I numeri di Death Stranding 2 spiegherebbero perché Sony ha rinunciato a Physint

2026/09/11

Categories: gaming

Da un punto di vista esclusivamente finanziario, la decisione di Sony di disinvestire da Physint, il nuovo progetto di Hideo Kojima, può essere considerata comprensibile, soprattutto alla luce delle stime relative alla redditività della serie Death Stranding. Il quadro, tuttavia, non riguarda soltanto i margini economici: per un'azienda come PlayStation contano anche immagine, rapporti con gli sviluppatori e percezione da parte del pubblico, secondo Rhys Elliott di Alinea Analytics, che ha analizzato i numeri di Death Stranding 2 on the beach, per cercare di capire la mossa della multinazionale giapponese.

Tanto rumore, pochi risultati

Secondo le stime citate nell'analisi, Death Stranding 2 avrebbe venduto circa 2,5 milioni di copie, di cui 1,8 milioni su PlayStation e 700.000 su Steam, generando complessivamente circa 170 milioni di dollari di ricavi. Il ritmo delle vendite, però, sarebbe stato fortemente concentrato nei primi mesi. Su PlayStation circa un milione di copie sarebbe stato venduto tra giugno e luglio 2025, mentre nei mesi successivi il gioco avrebbe faticato a superare le 100.000 unità mensili, scendendo sotto le 30.000 copie ad agosto nonostante una riduzione del prezzo a 40 dollari.

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Sempre secondo le stime, Death Stranding 2 avrebbe prodotto circa 129 milioni di dollari su PlayStation, con il 65% dei ricavi concentrato nei primi due mesi. Anche su Steam la maggior parte delle copie sarebbe stata venduta nella fase iniziale: circa 550.000 nei primi due mesi, pari all'80% del totale attuale, nonostante due successive promozioni.

Il primo Death Stranding avrebbe invece raggiunto circa 5 milioni di copie nel corso del suo ciclo commerciale, generando approssimativamente 243 milioni di dollari di ricavi. Complessivamente, quindi, i due giochi avrebbero prodotto circa 413 milioni di dollari di ricavi per Sony sulle diverse piattaforme.

Il problema riguarda però i costi. Le stime non ufficiali collocano il budget del primo Death Stranding intorno ai 100 milioni di dollari e quello del secondo tra i 150 e i 200 milioni, anche a causa del ciclo di sviluppo più lungo e delle difficoltà legate alla pandemia. Considerando anche marketing e costi vari, l'analisi ritiene probabile che la serie abbia raggiunto il pareggio o prodotto un margine relativamente contenuto. La stima del ritorno sull'investimento viene indicata in un intervallo compreso tra il 18% e il 38%: una cifra che può tradursi in decine di milioni di dollari, ma che potrebbe risultare poco interessante per un progetto dal budget così elevato.

C'è inoltre un aspetto strategico legato alla distribuzione su Steam. Death Stranding avrebbe trovato un pubblico particolarmente consistente in Cina: il 27% degli utenti Steam del primo gioco e il 44% di quelli del secondo proverrebbe da quel mercato. Anche Stellar Blade, altro titolo sviluppato da uno studio terzo ma pubblicato da PlayStation, avrebbe attratto un quantità significativa di videogiocatori provenienti dalla Cina: il 46% del pubblico.

Abbandonare o ridurre questa strategia significherebbe quindi rinunciare a una sorta di porta d'ingresso verso il mercato cinese, dove PlayStation mantiene una presenza ufficiale limitata e dove Steam rappresenta un canale importante.

L'analisi sottolinea comunque che non sono note le ragioni reali alla base del disinvestimento da Physint. Potrebbero esserci stati problemi con le milestone, divergenze creative o difficoltà nei rapporti con Kojima, ma nessuna di queste ipotesi è stata confermata pubblicamente. Per questo motivo, i dati economici possono spiegare perché Sony abbia rivalutato l'investimento, ma non costituiscono da soli una prova definitiva delle motivazioni dell'azienda.

Resta infine la questione dell'immagine. La scelta arriva in un momento delicato per PlayStation, tra le discussioni sulla progressiva scomparsa del supporto fisico e le reazioni meno positive attorno ad alcuni dei suoi progetti, tra i quali Fairgames, di cui è stato appena annunciato il primo test pubblico. In questo contesto, rinunciare a una figura come Kojima, legatissima all'ecosistema PlayStation, potrebbe avere un enorme costo in termini di percezione del pubblico, anche se la decisione appare razionale dal punto di vista dei margini.

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