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Holm parla dal ritiro con la sua Svezia: "L’infortunio mi ha fatto perdere il mondiale e i bianconeri». "Juve, peccato. Ma in rossoblù sto bene. L’esonero di Tedesco è stato uno choc»
La Juve? Una parentesi d’oro di cinque mesi e un treno da cui è dovuto dolorosamente scendere. Il Mondiale con...

Lo svedese Emil Holm, 26 anni (Alive)

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La Juve? Una parentesi d’oro di cinque mesi e un treno da cui è dovuto dolorosamente scendere. Il Mondiale con la Svezia? Un sogno che è andato in frantumi per il ‘solito’ guaio muscolare. Il Bologna? Il posto migliore in cui curare le ferite e da cui ripartire. Emil Holm da sempre ignora il ‘politically correct’: in campo e nelle interviste. Il terzino rossoblù ha parlato dal ritiro della Svezia prima del tour de force di Nations League degli scandinavi con Polonia, Bosnia e Romania (doppia sfida). E lo ha fatto come sempre senza peli sulla lingua. Il primo pensiero è stato per l’infortunio muscolare patito a fine maggio, nei primi giorni del raduno pre Mondiale con la Svezia che gli ha fatto saltare l’agognato viaggio in America e che ha messo i bastoni tra le ruote al suo progetto in bianconero.
"Quell’infortunio non è arrivato nel momento migliore – dice Holm –. In un colpo solo ho perso i Mondiali e il contratto con la Juve (un prestito con diritto di riscatto, poi non esercitato dai bianconeri, ndr), quindi per me è stato un momento difficile. Ora sono tornato a Bologna e mi sento bene. In estate, già dal ritiro, siamo stati cauti nel percorso di ritorno in campo. Praticamente ho saltato tutta la preparazione e sono tornato una settimana prima dell’ultima amichevole col Brighton".
Dopodiché è cominciato il campionato e Emil il Chiacchierato (le famosi voci di gennaio, che lo avevano dipinto come indesiderato per il gruppo) ha fatto un lusinghiero cinque su cinque, di cui tre da titolare. Resta il rammarico, non celato, di non essere riuscito a piantare le tende in bianconero. C’è una spiegazione? "E’ stata una combinazione di fattori – dice il nazionale svedese –. Sono arrivato a Torino e dopo due settimane mi sono subito infortunato: avere un giocatore che s’infortuna di continuo non è certo ciò che un club desidera. E’ chiaro che là ti senti motivato e ti viene voglia di fare di più. Ma anche a Bologna adesso sto fantasticamente, finalmente posso allenarmi senza problemi e svegliarmi al mattino senza avvertire dolori".
I dolori sono stati tutti di Domenico Tedesco: "E’ molto triste quello che è successo. Tedesco è un ottimo allenatore e una persona gentile, a lui mi ero legato molto. Il suo esonero è stato uno shock per tutti, personalmente sono rimasto sorpreso perché in quelle quattro partite avremmo meritato di raccogliere più punti. Appresa la notizia gli ho subito mandato un messaggio. Ora però c’è Palladino e se uno viene dall’Atalanta significa che è un buon allenatore". Già, non di sola Juve si vive.
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