda in particolare le compresse a rilascio prolungato, perché il meccanismo a cessione graduale può essere alterato dal calore. Purtroppo questi cambiamenti non sono sempre visibili e un medicinale può non presentare alterazioni a livello di colore e consistenza, ma aver perso parte della sua efficacia. In caso di dubbio si raccomanda di consultare il farmacista prima di procedere con l’assunzione. Se invece sono presenti alterazioni visibili, non si deve assumere il farmaco.
Quali categorie di farmaci sono più sensibili al caldo e agli sbalzi termici
Non tutti i medicinali reagiscono allo stesso modo al caldo. Ad esempio tutte le formulazioni liquide mostrano in generale una maggiore sensibilità agli sbalzi termici, tra queste troviamo sciroppi, gocce e sospensioni. Compresse e capsule mantengono maggiore stabilità in condizioni non ottimali, proprio per questo sono preferibili, se possibile, rispetto alla loro versione liquida. Per quanto riguarda i farmaci che richiedono la catena del freddo, da conservare tra 2 e 8°C, come l’insulina, molti vaccini, alcuni preparati ormonali, come quelli per la tiroide o contraccettivi, il rischio è legato sia al caldo eccessivo che al congelamento accidentale. Si raccomanda di tenerli in frigorifero, lontano dalla parete più fredda evitando la porta, maggiormente esposta a variazioni di temperatura. Non dimentichiamoci che tutti i farmaci, una volta aperti, sono maggiormente esposti agli effetti di aria, luce e sbalzi termici rispetto a quelli ancora sigillati.
Il legame tra alcuni farmaci e la regolazione della temperatura corporea
Agli effetti sulla stabilità del prodotto si aggiunge il rischio legato all’interazione di alcune terapie con i meccanismi di raffreddamento del corpo. I diuretici sono tra questi, perché aumentano l'eliminazione di acqua e sali minerali, e possono favorire disidratazione e cali di pressione nelle giornate più calde. I farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale - alcuni antidepressivi, ansiolitici, antipsicotici - possono interferire con la sudorazione e il senso di allerta, che sono necessari per riconoscere i primi segnali di malessere da calore.
Poi ci sono i farmaci del cuore e gli antipertensivi soprattutto i beta-bloccanti, che possono rendere più difficile l'adattamento della circolazione al caldo e aumentare il rischio di capogiri o svenimenti se ci si alza troppo rapidamente. Non si tratta di difetti dei farmaci ma di effetti attesi della loro azione che si sommano allo stress termico. In caso di comparsa di sintomi come sete intensa, stanchezza insolita o confusione, prima di modificare o addirittura sospendere le terapie per iniziativa propria, si deve consultare il medico.
Il rischio fotosensibilizzazione: attenzione all'esposizione al sole
Ci sono farmaci che assunti via orale o per applicazione dermica che possono aumentare la sensibilità cutanea ai raggi ultravioletti. Le conseguenze più comuni sono arrossamenti intensi, bruciore o vere e proprie ustioni anche dopo un'esposizione al sole apparentemente breve. Tra questi troviamo alcuni antibiotici (in particolare tetracicline e chinoloni), antinfiammatori non steroidei (FANS) e prodotti cortisonici ad uso topico. Un caso speciale riguarda gel o cerotti a base di ketoprofene (farmaco antinfiammatorio non steroideo usato per il trattamento del dolore e delle condizioni di natura infiammatoria) e le creme a base di prometazina, usate nel trattamento di punture da insetti e allergie cutanee. La maggiore fotosensibilità della zona può persistere fino a due settimane dopo il trattamento, per cui si deve sempre utilizzare una protezione solare adeguata e verificare le avvertenze presenti sul foglietto illustrativo.
Consigli pratici per la conservazione di medicinali a casa e in viaggio
Spesso sono i più frequenti, ma bagno e cucina sono tra i luoghi meno indicati per la conservazione dei farmaci. Si tratta infatti degli spazi maggiormente esposti a sbalzi di temperatura e con il tasso di umidità più alto della casa. Tali caratteristiche possono compromettere la stabilità dei medicinali, che vanno conservati in un ambiente fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. Un armadio in camera da letto è il luogo ideale. Si raccomanda inoltre di mantenere i medicinali all’interno delle confezioni originali, con foglietto illustrativo e data di scadenza in evidenza.
Quando si viaggia la situazione è molto più complessa e bisogna prestare molta attenzione. In estate non lasciare mai i farmaci in auto, né nell’abitacolo né nel bagagliaio, perché le temperature a veicolo fermo possono aumentare esponenzialmente. Si raccomanda il trasporto in borsa termica dei medicinali più delicati, sempre prestando attenzione a evitare il contatto diretto con il ghiaccio. In aereo i farmaci vanno portati nel bagaglio a mano insieme alle prescrizioni mediche e in ogni caso, se si nota qualsiasi tipo di alterazione è preferibile evitare l’assunzione in assenza di conferma da parte del farmacista o del medico.

