Bologna, 11 agosto 2026 – “Le avevano messo un berrettino e un body, e sopra una copertina. Era pulita e curata. L’abbiamo presa fra le braccia. Non piangeva per niente. Avrà avuto dieci ore di vita. Era una stellina piccola piccola. Per quello ci è venuto spontaneo chiamarla Stella. Maria Stella”. Un’emozione indescrivibile quella che le suore di via Tambroni si sono trovate tra le mani, l’altra sera quando, assonnate e incredule, hanno sentito arrivare ’la telefonata’ che avvisava della Culla aperta: quella Culla per la Vita di via Guidicini che in nove anni (da quando è stata inaugurata il 13 maggio 2017) non aveva mai accolto un bimbo. Fino ad ora.
Zuppi: “La disperazione non ha impedito alla mamma di dare la vita”
Un’emozione che coinvolge tutta la città, che trattiene il fiato in queste ore seguendo la storia della piccola. E che arriva a contagiare anche il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei: “Ricordo quando benedissi la culla della vita! Anche solo per avere salvato Maria Stella, ne è valsa la pena – le parole del cardinale –. La disperazione non ha impedito alla mamma di dare la vita. Ed è sempre la scelta migliore ovviamente per chi non la avrebbe, ma anche per chi l’ha generata. E la gioia e l’emozione di chi ha accolto Maria Stella dimostrano come solo la vita dona senso alla vita e non dobbiamo mai averne paura”.

La Culla è fruibile tutto l'anno
La benedizione
Poi la benedizione alla piccola e alla donna che sabato, nel buio della notte, ha aperto quella Culla e l’ha lasciata lì, non si sa in preda a quale disperazione: “Dio benedica la piccola Maria Stella e anche la sua mamma. E ci aiuti a fare di tutto, sempre e per tutti, per accogliere e proteggere la vita”, dice Zuppi.
Le suore: “Siamo uscite di corsa e l’abbiamo trovata lì”
Erano le 22.45 quando è scattato l’allarme. Le Suore Minime di Santa Clelia Barbieri erano già a letto. Sul momento non sapevano cosa pensare. La Culla è stata inaugurata il 16 maggio 2017 e in tutto questo tempo non avevano mai lasciato un bimbo. “Spesso, però, si attivava il suono quando la aprivano per altre cose, ad esempio per lasciarci la posta”, racconta una delle religiose. Allora hanno acceso il monitor: e hanno visto quel fagottino. “Siamo uscite di corsa e l’abbiamo trovata lì. Una di noi l’ha presa in braccio, l’ha cullata, intanto l’abbiamo coccolata e ’parlavamo’ con lei. Era bella”. Le suore hanno chiamato subito il 118 e i soccorsi sono arrivati in pochi minuti. Poi Maria Stella è stata portata al Sant’Orsola e ora è ricoverata in Neonatologia. La piccola pesa meno di due chili, ma il medico l’ha visitata e lei sta bene, non è in pericolo di vita. Nelle ultime 48 ore il telefono dell’istituto di via Tambroni ha squillato moltissime volte: in tanti chiedono informazioni, dicono che vorrebbero adottare la piccola.

"Quando si lascia il bimbo nella Culla, lo sportello si abbassa molto lentamente, proprio per dare il tempo alla mamma di riprenderselo in caso in un ripensamento”
La Culla
Nella Culla c’è il santino di Gianna Beretta Molla, che diede la vita per far nascere il suo bambino. “Un gesto esemplare, un inno alla vita”, sottolinea la religiosa. Da quando è stata inaugurata, “ci siamo prese cura di quella Culla, tenendola sempre pulita e assicurandoci che funzionasse bene la parte elettronica. Abbiamo messo anche un materassino”. La Culla “funziona 360 giorni l’anno, qui c’è sempre qualcuno. Quando si lascia il bimbo – spiega –, lo sportello si abbassa molto lentamente, proprio per dare il tempo alla mamma di riprenderselo in caso in un ripensamento”. Ma lo sportello si è abbassato ad accogliere la piccola nella culla e dopo pochi secondi è scattato l’allarme. “Per noi, come comunità, è stata un’emozione molto forte”, dice la religiosa.
Ora, bisognerà aspettare che trascorrano dieci giorni prima che Maria Stella sia dichiarata ’in stato di adottabilità’. “Se ci sarà la possibilità, andremo a trovarla in ospedale. Ci farebbe molto piacere”, dicono le religiose.
“Chiediamo alla giunta regionale e al sindaco Lepore di invertire la rotta – l’appello di Pro Vita & Famiglia – si finanzino le Culle per la Vita, i centri di aiuto alla vita e i fondi per la maternità difficile”.
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