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- I parenti incontrano Pisani: "Fiducia nella giustizia e anche nella polizia"
Il direttore di Pubblica sicurezza visita i funzionari e gli agenti feriti negli scontri: "Calma, equilibrio e abnegazione". Poi il colloquio con i familiari della vittima.

Il direttore di Pubblica sicurezza visita i funzionari e gli agenti feriti negli scontri: "Calma, equilibrio e abnegazione". Poi il colloquio con i familiari della vittima.

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"Abbiamo fiducia nella giustizia italiana". E, dopo l’incontro negli uffici della Questura, "anche nella polizia". Queste le uniche parole pronunciate da Yossra e Khadija Fakir, nipote e sorella di Abderrahim morto durante un fermo di polizia al Pilastro, a seguito del colloquio con il capo della polizia di Stato, Vittorio Pisani. Un vis a vis durato poco meno di un’ora negli spazi di piazza Galileo Galilei, dove Pisani è arrivato alle 17.15 spaccate, accompagnato dal questore Gaetano Bonaccorso. "Sono venuto soltanto per un saluto", aveva detto rivolgendosi ai cronisti posizionati alle porte del palazzo. Senza fare i conti, però, con l’arrivo non programmato delle parenti del 42enne scomparso dieci giorni fa.
Le quali hanno spiegato: "Siamo qui perché vogliamo parlare col capo della polizia. Abbiamo fiducia nelle indagini e nella magistratura. Ci affidiamo a loro: speriamo vengano fatta luce e chiarezza sull’accaduto". Dal loro arrivo, che ha seguto quello di Pisani di una manciata di minuti, hanno atteso mezz’ora per poi essere ricevute negli uffici della Questura. Dopo il faccia a faccia, pochissime le dichiarazioni rilasciate, con cui le donne ribadiscono "fiducia" nelle indagini, nella giustizia e "anche nella polizia". Ai cronisti che hanno chiesto loro se si sentissero più fiduciose dopo questo incontro, la risposta è stata "sì". Sul fronte solidale, invece, la famiglia Fakir, a seguito dell’avvio di una raccolta fondi per sostenere le spese legali, ha già raccolto 13mila euro con circa 510 donatori.
Prima dell’arrivo a sorpresa di Yossra e Khadija, Pisani ha potuto fare visita ai funzionari e dirigenti della Questura e, a seguire, ai sindacati, i quali hanno raccontato il ’cuore’ del messaggio del direttore generale di Pubblica sicurezza: "Mantenere la calma e avere equilibrio, spirito di sacrificio e abnegazione in questi momenti", riporta il segretario provinciale del Siulp Pasquale Palma. Prima di lasciare le Due Torri, il numero uno della polizia ha incontrato pure gli agenti del Reparto mobile rimasti feriti durante la guerriglia della scorsa settimana, che ha messo a ferro e fuoco il centro storico. Uscendo dalla Questura, Pisani ha sviato ogni domanda dei cronisti appostati fuori dal palazzo sul caso Fakir: "Sono venuto in visita – ha scandito –, non per fare dichiarazioni. Le visite vanno sempre bene". Il capo della polizia si è diretto poi verso lo stabile della Squadra mobile, dall’altro lato della piazza.
Questa visita "rappresenta un importante segnale di attenzione da parte dell’amministrazione in un clima particolarmente delicato – dice il segretario generale provinciale del Coisp Leo Pesce –. Ci auguriamo interventi concreti, con maggiori tutele normative e rinnovata attenzione agli strumenti di servizio". Nel suo saluto, Pisani "ci ha chiesto di essere vicini ai giovani, cercando di aiutarli e di essere compatti – aggiunge il segretario provinciale del Sap Tonino Guglielmi –. Noi chiediamo che le istituzioni stiano vicini ai poliziotti". "La violenza genera violenza e noi crediamo serva un senso di responsabilità forte. Il clima deve essere più disteso", ha concluso Palma del Siulp.
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