LiveAggiornato 2 minuti fa
Guerra ultime notizie. Fuoco sulla Giordania, bombe a grappolo da Teheran. Petroliere colpite a Hormuz
L’attacco iraniano oltreconfine in risposta agli Usa, che hanno messo fuori uso 10 petroliere dei Pasdaran in una settimana. Navi statunitensi nel mirino delle guardie della Rivoluzione
2 minuti fa
Pasdaran, colpita base Usa in Giordania
In Iran i Guardiani della rivoluzione, i cosiddetti Pasdaran, “hanno lanciato un’operazione punitiva contro la base statunitense di al-Azraq in Giordania con pesanti attacchi missilistici, utilizzando missili balistici”, in risposta all’attacco Usa contro petroliere iraniane. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr, aggiungendo che l’operazione dei Pasdaran “ha preso di mira gli hangar di riparazione e manutenzione, le aree di preparazione e le posizioni di dispiegamento degli aerei da guerra F-35, F-16 e F-15, nonché gli hangar dei caccia, infliggendo gravi danni al nemico”.
42 minuti fa
Usa-Iran, il video del CentCom sugli attacchi alle petroliere iraniane
circa un'ora fa
Houthi, oltre trenta attacchi aerei sauditi in diverse regioni
I ribelli houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno riferito di oltre 30 attacchi aerei sauditi in diverse regioni, all’indomani di un attacco su larga scala sferrato dai ribelli contro il paese confinante, che ha causato diverse decine di feriti. «L’aviazione saudita ha effettuato 32 attacchi aerei in diverse zone delle province di Marib, Al-Jawf, Taëz e Hodeida nelle ultime ore», ha riferito il loro canale televisivo Almasirah.
08:129 settembre 2026
La guerra per immagini
Guerra in Medio Oriente - 9 settembre
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08:109 settembre 2026
Israele: «Gb chiuda consolato a Gerusalemme Est entro 30 giorni»
Israele ha comunicato ai rappresentanti britannici che entro 30 giorni dovranno lasciare il consolato di Gerusalemme Est e chiuderlo. Lo riporta il notiziario Ynet News, citando un funzionario israeliano che ha parlato con Reuters. Ieri, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar aveva annunciato le misure in risposta alle sanzioni di Londra contro i coloni israeliani in Cisgiordania, tra cui la chiusura del consolato, senza però specificare una tempistica.
08:049 settembre 2026
Londra e altri 11 contro i coloni, Israele chiude consolato Gb
È guerra diplomatica aperta fra Israele e Regno Unito, Paese che con la cruciale dichiarazione Balfour del 1917 spianò la strada al progetto sionista. A innescarla è stata la svolta con cui il governo laburista di Londra, sotto la nuova leadership di Andy Burnham, ha annunciato sanzioni senza precedenti contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, seguito a ruota dall’impegno a fare lo stesso sottoscritto da altri 11 Paesi: compresi il Canada, la Francia e vari Stati europei Ue ed extra Ue (Italia esclusa).
Una svolta segnata da toni di condanna mai visti da parte britannica nei confronti del “coloni terroristi”, nonché del governo israeliano d’ultradestra di Benyamin Netanyahu, accusato senza mezzi termini di coprire scenari di “pulizia etnica”.
A cui Israele - spalleggiato dall’amministrazione Usa di Donald Trump - ha risposto ha risposto in modo furibondo, arrivando a disporre fra l’altro la chiusura d’autorità del consolato del Regno a Gerusalemme est. La scure nei rapporti con un alleato storico, preannunciata da giorni come segno di un cambiamento di rotta rispetto alle cautele mantenute su questo dossier dal precedente premier Keir Starmer (che pure l’anno scorso s’era allineato a Parigi nel riconoscimento dello Stato palestinese all’Onu), è stata fatta calare alla Camera dei Comuni da Ed Miliband, titolare del Foreign Office nella nuova compagine. Il ministro, con Burnham seduto al suo fianco, ha formalizzato la definizione degli insediamenti israeliani come entità “illegali”, denunciandone l’espansione a partire dal contestato progetto E1 in Cisgiordania.
Nel suo intervento dai banchi di Westminster, Miliband, nato sull’isola da genitori di radici ebraico-polacche in fuga dal nazismo, ha rivendicato con orgoglio la propria origine di ebreo della diaspora e ricordato i suoi familiari uccisi nell’Olocausto e i legami con Israele, Paese di cui si è detto “amico”. Non senza condannare l’antisemitismo nel Regno o il massacro perpetrato “dai terroristi di Hamas” il 7 ottobre 2023. Nel contempo ha tuttavia sottolineato come il suo ebraismo e il riconoscimento del “diritto alla difesa dello Stato d’Israele” non siano in contrasto con il sostegno a uno “Stato di Palestina” nel quadro di una pace fondata sulla “soluzione dei due Stati: al contrario”. Una prospettiva che l’azione dei coloni e la politica del governo Netanyahu sta portando alla “distruzione”, ha proseguito, dopo aver richiamato sia le “traumatiche” devastazioni di Gaza negli ultimi tre anni e le “sofferenze indicibili” patite da uomini, donne e bambini nella Striscia, sia “il terrorismo dei coloni” estremisti in Cisgiordania. Mentre ha rinfacciato a Netanyahu e soci di “chiudere gli occhi” rispetto alla “pulizia etnica” imputata tanto ai coloni quanto all’incitamento esplicito di ministri come i super falchi Itamar Ben Gvir o Bezalel Smotrich.
Non solo, ma ha decretato come provati i “crimini di guerra” commessi da Israele, affidando alla giustizia internazionale - che il gabinetto Burnham giura di sostenere - l’eventuale riconoscimento legale pure delle accuse di “genocidio”. Un contesto che giustifica nelle sue parole l’introduzione di “un nuovo regime di sanzioni” e la messa “al bando del commercio nel Regno Unito dei prodotti degli insediamenti illegali”. Accompagnata dall’impegno a colpire “con tutta la forza della legge” chiunque tentasse di continuare “a facilitarlo o finanziarlo”. In termini numerici, si tratta di misure simboliche rispetto all’interscambio generale con Israele, su cui Miliband - che in parallelo è tornato ad additare “le minacce dell’Iran” contro lo Stato ebraico annunciando pure sanzioni anche contro il braccio finanziario di Hezbollah in Libano - ha escluso qualsiasi boicottaggio generalizzato. Ma comunque di uno schiaffo in piena regola, a cui il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha replicato parlando di accuse “scandalose e false”.
Saar ha quindi annunciato la chiusura del consolato e l’inserimento in una lista nera di un attivista e di 11 deputati della sinistra radicale britannica più vicini alla causa palestinese (fra i quali l’ex leader del Labour, Jeremy Corbyn) a cui verrà vietato l’ingresso nel Paese poiché bollati come “anti-israeliani e antisemiti”. Contro la stretta britannica si sono del resto schierati pure il presidente d’Israele, Isaac Herzog, ed esponenti dell’opposizione interna, al di là delle critiche rivolte a “Bibi” nel pieno della campagna elettorale verso il voto politico del 27 ottobre. Mentre sul fronte Ue resta lo stallo, tenuto conto che l’ipotetica adesione collettiva alle sanzioni contro i coloni richiede l’unanimità dei 27. E che proposte in questo senso sono state bloccate a Bruxelles di recente dalle rinnovate resistenze di Paesi quali Germania, Italia e altri. “Io - ha tagliato intanto corto da Buenos Aires il titolare della Farnesina, Antinio Tajani - sono sempre a favore di decisioni condivise dell’Unione Europea, anche in materia commerciale, altrimenti si rischia di distorcere il mercato interno. Gli inglesi non ne fanno parte”.
07:509 settembre 2026
Giordania non segnala vittime dopo attacco missilistico
I sistemi di difesa aerea della Giordania hanno distrutto 18 dei 20 missili balistici provenienti dal territorio iraniano: lo riferisce l’agenzia di stampa statale citando le forze armate.
Due missili sono caduti in aree disabitate e non si registrano vittime, secondo quanto dichiarato dai militari e riportato dall’agenzia.
Le operazioni di monitoraggio e valutazione sono tuttora in corso, riferisce l’agenzia.
07:479 settembre 2026
Operare il cuore dei bambini profughi ad Amman
La guerra in Medio Oriente entra anche negli ospedali. Spegne le luci, ferma le cure, minaccia chi salva vite. Sono decine le strutture colpite e gli operatori uccisi tra Libano, Iran e Israele. A Gaza, i numeri non bastano più a raccontare le vittime secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. Eppure, c’è chi resiste: ad Amman, grazie a una missione di cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Gaslini di Genova – la quinta lì, dal 2019 – dieci bambini sono stati operati al cuore. Gratuitamente, dove la sanità pubblica non esiste. Dieci vite, dieci possibilità. Ne parliamo con Francesco Santoro, cardiochirurgo che coordina le missioni e che quelle vite le ha tenute tra le mani.
07:399 settembre 2026
Pasdaran: attaccate due navi Usa e 8 petroliere a Hormuz
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha dichiarato di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi e otto petroliere nel Golfo, in risposta a quello che ha definito un attacco Usa contro cinque petroliere iraniane; lo riferiscono i media di Stato iraniani, citando una nota del corpo stesso.
L’Irgc ha affermato di aver attaccato 10 navi che tentavano di attraversare un’area dello Stretto di Hormuz descritta come “vietata e non sicura”.
07:129 settembre 2026
L’Iran ha aperto il fuoco contro la Giordania, utilizzando munizioni a grappolo, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News, secondo cui l’attacco era ancora in corso.
Secondo quanto riferito dal funzionario, l’esercito statunitense ha messo fuori uso 10 petroliere iraniane nell’ultima settimana, di cui cinque solo martedì.
Ciò è avvenuto mentre, secondo Reuters, le difese aeree giordane avrebbero anche intercettato una serie di missili lanciati dall’Iran. Citando i media statali iraniani, la testata ha riferito che numerosi missili balistici sono stati lanciati da diverse città verso quelli che i media iraniani hanno descritto come obiettivi ostili statunitensi.
Secondo quanto riportato da Al Jazeera, la televisione di stato siriana ha anche intercettato missili provenienti dall’Iran sopra la città di confine giordana di Irbid.
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