Fesvi (Ferrara Sviluppo Imprese) lancia l’idea di un Workers Buyout (Wbo) per salvare la Coperion

Fesvi lancia l’idea di un Workers Buyout (Wbo)

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Ferrara, 28 luglio 2026 – Alla crisi della Coperion si affaccia una nuova ipotesi per evitare che i cancelli dello stabilimento si chiudano definitivamente. Ferrara Sviluppo Imprese (Fesvi) rompe gli indugi e si dice pronta a coordinare un percorso di verifica per valutare la fattibilità di un Workers Buyout (Wbo), il modello che consentirebbe ai dipendenti di rilevare l’azienda attraverso la costituzione di una cooperativa, garantendo così la continuità produttiva del sito.
La proposta arriva mentre è aperta la procedura di licenziamento collettivo
La proposta arriva mentre resta aperta la procedura di licenziamento collettivo annunciata dall’azienda e che coinvolge circa ottanta lavoratrici e lavoratori. Una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso dipendenti, famiglie e istituzioni e che, nelle ultime settimane, è approdata anche ai tavoli di confronto con sindacati ed enti locali. In questo contesto, l’iniziativa di Fesvi punta a verificare se esistano margini concreti per costruire un’alternativa alla chiusura dello stabilimento.

Da sinistra Ruggero Villani, Davide Bellotti e Paolo Cirelli
I presupposti per il rilancio
Fesvi, partecipata da Confcooperative Romagna-Estense, Cna Ferrara e Confartigianato Ferrara, mette sul tavolo competenze tecniche e professionali per valutare se sussistano i presupposti industriali, economici e finanziari per un progetto di rilancio. L’idea è quella di mettere attorno allo stesso tavolo lavoratori, organizzazioni sindacali, istituzioni e tutti gli attori che possono contribuire a salvaguardare il sito produttivo, nella convinzione che il patrimonio industriale e professionale costruito negli anni non debba andare disperso.
“Un patrimonio di competenze costruito in questi anni”
"Le professionalità presenti nello stabilimento e il patrimonio di competenze costruito in questi anni rappresentano un valore che il territorio non può permettersi di disperdere. Per questo ci mettiamo a disposizione per verificare se esistano le condizioni per un percorso di Workers Buyout", afferma il presidente di Fesvi, Davide Bellotti, sottolineando come l’obiettivo sia anzitutto quello di verificare la sostenibilità di un progetto che possa garantire una prospettiva produttiva e occupazionale.
Il modello del Workers Buyout
Non si tratterebbe, del resto, di una strada inesplorata. Il modello del Workers Buyout ha già trovato applicazione anche nel Ferrarese. Solo pochi mesi fa Confcooperative Romagna-Estense ha accompagnato il percorso che ha portato alla nascita della cooperativa Fb Toselli di Cento, consentendo ai lavoratori di rilevare l’azienda e garantirne la continuità produttiva. Un precedente che rafforza la convinzione che, laddove esistano le condizioni industriali, economiche e finanziarie necessarie, il modello cooperativo possa rappresentare una risposta concreta alle crisi d’impresa, evitando la dispersione di competenze e posti di lavoro.
L’appello di Fesvi
Da qui l’appello di Fesvi affinché restino aperti tutti gli spazi di confronto. L’invito è a non escludere alcuna strada prima che siano state valutate tutte le possibili alternative alla chiusura dello stabilimento. "Il nostro territorio ha dimostrato in più occasioni di saper affrontare situazioni complesse facendo rete tra imprese, istituzioni e corpi intermedi. Oggi crediamo sia fondamentale mettere a disposizione questa capacità di collaborazione per verificare ogni percorso che possa offrire una prospettiva concreta ai lavoratori e salvaguardare un patrimonio di competenze che appartiene all’intera comunità ferrarese", conclude Bellotti. Una disponibilità che ora dovrà misurarsi con la volontà delle parti coinvolte e con la concreta possibilità di trasformare l’ipotesi in un progetto industriale sostenibile.
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