Hormuz, due petroliere in fiamme dopo aver urtato mine marine. Teheran: «Erano su rotta non autorizzata»

2026/09/02

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Due petroliere in fiamme nello stretto di Hormuz, dopo aver urtato delle mine marine. L'annuncio arriva dalle Guardie Rivoluzionarie Islamiche: Teheran ha affermato che gli equipaggi hanno abbandonato le imbarcazioni su suggerimento dei militari statunitensi, lasciandole sotto il controllo di personale americano che cercava di farle navigare lungo una rotta non autorizzata. «La Marina delle Guardie Rivoluzionarie aveva già messo in guardia sui pericoli del passaggio attraverso il canale minato. Sono state inoltre predisposte ulteriori misure punitive per le compagnie di navigazione che, anziché utilizzare la rotta autorizzata, vengono ingannate dagli Stati Uniti e mettono le proprie navi a disposizione del nemico. Tali misure saranno attuate a breve», si legge nel comunicato.

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Su Hormuz è intervenuto nelle scorse ore anche il presidente americano Donald Trump, con un post su Truth in cui attacca anche Abc News «Non sto cercando di costringere l'Iran a sedersi al tavolo delle trattative, come ha riferito "Abc Fake News".

Non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore», ha scritto, spiegando di preferire «di gran lunga» la «posizione attuale» degli Stati Uniti. «Abbiamo un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia è al collasso. Stanno solo aspettando l'inevitabile. Quando si solleverà il popolo iraniano per combattere?», ha aggiunto.

Il traffico a Hormuz

Il traffico nello Stretto di Hormuz è diminuito drasticamente il 31 agosto, con cinque attraversamenti confermati, in calo del 50% rispetto ai 10 del giorno precedente. Lo scrive Kpler, società di trade intelligence che monitora i flussi commerciali, sul suo account X. Per Kpler, quattro navi sono entrate nel Golfo Persico e una ne è uscita, utilizzando una combinazione di rotte iraniane, omanite e negoziate. Due attraversamenti hanno coinvolto navi non identificate e uno una nave soggetta a sanzioni. Sempre secondo la medesima analisi, l'attività nello Stretto di Bab el Mandeb è rimasta relativamente stabile, con 35 attraversamenti confermati, in aumento del 2,9% rispetto al giorno precedente. Di questi, 19 sono entrate nel Mar Rosso e 16 ne sono uscite. Non sono stati registrati transiti non identificati e l'Organizzazione Marittima Internazionale ha confermato l'assenza di ulteriori attacchi.

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