Siate sinceri, quante volte siete stati minacciati di essere presi a calci nel didietro ed essere cacciati di casa?
Un paio? Di più?
Ecco, al nostro buon Ray Charles diciamo che è capitato molto spesso.
E "hit the road" - letteralmente "colpire la strada", mettersi in viaggio - nel nostro specifico caso non ha nulla a che fare con il romantico concetto di on the road su cui sono stati costruiti libri e film di culto.
Significa piuttosto "vattene, brutto pezzo di *****!"
Potrà sembrarvi assurdo, ma il titolo di una delle canzoni più belle di sempre - per la precisione la 387ª, se ascoltiamo la rivista Rolling Stone - significa esattamente questo.
"Hit the Road Jack", con quel "Jack" inteso come un nome generico di un tipo qualunque, quindi insignificante e dispregiativo, è in sostanza un caloroso invito a levarsi di torno e a non farsi vedere mai più.
La cosa divertente?
La corista che "dialoga" con Ray Charles nella canzone, Margie Hendricks, parole molto simili le aveva dette veramente al cantante. E non solo una volta, fidatevi.
Certo è che se fai dodici figli con dieci donne differenti, di cui solo tre con la moglie, un po' forse te lo potresti aspettare...
La genesi di "Hit the Road Jack"
Nel 1961 Ray Charles è già il fenomeno assoluto che oggi tutti conosciamo.
Ha già composto quello che possiamo considerare il suo più grande capolavoro, "What I'd Say" (1959), con quell'iconica intro eseguita al pianoforte elettrico che chiunque, anche nel 2026, riconoscerebbe al volo.
Il suo soprannome, "The Genius", è già stato sdoganato.
Il soul, il genere musicale di cui Ray Charles è padre e padrone, sta toccando vette meravigliose soprattutto grazie al contributo unico, inconfondibile e geniale del cantante cieco di Albany, Georgia.
"Hit the Road Jack" è una canzone strana.
L'ha creata nel 1960 il cantautore R&B Percy Mayfield ispirandosi alle vicende personali che l'avevano visto coinvolto in alcuni drammi romantici non finiti benissimo.
Non solo, ne aveva pure eseguito un demo a cappella, senza cioè la strumentazione e gli arrangiamenti.
Il demo era finito nelle mani non solo del produttore discografico di Mayfield ma anche in quelle ben più sapienti di Ray Charles, grande estimatore del cantante R&B più per la penna dietro ai testi che per l'effettiva voce.
Ray s'innamora immediatamente delle lyrics, ma vuole stravolgere l'impianto sonoro. Ottenuta l'autorizzazione ad inciderne una versione per l'ABC-Paramount, ci butta dentro il suo leggendario pianoforte, le percussioni e soprattutto il fattore-X, quello che farà la differenza: le donne (come sempre del resto).
O meglio, LA donna: Margie Hendricks.
Margie è la leader indiscussa delle Raelettes, lo storico gruppo di coriste che, dalla loro fondazione nel 1958 e cambiando le cantanti nel corso dei decenni, avrebbe seguito Ray Charles lungo quasi tutti i tour dell'artista fino alla fine dei suoi giorni, per più di quarant'anni.
La corista ha 25 anni e, dettaglio discretamente rilevante, è coinvolta in una relazione extraconiugale con Ray iniziata poco dopo la sua entrata nelle Raelettes, mentre lui è sposato dal 1955 con Della Beatrice Howard.
Prima di "Hit the Road Jack" Margie era rimasta incinta, dando alla luce l'1 ottobre 1959 Charles Wayne Hendricks, in un appartamento di Harlem a New York City. Dopo la nascita del bambino, Margie aveva chiesto a Ray di lasciare la moglie per vivere con lei e il figlio, ma il cantante aveva rifiutato categoricamente.
Il litigio della canzone diventa realtà
Nonostante il rapporto segreto stia degenerando dopo la nascita del figlio non riconosciuto, i due scelgono di continuare a collaborare artisticamente.
Ray Charles non può fare a meno del talento e della passione dietro al microfono di Margie, mentre lei non è ancora abbastanza affermata per potersi permettere di abbandonare il treno dorato su cui sta viaggiando per mettersi in proprio.
Il risultato, l'avrete capito, è una relazione tossica che genera una tensione costante in sala di registrazione, per non parlare dei momenti privati tra le mura domestiche.
È in questo contesto che la "Hit the Road Jack" che conosciamo prende vita.
Concepito come uno dei classici pezzi di Ray da "botta-e-risposta" tra i protagonisti della canzone, mette in scena un litigio all'interno di una coppia dove la donna non ne può più del suo uomo e lo caccia di casa.
Naturalmente ai due veri interpreti non riesce troppo difficile calarsi nei panni dei personaggi che il testo di Mayfield vuole raccontare: il brano dura meno di due minuti, ma grazie a Ray, Margie e alle coriste sembra di assistere a un vero litigio in corso.
A Margie e al resto delle Raelettes viene affidata per ben quattro volte la ripetizione del ritornello che apre la canzone: la stessa identica risposta per ogni diversa obiezione sollevata dall'altra parte, chiaramente in torto. Chiaramente l'uomo.
Una risposta ossessiva, reiterata, inscalfibile: come a dire, non ne posso veramente più.
Hit the Road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more
Il duetto furioso fa quasi sorridere, se si pensa a quello che c’era dietro le quinte: le strofe escono dalla gola di Ray come se stesse realmente implorando Margie di non trattarlo male. Lei, senza di lui, non ce la può fare, dice nella canzone, arrivando quasi a minacciarla: un giorno, mia cara, prima o poi tornerò.
Ma intanto "mi sa che devo fare i bagagli e andarmene, giusto?"
I'll have to pack my things and go (that's right)
Quello che per l'autore originario poteva essere stato un semplice esercizio di scrittura nostalgico legato alle cotte del passato era diventato, nella sostanza, un vero scambio di accuse trasformato in arte.
Il rapporto già logoro, con Margie che proprio in quel periodo stava chiedendo a Ray di "regolarizzare" pubblicamente la loro situazione, aveva trovato il proprio naturale sfogo in un testo che sembrava dipinto apposta per loro, cantato con tutto il cuore e tutta la rabbia presenti in corpo.
Il risultato, il 9 ottobre 1961, è incredibile: la canzone, dopo solo un mese dalla pubblicazione, raggiunge la posizione numero 1 della classifica Billboard Hot 100 (la classifica pop principale americana).
L'evento è storico: Ray Charles era riuscito nella stessa impresa solo un'altra volta, quando aveva piazzato in vetta alla stessa classifica (da non confondere con quella R&B che dominava da anni) un suo grande classico, "Georgia on My Mind" (1960), che aveva un significato ben più politico e profondo.
Purtroppo il successo artistico non appiana le divergenze tra il cantante e Margie Hendricks, tutt'altro. Complice una forte dipendenza dall'eroina di entrambi la relazione continua a peggiorare e, al termine dell'ennesimo, violento litigio, la corista viene definitivamente licenziata dalle Raelettes nel luglio del 1964.
Il tragico destino di Margie dopo "Hit The Road Jack"
Se del Ray Charles pubblico e privato è già stato (giustamente) detto tutto, vale la pena soffermarsi sulle sventure dell'altra voce di "Hit The Road Jack".
Dopo il licenziamento Margie provò senza grande fortuna la carriera da solista e, considerato il costante peggioramento delle sue condizioni di salute sia fisica che mentale anche a causa della tossicodipendenza, le fu gradualmente (ma legalmente) sottratta la custodia genitoriale del figlio, affidato alla famiglia di Ray Charles.
Il paradosso più crudele, considerato che il marito era sempre in tour, la gestione del figlio di Margie toccò alla moglie, Della Beatrice Howard, la stessa donna che Margie aveva chiesto a Ray di lasciare anni prima e che, probabilmente, entrambi avevano in mente durante il famoso e infuriato duetto di "Hit The Road Jack".
Il destino tragico di Margie si concluse tristemente nel 1973, quando la cantante, solo 38enne, fu trovata senza vita nel suo appartamento di New York City a causa di una probabile overdose che nemmeno le indagini della polizia sono mai riuscite a chiarire.
Il figlio Charles Wayne Hendricks, solo 13enne, visse lontano dai riflettori per decenni, divorato dai demoni interiori e dai traumi dell'infanzia passata in una famiglia caotica e disfunzionale, con 11 fratellastri con cui interagire ad intervalli irregolari.
Quando Ray Charles, poco prima di morire, nel 2004 convocò tutti i figli al capezzale per comunicare loro il contenuto del testamento che affidava 1 milione di dollari ciascuno, si premurò di escludere esplicitamente il figlio di Margie dall'eredità, a causa della violazione di una regola "sacra", l'unica condizione posta da Ray per accedere al suo patrimonio: avere la fedina penale pulita ed essere rimasti lontani dalla droga.
Povero ed emarginato, Charles non si diede per vinto. Dopo la morte del padre fece causa (insieme a tutti gli altri fratelli) alla Ray Charles Foundation per riottenere i diritti d'autore e di successione sulle canzoni. La felicità della vittoria in tribunale ottenuta nel gennaio del 2013 durò ahinoi molto poco: solo quattro mesi dopo Charles Wayne morì all'età di 53 anni, lasciando perlomeno i frutti delle sue sanguinose battaglie ai suoi dieci figli.
Per sua esplicita scelta, Charles Wayne fu cremato, e le sue ceneri disperse in un luogo rimasto riservato per decisione familiare. La madre, Margie, era stata invece sepolta nel cimitero della New Bethlehem Missionary Baptist Church, situata a Register, nella contea di Bulloch, in Georgia. Lo stato dov'era nata.
La sua lapide riporta un epitaffio semplice e quasi struggente, leggibile ancora oggi: "Marjorie Hendricks - A Singer".
Non "The singer" bensì "A singer", una cantante tra le tante.
Ma, in quei due minuti di onnipotenza vocale di "Hit The Road Jack", è stata e ancora oggi resta, La Cantante. Per una volta, la prima scelta di Ray Charles.






