I farmaci per l’obesità aumentano il rischio di perdita di capelli - Medicina - Ansa.it

2026/07/22

Categories: health-wellness

(EMBARGO ALLE 00.30 DI GIOV) L'uso dei farmaci per il diabete e l'obesità (gli agonisti del recettore del peptide-1 simile al glucagone - GLP-1) potrebbe aumentare il rischio di perdita di capelli (alopecia) negli adulti con diabete. Lo conferma uno studio sul British Medical Journal condotto presso l'Università della Pennsylvania.
L'alopecia è stata segnalata come possibile effetto collaterale di questi farmaci, in particolare semaglutide e tirzepatide. Nello studio, i ricercatori hanno utilizzato i dati elettronici dei pazienti del sistema sanitario dell'Università della Pennsylvania (Penn Medicine) per confrontare i tassi di alopecia negli adulti con diabete che hanno iniziato ad assumere agonisti del recettore del GLP-1 o altri tipi di farmaci per il diabete noti come inibitori SGLT-2 o inibitori DPP-4.
Complessivamente, sono stati confrontati 12.004 pazienti in trattamento con agonisti del recettore GLP-1 con 15.221 pazienti in trattamento con inibitori SGLT-2, e ulteriori 11.964 pazienti in trattamento con GLP-1 con 11.233 pazienti in trattamento con inibitori DPP-4. L'uso di agonisti del recettore GLP-1 è risultato associato a un rischio di alopecia superiore del 37% rispetto all'uso di inibitori SGLT-2 (6,91 casi contro 5,04 per 1.000 persone) e a un rischio superiore del 68% rispetto all'uso di inibitori DPP-4 (6,53 contro 3,89 per 1.000).
Ulteriori analisi hanno indicato che l'associazione era specifica per l'alopecia non cicatriziale (in cui i follicoli piliferi rimangono intatti, consentendo la ricrescita dei capelli), con un aumento del rischio del 53% e del 72% rispetto, rispettivamente, agli inibitori SGLT-2 e agli inibitori DPP-4.
Posto che una rapida perdita di peso è un fattore scatenante ben noto della caduta dei capelli perché può portare a carenze di ferro o zinco che ne interrompe il ciclo di crescita, concludono gli autori, "i nostri risultati ampliano i precedenti segnali aneddotici di sicurezza e forniscono prove più sistematiche per accrescere la consapevolezza clinica di questo potenziale effetto avverso".

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