Il Bologna cerca un centro di gravità. Fergie, Moro, Pobega e gli altri. Palladino ha due maglie per sei

2026/10/08

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Il nuovo tecnico predilige la coppia centrale in mediana, rispetto alla linea a tre utilizzata da Tedesco . Questo crea grande concorrenza: il capitano rientra dalla full immersion con la Scozia, il croato spinge.

Raffaele Palladino dà indicazioni ai rossoblù durante la sfida col Torino finita 1-1

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C’è chi in nazionale ha fatto gli straordinari giocando da titolare, e per intero, tutte e quattro le gare di Nations League con la Scozia: Lewis Ferguson. C’è chi a furia di collezionare panchine in rossoblù la nazionale l’ha persa ma in cambio ha incamerato tre settimane di lezioni dal vivo di Raffaele Palladino: Nikola Moro. Non manca chi è appena guarito da un infortunio, come Oussama El Azzouzi, chi deve ancora mostrare di che pasta è fatto, vedi Mikel Amondarain, chi ormai conosce il Bologna come le sue tasche, ovvero Tommaso Pobega, e chi infine lo ha appena conosciuto (grazie a Domenico Tedesco) e nel frattempo ha conosciuto anche un rapido decollo con la sua nazionale: Marco Libra.

Se facciamo la somma sono sei: sei centrocampisti in cerca d’autore. In realtà l’autore c’è ed è Raffaele Palladino, che però, se continuerà nel solco del suo modulo base (il 3-4-3), di centrocampisti puri ogni volta ne impiegherà solo due. Quindi una prima indicazione c’è ed è valida a cominciare da Lecce: sei centrocampisti in lizza per due maglie crea già le premesse per una concorrenza selvaggia e, forse, perfino l’ipotesi di sfoltire il parco centrocampisti a gennaio. Senza andare troppo in là col calendario già domenica in Salento si impongono le prime scelte e chissà se Palladino le svelerà domani in conferenza stampa. Perché domani e non sabato? Perché il tecnico campano rispolvera il metodo Thiago, ovvero fare conferenza a due giorni dalla partita. Tornando al ‘sei per due’ di centrocampo adesso si tratta di capire se la fiducia del tecnico cadrà su chi è rimasto per tre settimane a lavorare a Casteldebole o viceversa su chi ha girato il mondo con le rispettive nazionali. Se prevarrà il primo criterio Moro e Pobega a questo giro partono in vantaggio.

Nel caso della seconda opzione invece anche lo stacanovista Ferguson potrebbe avere una chance dall’inizio, ammesso e non concesso che pochi giorni gli bastino per assorbire le fatiche con la Scozia. Perché non Amondarain? Perché Lecce è uno snodo cruciale e il fattore esperienza peserà, senza dimenticare che l’ex Estudiantes ha ancora bisogno di esplorare il mondo Bologna così come Palladino ha bisogno di fare altrettanto con lui. Quanto a El Azzouzi, l’infortunio alla prima di campionato con la Lazio di fatto lo ha tenuto al palo per un mese. Oussama era un pupillo di Tedesco, che gli aveva affidato la regia di un Bologna traballante. Che possa aver già conquistato anche la fiducia di Palladino al punto da sovvertire di nuovo le gerarchie è difficile da immaginare. Poi c’è Libra, che col Venezuela ha giocato da titolare due delle tre gare della sosta (le amichevoli con Giappone e Giordania) ed è chiaramente ‘on fire’, ma al via del Mare sembra una soluzione da spendere in corsa. Nota a margine su Moro che ha perso il posto nella Croazia: che giochi o no titolare a Lecce non può un centrocampista con le sue qualità, in questo Bologna, continuare a fare da spettatore.

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