I prezzi di diesel e benzina non fermano gli arrivi in Puglia. «Pienone per tutto agosto»

2026/08/11

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Non si rinuncia alle ferie di agosto neanche per il caro carburanti. Numeri importanti e “sold out” in molte strutture per la Puglia turistica: i vacanzieri fanno i conti con i prezzi alle stelle di benzina e gasolio delle ultime settimane e con spese sempre più costose, ma le settimane agostane restano le preferite per qualche giorno di relax.

«È chiaro che i maggiori costi per il carburante si facciano sentire sui bilanci familiari - sottolinea l’imprenditore pugliese Giuseppe Mancarella, presidente di FederTerziario Balneari – però chi aveva deciso di viaggiare e aveva programmato le vacanze si sposta e o si sposterà. Siccome gli spostamenti costano di più, il risparmio si fa una volta arrivati alla meta del soggiorno rinunciando a un’uscita o una cena fuori. Del resto – puntualizza – da tempo è ormai cambiata la durata stessa delle vacanze, periodi più corti e le giornate del fine settimana preferite a quelle dell’inizio. Questo evidenziano, ad esempio, le presenze negli stabilimenti balneari».

Mancarella aggiunge: «I morsi della crisi economica si fanno sentire su scala mondiale, gli imprenditori balneari e dell’accoglienza turistica tutta in Puglia sono stati molto bravi perché, nonostante le difficoltà, hanno evitato i rincari. Le previsioni per le settimane di Ferragosto si preannunciano da “sold out”, segno evidente che il turismo regionale viva tempi molto positivi. Le richieste di prenotazioni continuano, programmare una vacanza sotto data accade sempre più spesso. Anche per il mese di settembre le previsioni sono positive – conclude Mancarella – gli stabilimenti balneari saranno aperti obbligatoriamente per legge sino al 13 del prossimo mese, l’auspicio è che l’impegno di tutti sia teso a una definitiva destagionalizzazione, che comincia da un potenziamento reale dell’Aeroporto del Salento che deve affiancare quello di Bari».

Sul tema arrivano anche le riflessioni di Vincenzo Di Roma, vicepresidente regionale e presidente provincia di Brindisi di Assohotel. «A essere penalizzati dall’aumento dei prezzi dei carburanti sono stati soprattutto gli spostamenti su largo raggio. In questo periodo così particolare – dichiara – a farla da padrone è quindi il turismo di prossimità. È fondamentale però rimarcare come il turismo nazionale in generale e quello pugliese nello specifico non si sia fermato». Di Roma rimarca: «Il caro rifornimento più che bloccare i flussi turistici, li ha trasformati. Oggi è facile vedere sul territorio regionale arrivi dalle diverse province rispetto alla meta scelta, così come da Campania, Molise, Calabria mentre si sono ridotte le presenze dal Piemonte e della Lombardia e dalle altre zone del Nord Italia. Il tutto mentre sulla regione insiste un 30% di presenze straniere, quota importante per agosto». Da Di Roma altre puntualizzazioni: «Se la situazione internazionale non dovesse rientrare e i prezzi di gasolio e benzina restassero alti, i tempi della vacanza si accorceranno. Le destinazioni resteranno tali, la Puglia resterà meta turistica, ma cambierà la lunghezza del periodo di ferie e questo porterà a una impennata dei prezzi. E allora – ammonisce Di Roma – occorre pensare per tempo al futuro che potrebbe arrivare. Programmare il domani da oggi, a prescindere dagli ottimi numeri registrati e dalle previsioni positive per settembre. Il rischio evidente è che crolli la qualità dei servizi turistici, si perda occupazione e si favoriscano – conclude – fenomeni atipici come quelli delle case vacanze e dei b&b».

Di vacanze e caro carburanti parla anche Raffaele De Santis, presidente di Federalberghi Lecce. «Al momento non si registrano particolari criticità legate all’aumento del carburante. Del resto chi va in vacanza oggi, ha prenotato le sue ferie con largo anticipo. Sulle tasche dei vacanzieri l’aumento generalizzato dei prezzi si fa sentire, ma se si può risparmiare qualcosa, questo lo si cerca di fare durante il soggiorno rinunciando a qualcosa. Le ferie di agosto rimangono qualcosa di sacro e i numeri stanno dando ragione alla Puglia e al Salento». De Santis dice ancora: «Se questo è il periodo del “sold out”, le strutture alberghiere viaggiano verso la massima occupazione, ottime sono le previsioni anche per il mese di settembre. Le prenotazioni viaggiano a ritmo importante, nonostante la riapertura anticipata delle scuole e sebbene il vero boom di richieste arriverà, come sempre accade in quel periodo dell’anno, sotto data per la maggiore disponibilità nelle strutture. Molto interessanti per il mese a venire sono le prenotazioni di stranieri – conclude De Santis – i quali a settembre e ottobre sono soliti allontanarsi dal mare per vivere e visitare le città d’arte e di cultura, i centri storici accoglienti, amanti come sono di ritmi più lenti e favoriti dalle temperature meno alte».

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