Icardi-Wanda Nara: 0-1. La giudice di Milano autorizza i passaporti per le figlie senza l’ok del calciatore

2026/07/31

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wanda nara

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Piccola vittoria della showgirl, assistita dal legale Giuseppe Di Carlo. Tutto parte dal furto alla villa di Novara e il bisogno per le bambine di rientrare in Argentina

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C’è un nuovo capitolo nella complessa battaglia legale e mediatica tra Mauro Icardi e l’ex moglie Wanda Nara. La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano, Cristina Bassi, ha infatti accolto il ricorso presentato dalla showgirl argentina — assistita dall’avvocato Giuseppe Di Carlo — per ottenere l’emissione dei passaporti delle due figlie minori anche senza il consenso dell’ex attaccante dell’Inter.

La vicenda: dal furto al blocco dei documenti

L’esigenza di sbloccare i documenti è nata a seguito di un recente furto subito da Wanda Nara nella sua villa di Galliate (Novara), durante il quale, oltre a diversi oggetti di valore, sono stati sottratti anche i passaporti delle bambine. Da quel momento lo scontro si è riacceso. Wanda Nara ha accusato Icardi di fare ostruzionismo nel firmare le autorizzazioni necessarie per i nuovi passaporti, ritardando di fatto il rientro delle minori in Argentina. Icardi, rappresentato dai legali Valeria De Vellis e Raffaele Rigitano, ha ribadito l’ipotesi di una sottrazione illegale delle figlie e ha contestato la competenza del Tribunale di Milano a esprimersi sulla vicenda.

La decisione del Tribunale di Milano

La giudice Bassi ha smontato le tesi del calciatore, definendo il suo no «non giustificato» e privo di fondamento nell’interesse delle bambine, sottolineando inoltre l’atteggiamento «quanto meno ondivago» tenuto da Icardi. Rifiutare l’autorizzazione avrebbe significato, nei fatti, forzare le minori a rimanere in Italia, Paese in cui non risiedono più dal 2022 (dal settembre 2024 vivono stabilmente in Argentina). Con questo decreto — immediatamente esecutivo — il tribunale ha quindi concesso il rilascio dei due passaporti anche in assenza del consenso paterno. Icardi, riferisce Adnkronos che ricostruisce la vicenda, sarebbe stato condannato al pagamento delle spese legali.

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La giudice ha infine precisato che questa decisione riguarda unicamente l’urgenza dei documenti: restano del tutto estranee a questo procedimento le contese sull’affidamento, sul collocamento delle minori e le verifiche su un’eventuale sottrazione internazionale.

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