Hanno socializzato, si sono scambiati numeri di telefono, c'è chi ha scoperto di essere vicino di casa senza essersene accorto prima e chi si è già dato appuntamento per rivedersi e uscire insieme. Restituisce uno spaccato della società dei nostri tempi la cena che l'altro ieri sera ha messo attorno a un tavolo, apparecchiato a ferro di cavallo, cinquanta sconosciuti che hanno accettato l'offerta di Alessandro Zicca, il ristoratore che dopo aver letto il post di una mamma che denunciava la solitudine della figlia adolescente esclusa dalle amiche, ha promosso - e offerto - una cena riservata proprio agli adolescenti per provare a rompere il muro dell'isolamento.
«Non mi aspettavo neanche io di avere questo risultato. Era come se si conoscessero da tempo, c'era voglia di fare nuove amicizie, sembrava un falò con tutti attorno al fuoco» racconta l'imprenditore, 45enne calabrese ma ormai aquilano d'adozione. A presentarsi alla sua pizzeria, Bufalarium in via Strinella, sono state prevalentemente donne, e c'erano anche studenti di fuori città. «Hanno apprezzato tantissimo il target e anche un gruppo di tre che sono venuti insieme, si sono poi seduti sparpagliati proprio per conoscere nuove persone», dice.
Insomma, un esperimento che sembra abbia funzionato: tra i giovani - tutti tra 18 e 25 anni - che si sono presentati, anche «uno studente di Carsoli che vive da un mese in città e ha cercato su Google "come fare amicizia all'Aquila" ed è uscito l'articolo che parlava di questa iniziativa. Altri due hanno scoperto a cena di abitare uno di fronte all'altro ma non si conoscevano. Un'altra ragazza mi ha raccontato di essere demotivata anche perché non è riuscita a trovare un lavoro che la soddisfacesse, anche se nel frattempo studia». Solo uno straniero nella "tavolata sociale". «Un egiziano, integrato benissimo e che ha parlato per tutta la serata. Si è scambiato il contatto con gli altri, così come hanno fatto in tanti. Alcuni anche con una mia dipendente con cui si sono dati appuntamento per andare a ballare» racconta Zicca, che intanto continua a ricevere apprezzamenti per l'iniziativa sia sui social sia dal vivo. Anche prima della cena «si sono affacciati in tanti al locale per complimentarsi e stringermi la mano». È anche per questo che l'idea è quella di far sì che l'iniziativa non resti un caso isolato. «C'è stata un'atmosfera unica. Non so se faremo un'altra cena ma sicuramente voglio dargli continuità. Ci siamo ripromessi che un appuntamento ogni tanto sicuramente lo faremo, ma vedremo quando e come».
Al ristoratore che non nasconde la commozione, anche la lettera di una ragazza che ha partecipato alla cena che ha contribuito a rendere indimenticabile il momento: «Alcune emozioni non si possono descrivere se non le vivi, ho avuto difficoltà a raccontarle anche a mia moglie. È venuta anche una ragazza che ha un'associazione di promozione sociale e ci ha chiesto il supporto, vedremo cosa potremo fare insieme». Da Bufalarium insomma, martedì sera "per qualche ora non c'erano differenze, timidezze o difficoltà: c'erano soltanto ragazzi che stavano bene insieme. Ed era esattamente quello che speravo accadesse".
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