I nuovi esami del Ris di Roma sull’impronta 3 non restituiscono certezze: “Può esserci sangue”

2026/10/02

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Tra le carte svelate dalla relazione di chiusura indagini della Procura di Pavia ci sono anche le 65 pagine della consulenza affidata agli esperti del Ris. Si profila uno scontro anche sulla postura di chi avrebbe lasciato la traccia

L’impronta 33, attribuita dalla consulenza della difesa di Stasi ad Andrea Sempio

L’impronta 33, attribuita dalla consulenza della difesa di Stasi ad Andrea Sempio

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Garlasco (Pavia), 2 ottobre 2026 – C’era anche sangue sul muro delle scale dove si è appoggiata la mano ‘bagnata’ che ha lasciato l’impronta 33? I nuovi esperimenti del Ris di Roma “non consentono di escludere la presenza di sangue umano sull’intonaco”. Di fatto una conferma alla risposta affermativa già data dai consulenti della difesa di Alberto Stasi, compiendo appositi esperimenti di laboratorio, arriva dagli “esiti delle attività tecnico-scientifiche condotte dal personale del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche presso i laboratori del Ris di Roma”. 

I prelievi e l’esito negativo 

Tra le carte svelate dalla Procura di Pavia con la discovery degli atti alla (seconda) chiusura delle indagini nei confronti di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, ci sono anche le 65 pagine della consulenza affidata agli esperti del Ris di Roma: “Lo studio fornisce evidenze sperimentali relative alle dinamiche di prelievo e alla caratterizzazione biologico-genetica di tracce emo derivate umane su tre differenti tipologie di supporto murario” prova a semplificare la Procura. In estrema sintesi, sono stati fatti prelievi di campioni con la presenza certa di sangue, ma che hanno dato esito negativo sia cercando materiale genetico che ai test per confermare la presenza del materiale ematico, “a causa dell’effetto inibente del particolato minerale alcalino dell’intonaco”. 

Alberto Stasi fotografato mentre si reca al lavoro a Milano

Alberto Stasi fotografato mentre si reca al lavoro a Milano

I test nel 2007 

Di fatto la presenza di sangue sul muro dell’impronta 33 non è certa ma non è neppure esclusa per l’esito negativo dei test fatti nel 2007. Tra le contro-consulenze della Procura alle controdeduzioni della difesa di Sempio, nelle 70 pagine della relazione del colonnello Andrea Berti (comandante del Ris di Cagliari) in replica all’elaborato di Armando Palmegiani per il team legale dell’indagato, viene dibattuto un altro aspetto relativo all’impronta 33 e all’orma di scarpa sul gradino ‘0’. 

Posizioni contrapposte 

Per Palmegiani la postura dell’avatar virtuale dell’indagato sarebbe “cinematicamente inverosimile”, con il soggetto che si sporgerebbe in modo innaturale. Berti ribatte che “durante attività dinamiche su superfici non piane (come una scalinata), il corpo umano assume frequentemente posture dinamiche, asimmetriche, fuori asse. Il baricentro viene abitualmente proiettato oltre la base d’appoggio per frazioni di secondo (movimento transitorio di sbilanciamento o piegamento in avanti)” concludendo che “un soggetto che si sporge per osservare può assumere una postura visibilmente ‘innaturale’ ma perfettamente ammissibile”.

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