

Piccola vittoria della showgirl, assistita dal legale Giuseppe Di Carlo. Tutto parte dal furto alla villa di Novara e il bisogno per le bambine di rientrare in Argentina
C’è un nuovo capitolo nella complessa battaglia legale e mediatica tra Mauro Icardi e l’ex moglie Wanda Nara. La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano, Cristina Bassi, ha infatti accolto il ricorso presentato dalla showgirl argentina — assistita dall’avvocato Giuseppe Di Carlo — per ottenere l’emissione dei passaporti delle due figlie minori anche senza il consenso dell’ex attaccante dell’Inter.
La vicenda: dal furto al blocco dei documenti
L’esigenza di sbloccare i documenti è nata a seguito di un recente furto subito da Wanda Nara nella sua villa di Galliate (Novara), durante il quale, oltre a diversi oggetti di valore, sono stati sottratti anche i passaporti delle bambine. Da quel momento lo scontro si è riacceso. Wanda Nara ha accusato Icardi di fare ostruzionismo nel firmare le autorizzazioni necessarie per i nuovi passaporti, ritardando di fatto il rientro delle minori in Argentina. Icardi, rappresentato dai legali Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano, ha ribadito l’ipotesi di una sottrazione illegale delle figlie e ha contestato la competenza del Tribunale di Milano a esprimersi sulla vicenda.
La decisione del Tribunale di Milano
La giudice Bassi ha smontato le tesi del calciatore, definendo il suo no «non giustificato» e privo di fondamento nell’interesse delle bambine, sottolineando inoltre l’atteggiamento «quanto meno ondivago» tenuto da Icardi. Rifiutare l’autorizzazione avrebbe significato, nei fatti, forzare le minori a rimanere in Italia, Paese in cui non risiedono più dal 2022 (dal settembre 2024 vivono stabilmente in Argentina). Con questo decreto — immediatamente esecutivo — il tribunale ha quindi concesso il rilascio dei due passaporti anche in assenza del consenso paterno. Icardi, riferisce Adnkronos che ricostruisce la vicenda, sarebbe stato condannato al pagamento delle spese legali.
Ti potrebbe interessare
-
Beatrice Venezi volta pagina dopo la Fenice. Ora dirigerà in Russia e Georgia. «Vorrei dimenticare Venezia e concentrarmi sul futuro»
-
Tutti pazzi per i Tamango: «Esiste un modo diverso di fare le cose. A Sanremo? Potremmo vendere le pizze» – L’intervista
-
Il padre di Amy Winehouse perde la causa contro due amiche della cantante: al centro della vicenda 155 vestiti messi all’asta
La giudice ha infine precisato che questa decisione riguarda unicamente l’urgenza dei documenti: restano del tutto estranee a questo procedimento le contese sull’affidamento, sul collocamento delle minori e le verifiche su un’eventuale sottrazione internazionale.
>> Home