Il Bologna in divieto di sosta. Palladino va subito ad alta intensità. Cerca una delle sue partenze sprint

2026/09/22

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Rossoblù già tornati al lavoro a Casteldebole: obiettivo alzare i giri del motore e lasciare il terzultimo posto. In carriera, quando è entrato in corsa, il tecnico napoletano è sempre riuscito ad avere un impatto forte.

Raffaele Palladino, 42 anni: ha firmato un triennale con il Bologna (Alive)

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Alzare i giri del motore. Aumentare l’intensità. Lavorare sulla condizione atletica per diventare, in tempi possibilmente rapidi, gli interpreti fedeli di un calcio che col Torino Raffaele Palladino ha solo potuto abbozzare. Del resto in tre giorni hai giusto il tempo di accorgerti in quale nuovo pianeta sei atterrato, disegnare un undici e provare a dargli un senso. Da ieri invece, col macigno psicologico del terzultimo posto in classifica con cui si dovrà per forza di cose convivere fino alla sfida col Lecce dell’11 ottobre, Palladino a Casteldebole ha cominciato a mettere sotto torchio la squadra. O per meglio dire, e questo è un grande problema, ciò che resta della squadra.

I nazionali assenti sono infatti cresciuti di un’unità con la partenza in extremis di Martin Vitik verso il ritiro della Repubblica Ceca. Risultato: all’appello in questi giorni ne mancheranno ben dodici rossoblù. Roba che, tanto per intenderci, gli unici difensori rimasti sono Zortea, Casale, De Silvestri e Miranda: provala tu, se sei capace, la difesa a tre.

Alle prese con un identico scenario Chivu e Amorim, che con Inter e Milan però fanno le coppe, ieri si sono concessi il lusso di regalare alla squadra una settimana abbondante di vacanza. Palladino invece, dopo aver preso parte in mattinata a Lissone all’incontro tra arbitri e allenatori, alle 16 era già sul prato del ‘Galli’ insieme alla pattuglie dei suoi quattro preparatori atletici.

Tempo da perdere del resto non ce n’è se l’intento è quello di replicare le partenze-sprint che in carriera il tecnico campano ha firmato da subentrante, quando è salito in corsa sulle panchine di Monza e Atalanta.

In Brianza, al debutto da pilota in serie A, nel 2022-23 Palladino infilò subito un tris di vittorie con Juventus, Sampdoria e Spezia. Bilancio delle sue prime dieci gare ufficiali sulla panchina del Monza: 6 vittorie e 4 sconfitte. Un cambio di passo significativo rispetto alla gestione Stroppa. E all’Atalanta un anno fa, quando si insidiò a novembre subentrando a Juric dopo 11 giornate di campionato, Palladino fu ancora più impattante. Dopo il ko (1-3) di Napoli all’esordio arrivò infatti un filotto di vittorie con Eintracht (in Champions League), Fiorentina e Genoa. Poi, nelle successive otto partite, il bilancio fu di 6 vittorie e 2 sconfitte. Basti dire che Palladino a novembre raccolse un’Atalanta al tredicesimo posto in classifica per issarla al settimo a gennaio.

I precedenti però non portano punti in classifica, a differenza del lavoro sul campo. Ecco perché Palladino la classifica oggi non la guarda e guarda invece i preparatori atletici da ieri alle prese con cardiofrequenzimetri e gps per testare individualmente lo stato di salute atletica dei rossoblù. Poi una sola parola d’ordine: intensità. Che prenderà la forma di una seduta doppia oggi, a cui faranno seguito, domani, giovedì e venerdì, una razione quotidiana di lavoro, con tanto di amichevole in famiglia (venerdì) con inevitabili massicci innesti di ragazzi della Primavera.

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