Aumenta il turismo e scoppia anche tra le Dolomiti l'abusivismo delle guide turistiche. È praticamente matematico. Anzi, è la fotografia scattata da alcuni operatori di questa professione, che dal 2023 ha una nuova veste normativa nazionale. E che dall'inizio del 2026 vede anche in provincia la costituzione di ConfGuide Belluno-Dolomiti, il gruppo di Confcommercio che unisce e rappresenta le guide turistiche professionali e abilitate nel territorio bellunese. Sono proprio gli associati di ConfGuide – una decina in tutta l'area che va dal Cadore-Comelico fino al basso Feltrino – a segnalare gli “irregolari” della professione. E a mappare casi a Feltre, in città a Belluno e anche in Agordino. «L'abusivismo è un fenomeno che saremmo portati a considerare tipico delle grandi città, come Venezia, Napoli, Roma. Invece è presente anche nel Bellunese» conferma Marta Azzalini, la referente del gruppo dei “Ciceroni” di Confcommercio costituitosi nel gennaio scorso e attivo in provincia. «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni, da persone che promuovono passeggiate storiche, sapendo che non possono chiamarle visite guidate, fino ad appassionati di storia locale che si improvvisano guide, senza avere i titoli per farlo. A vigilare dovrebbero essere i Comuni, tramite le Polizie locali. Perché si tratta di esercizio abusivo di una professione normata dalla legge. E il problema diventa tanto più grave se c'è anche un pagamento, che va da sé è del tutto irregolare».
LA LEGGE
L'esercizio della professione di guida turistica è previsto dalla legge 190 del 2023, una norma che ha cambiato l'impostazione precedente. Prima i “Ciceroni” lavoravano su base provinciale, oggi invece sono inseriti in un elenco nazionale e quindi possono esercitare su tutto il territorio italiano. La norma definisce guida turistica «il professionista che abbia conseguito il titolo» mediante l'esame abilitante bandito con cadenza annuale dal Ministero del Turismo. L'elenco degli abilitati è pubblicato sul sito ministeriale. E le guide turistiche sono riconoscibili grazie a un tesserino personale di riconoscimento - munito di fotografia, numero di iscrizione e relativo codice univoco di identificazione - da esibire durante lo svolgimento della professione. La legge, all'articolo 12, lo dice chiaramente: «È fatto divieto a chiunque di svolgere od offrire le attività proprie della professione di guida turistica senza la relativa iscrizione nell'elenco nazionale». E prevede sanzioni pesanti (da migliaia di euro) per gli abusivi, ma anche per agenzie e tour operator che facciano lavorare “Ciceroni” irregolari. Eppure, casi sono stati registrati anche in luoghi impensabili. Come la Val Biois.
LE CONTROMISURE
Segnalazioni sì, denunce al momento ancora no. «Speriamo di non essere costretti ad arrivare a quel punto – dice Azzalini -. Anche perché è probabile che ci sia ancora parecchia confusione sul tema o scarsa conoscenza della normativa. Per questo tramite Confcommercio Belluno sono state inviate delle lettere ai principali Comuni della provincia spiegando l'attività di ConGuide. L'obiettivo è sensibilizzare su questo lavoro che rappresenta a tutti gli effetti un servizio per un territorio che sta cercando di strutturarsi a livello turistico». Sensibilizzazione, quindi. Ma anche spiegazioni dettagliate su responsabilità, tutela e sicurezza. Perché anche se la normativa specifica non obbliga le guide turistiche ad avere una polizza assicurativa, la quasi totalità di quelle del gruppo bellunese è provvista di copertura. Può capitare infatti che durante una visita guidata un turista inciampi o si infortuni. Ma con una guida abilitata, non c’è problema.
L'APPELLO
«Invitiamo gli appassionati di storia e gli esperti di arte e cultura del territorio che vogliono far conoscere la provincia ai turisti a effettuare il percorso specifico per guide turistiche: c'è un esame abilitativo bandito dal Ministero ogni anno» conclude Azzalini. «Anche perché nel Bellunese c'è bisogno di guide. Personalmente suggerirei anche ai residenti bellunesi una visita guidata, così da scoprire il territorio in cui vivono, conoscerlo a fondo e sentirsene orgogliosi». Con guide abilitate, ovviamente.
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