I segni della Fan Zone al Roccolo: prato danneggiato. Il comitato: “Problemi evidenti” (e si corre i ripari)

2026/10/01

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Monza – Il Gran premio di Formula 1 è ormai alle spalle, ma nel Parco di Monza restano i segni. A destare preoccupazione sono le condizioni del prato del Roccolo, dove, al termine dell’evento, sono comparsi evidenti danneggiamenti al manto erboso. In un’ampia zona il terreno è stato sollevato, lasciando profondi solchi e porzioni di terra prive di vegetazione. A questi si aggiungono altre zone ingiallite, probabilmente a causa delle coperture utilizzate per le passerelle della Fan Zone e del calpestio degli spettatori.

Le “ferite” nel terreno

Le ferite più evidenti si trovano lungo il margine del grande prato - a ridosso del percorso pedonale - una delle aree destinate al pubblico (Fan Zone) durante il Gran premio. A provocarle, pare, il passaggio dei mezzi impiegati per smantellare le strutture temporanee. Un danno circoscritto rispetto all’intera superficie, ma tutt’altro che trascurabile per l’impatto visivo e per le conseguenze sulla vegetazione. Sulla vicenda dà un suo punto di vista Bianca Montrasio, presidente del Comitato per il Parco di Monza, che richiama l’attenzione su un problema già sollevato in passato. “Tutte le volte che ci sono manifestazioni che esulano dall’aspetto sportivo e sono finalizzate al divertimento, come ad esempio concerti, i prati del Parco si rovinano e vengono danneggiati”.

Un prato con una lunga storia

L’ambientalista ricorda gli esposti presentati negli anni, a partire dal concerto di Manu Chao, e le perizie agronomiche che, secondo il Comitato, hanno documentato i danni ambientali. “I prati del Roccolo e della Gerascia sono prati stabili, profondamente radicati. Se si risemina, l’erba che viene su non è la stessa che era presente ed è più fragile”. Per Montrasio, la questione non riguarda soltanto il ripristino delle superfici, ma la tutela di un patrimonio storico e naturalistico. “La scelta migliore è evitare che il danno si faccia in partenza”, osserva, criticando la concessioni di queste aree all’Autodromo e il peso crescente della Fan Zone. Il Roccolo, ricorda, è un prato storico, di 200 anni, inserito nel disegno del Parco napoleonico, che deve essere preservato nella sua identità.

Le rassicurazioni dell’Autodromo

Di diverso tenore le rassicurazioni dell’Autodromo, che conferma di aver già rilevato le criticità e di aver programmato gli interventi. “L’Autodromo, congiuntamente al Consorzio, con il supporto dei rispettivi agronomi, ha rilevato nella zona del Roccolo un danneggiamento localizzato temporaneo del manto erboso”. La causa, spiega, è riconducibile “a due fattori principali: il calpestio umano e l’impiego di macchinari utilizzati durante le operazioni di disallestimento dell’area Fan Zone”. Le operazioni di smontaggio, comprese quelle delle tribune, non sono ancora terminate. Soltanto al termine si procederà, come nelle precedenti edizioni, alla “regolarizzazione del terreno e alla successiva lavorazione e risemina delle zone sconnesse”.

Gli interventi

È inoltre prevista una semina estensiva, anche per compensare gli effetti del caldo e della siccità estiva. Anche il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, dopo i sopralluoghi condotti dall’agronomo Dante Spinelli e dal dirigente della Gestione patrimoniale Andrea d’Aquila, considera la situazione sotto controllo. Le porzioni ingiallite dovrebbero recuperare spontaneamente - con al limite una risemina per velocizzare il processo -, mentre per le aree più compromesse dai mezzi sarà necessario un intervento mirato, con la lavorazione del terreno e il ripristino del manto erboso. Resta, tuttavia, il confronto su come conciliare i grandi eventi con la salvaguardia del patrimonio verde del Parco.

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