I cani non vedono in bianco e nero: ecco come appare davvero il mondo ai loro occhi

2026/07/16

Categories: technology

Jay Neitz, ricercatore in scienza della visione dei colori all'Università di Washington, lo dice senza ambiguità: un essere umano al posto di un cane "perderebbe le sensazioni del rosso e del verde". Non il colore in assoluto — solo due tonalità specifiche, cancellate da un sistema visivo costruito su basi diverse dal nostro.

Il mito del cane che vede solo in bianco e nero, radicato nella cultura popolare da decenni, è semplicemente falso. I cani percepiscono il colore. Lo fanno però attraverso un apparato più semplice: due tipi di coni fotorecettori nella retina, contro i tre dell'occhio umano. Un cono cattura le lunghezze d'onda del blu, l'altro quelle del giallo (secondo le parole della veterinaria oftalmologa Kristin Fischer, il sistema risulta "sensibile alla luce a lunghezza d'onda corta e medio-lunga", producendo una percezione del mondo in tonalità di blu e giallo, con capacità limitata di distinguere rosso da verde).
Il risultato visivo si avvicina, per analogia, a quello di una persona con daltonismo rosso-verde — la forma più comune di discromatopsia, che riguarda circa l'8% degli uomini e lo 0,5% delle donne. Non si tratta di una corrispondenza esatta: Neitz stesso precisa che gli esperimenti comportamentali possono stabilire cosa un cane riesce a distinguere, non cosa prova soggettivamente nel vederlo. Resta però il dato pratico.


Rossi e verdi, per un cane, collassano in tonalità di marrone e grigio scarsamente distinguibili tra loro. Una pallina rossa lanciata su un prato verde — vivida per l'occhio umano — diventa per il cane una macchia scura su un'altra macchia scura, separabile più per luminosità che per colore: Neitz osserva che, nella percezione canina, "gli oggetti rossi tendono a essere più scuri degli oggetti verdi". È il motivo per cui un accessorio blu o giallo risulta, per un cane, visibile quasi quanto lo è per un proprietario umano, mentre lo stesso oggetto in rosso acceso rischia di confondersi con l'erba. La spiegazione anatomica risale a molto prima dell'addomesticamento: il sistema a due coni è un tratto condiviso con la maggior parte dei mammiferi — Come vedono i gatti? Non in bianco e nero... ma ci siamo quasi!: anche i felini, infatti, condividono esattamente la stessa limitazione, distinguendo bene blu e giallo ma confondendo rosso e verde — mentre la visione tricromatica umana rappresenta l'eccezione evolutiva, comparsa nei primati come adattamento per distinguere frutti maturi dal fogliame. Chi sceglie un giocattolo per il proprio cane, dunque, farebbe meglio a orientarsi su blu o giallo intenso piuttosto che su rosso o verde: non è una questione di preferenza estetica, ma di ciò che l'animale è fisicamente in grado di isolare dallo sfondo.

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