Nella Hollywood degli anni Quaranta, Rita Hayworth e Veronica Lake affidavano parte del proprio fascino a onde ampie e luminose, destinate a diventare un emblema della bellezza cinematografica. La loro fluidità, solo apparentemente naturale, nasceva da una costruzione estremamente precisa: i ricci venivano modellati uno a uno e poi spazzolati fino a fondersi in un movimento continuo e sinuoso.
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L’overbrushed contemporaneo riprende quel gesto e lo veste di una nuova libertà espressiva. Le onde vengono ancora create prima di essere aperte attraverso la spazzolatura, ma il risultato diventa più arioso, irregolare e vissuto. La chioma conserva volume e sensualità, rinunciando a qualsiasi rigidità.
“L’overbrushed è una tendenza che parte da una costruzione molto precisa, ma il risultato finale deve apparire assolutamente naturale”, spiega Nico Roccatani, Salon Director di TONI&GUY Roma Corso Vittorio. “La chiave è creare una texture morbida, con movimento e volume, senza mai dare l’impressione di un’acconciatura troppo costruita”.

I consigli per ricreare l’effetto overbrushed
La naturalezza dell’overbrushed è il risultato di una preparazione accurata, che comincia quando i capelli sono ancora umidi. “Si lavora utilizzando prodotti leggeri, capaci di dare corpo, texture e una prima tenuta durante la fase di asciugatura, senza appesantire la fibra", racconta l’esperto.
Una volta asciutta, la chioma viene modellata evitando sequenze troppo uniformi. “Il capello viene lavorato in modo irregolare, quasi casuale, alternando strumenti diversi come il ferro per creare onde più morbide e tridimensionali, oppure la piastra per un movimento più piatto e contemporaneo»”.
“Il passaggio più importante è quello della spazzolatura: non deve cancellare il movimento, ma aprire la forma”, prosegue Roccatani. “La spazzola viene utilizzata in modo strategico, più energicamente nelle zone in cui vogliamo ampliare la sezione e più delicatamente dove vogliamo preservare la texture. È proprio questo equilibrio che crea quell’effetto vissuto, sofisticato ma spontaneo”.
Come adattare l’overbrushed ai capelli mossi e ricci


L’overbrushed può valorizzare anche le texture naturalmente mosse o ricce, purché la spazzolatura sia adattata alla loro struttura. In questo caso, lo scopo non è trasformare il movimento originario, ma renderlo più aperto e vaporoso senza sacrificare la definizione.
“Quando la texture è più intensa, soprattutto su capelli naturalmente mossi o ricci, la lavorazione diventa più strutturata: entrano in gioco spazzole specifiche che aiutano ad aprire il movimento mantenendo brillantezza e definizione”, precisa Roccatani. Il volume viene così distribuito lungo l’intera chioma, mentre la luminosità impedisce che l’effetto finale appaia crespo o disordinato. “È proprio la combinazione tra apertura della forma e luminosità a rendere riconoscibile questo trend”.
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“La fase finale è affidata a un siero leggero, che dona idratazione, morbidezza e luminosità, lasciando il capello lucido ma naturale”, spiega l’hairstylist. “L’obiettivo non è un finish perfetto e rigido, ma una chioma dall’aspetto sano, fluido e facilmente replicabile anche a casa con pochi accorgimenti”.
Augustinus Bader, The Hair Oil
Vanno invece evitate le formule che asciugano eccessivamente le lunghezze o immobilizzano il movimento. “Mousse troppo strutturanti o prodotti che irrigidiscono la fibra rischiano di togliere naturalezza”. Conclude Roccatani: “L’overbrushed deve avere una texture percepibile, ma sempre morbida: il lusso oggi è un capello che sembra bello senza sembrare costruito”.
Harper's Bazaar Beauty List



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