I laghi lombardi invasi dalle microplastiche, nel Garda l’inquinamento più allarmante che minaccia anche il turismo

2026/09/24

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Campionamenti in quattordici bacini lombardi: anche gli specchi d’acqua alpini sono contaminati. Le cause? Le microfibre dal lavaggio di abiti sintetici e depuratori inadeguati

Nessun bacino lacustre è risparmiato, tanto meno quelli alpini

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Brescia, 24 settembre 2026 – Microplastiche nelle acque: la maglia nera tra quattordici laghi montani e subalpini va al Garda. Lo segnala il Wwf Bergamo Brescia, alla luce di una ricerca scientifica pubblicata su Environmental Science and Pollution Research (Altitudinal variation of microplastic abundance in lakeshore sediments from Italian lakes di Marco Parolini, Elena Perin, Beatrice De Felice, Stefano Gazzotti, Adriano Palazzi, Luca Coonti, Eleonora Conterosito, Emanuela Rosio, Francesco Bruno, Valentina Giannotti, Roberto Cavallo).

L'inquinamento da microplastiche è una minaccia anche per il turismo

L'inquinamento da microplastiche è una minaccia anche per il turismo

I 14 laghi sotto esame 

Sono stati considerati, in particolare, i campioni di 14 laghi, tra cui il Garda (nel comune di Nago-Torbole, sulla sponda trentina), l’Idro (Lemprato, nel Bresciano), lago Moro a Darfo Boario Terme, Iseo a Costa Volpino (Bergamo). La più alta quota di microplastiche per chili, soprattutto fibre, è stata trovata nel Garda, seguito dai laghi di Iseo, Caldonazzo, Moro e Idro. “Nei sedimenti di riva del Garda sono state trovate in media oltre 61 particelle per chilo di sedimento e quasi 667 per metro quadrato, valori significativamente più alti rispetto a tutti gli altri laghi studiati, inclusi Iseo, Idro e i laghi di alta quota. Perché proprio il Garda? Il lago più grande d’Italia – spiega l’associazione guidata da Paolo Zanollo - è circondato da un vasto bacino idrografico, da aree densamente popolate e da un’intensa pressione turistica”. 

Scarichi fognari sotto accusa 

Tra le fonti, l’associazione segnala scarichi fognari, che portano nel lago acque reflue e turistiche rilasciano ancora grandi quantità di microfibre provenienti dal lavaggio di abiti sintetici e residui di prodotti per la cura della persona, e depuratori inadeguati. Ci sono poi “rifiuti abbandonati e littering lungo le sponde, attività ricreative e turistiche. Trasporto atmosferico di particelle da aree più lontane. Il problema non riguarda solo il Garda. Anche i laghi di montagna, considerati ambienti più “puliti“, risultano contaminati, soprattutto da fibre trasportate dal vento e dalle precipitazioni. Nessun ecosistema, nemmeno il più remoto, è al sicuro”. 

L’appello 

Ridurre l’uso di plastica monouso e di tessuti sintetici, supportare il miglioramento dei sistemi di depurazione, partecipare alle iniziative di pulizia delle sponde, sono misure suggerite dal Wwf. “Il Lago di Garda è un patrimonio naturale e turistico di valore inestimabile. Proteggerlo dalle microplastiche è una responsabilità collettiva”.

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