Il mercato degli smartwatch si è ormai diviso in due mondi paralleli, quello dei marchi affermati con listini che partono da qualche decina di euro e quello degli articoli a basso costo venduti sulle piattaforme di e-commerce cinesi.
Il mercato degli smartwatch si è ormai diviso in due mondi paralleli, quello dei marchi affermati con listini che partono da qualche decina di euro e quello degli articoli a basso costo venduti sulle piattaforme di e-commerce cinesi.
Ho ordinato i due smartwatch nello stesso pomeriggio, con l’obiettivo di capire quanto davvero separi un prodotto da 10 euro comprato su Temu da un modello di fascia media, il tipo di orologio smart che oggi si trova intorno ai 150 euro tra i marchi più affermati del settore, con display AMOLED, GPS integrato e oltre cento modalità sportive.
La prima sorpresa è arrivata già dall’apertura della confezione. Il modello economico, con quadrante quadrato e cinturino in silicone, sembrava esteticamente più curato di quanto mi aspettassi: schermo touch reattivo, un’app di accompagnamento funzionante, anche se piena di notifiche pubblicitarie, e una configurazione iniziale sorprendentemente rapida. Le prime ore di utilizzo sono filate lisce: le notifiche di messaggi e chiamate arrivavano puntuali, il contapassi sembrava plausibile confrontato con quello dello smartphone, e la batteria non ha fatto una piega nei primi due giorni.
Smartwatch a confronto: il risultato è veramente insolito
Il modello di fascia media, con cassa in alluminio e display AMOLED più luminoso, si è invece confermato su un altro livello fin da subito per la qualità dei materiali e la precisione dei sensori. Il monitoraggio della frequenza cardiaca è risultato costantemente più coerente con quello di una fascia cardio dedicata, mentre il GPS ha permesso di registrare un percorso di corsa con una precisione che lo smartwatch economico, privo di GPS proprio e dipendente dalla posizione dello smartphone, non poteva nemmeno avvicinare.

Smartwatch a confronto: il risultato è veramente insolito-melablog.it
Il vero punto di svolta, quello che rende il confronto insolito più che scontato, è arrivato dopo circa una settimana. Il modello Temu ha iniziato a mostrare i primi segnali di cedimento: il touch è diventato meno reattivo, la sincronizzazione con l’app si interrompeva a intermittenza e il rilevamento del sonno, già impreciso dal primo giorno, ha smesso praticamente di funzionare. Il modello più costoso, al contrario, ha mantenuto le stesse prestazioni del primo giorno, confermando quella differenza di affidabilità nel tempo che raramente emerge nei primi test a caldo ma che fa la vera differenza nell’uso quotidiano.
Quello che mi ha sorpreso, alla fine, non è stata la vittoria del modello più caro, abbastanza prevedibile, quanto la qualità del primo impatto offerto da quello economico: per chi cerca solo notifiche di base e un contapassi approssimativo da usare per pochi mesi, o magari da regalare a un ragazzino per l’estate, i 10 euro spesi su Temu non sono del tutto buttati. Ma per chi vuole affidarsi allo smartwatch per monitorare seriamente allenamenti, sonno e parametri di salute nel lungo periodo, la differenza di prezzo tra le due fasce continua a raccontare, dati alla mano, una storia tutt’altro che ingiustificata.