Un'intesa che potrebbe segnare l'inizio di una nuova tregua, ma che resta appesa a troppe incognite. Iran e Oman hanno raggiunto un accordo sulle nuove rotte di transito per le navi nello stretto di Hormuz, la strategica striscia d'acqua su cui entrambi i Paesi si affacciano. "Presto una dichiarazione congiunta se non si intromettono parti terze", il messaggio di Teheran a Washington accusata di sabotare l'intesa che potrebbe portare a una tregua. L'Iran nega infatti di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l'Oman in forma strettamente bilaterale.
Non si tratta ancora di un'intesa definitiva e non significa che il passaggio sarà automaticamente riaperto e privo di rischi. Sullo sfondo restano le minacce di Donald Trump, che è tornato a minacciare "colpi durissimi" per l'Iran in caso di fallimento dei negoziati. Gli Stati Uniti sono "nel mezzo" di una partita "complessa" con l'Iran, ha dichiarato a Fox News il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che si è mostrato ottimista su una soluzione positiva del conflitto ma, allo stesso tempo, non è sembrato prevedere una conclusione rapida della crisi. Due soldati israeliani morti in combattimento nel sud del Libano.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Guerra Iran, Reuters: "Gli Usa hanno quasi esaurito missili di precisione a lungo raggio"
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
3 minuti fa
Iran, Teheran: "Accordo con Oman su Hormuz non significa che Stretto sarà automaticamente riaperto"
L'Iran e l'Oman sono vicini alla finalizzazione di un accordo quadro per la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, l'accordo non riaprirà automaticamente la via navigabile, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un'intervista all'agenzia di stampa statale Irna. Gharibabadi ha accusato gli Stati Uniti di aver ripristinato il blocco navale, ripreso le ostilità e reintrodotto le sanzioni. Da parte loro, gli Usa hanno dichiarato di aver ripreso gli attacchi dopo che l'Iran aveva aperto il fuoco contro le navi in transito nello Stretto.
10 minuti fa
Iran, Vance: "Siamo nel mezzo di una partita complessa"
Il vicepresidente statunitense ha definito gli iraniani "persone straordinariamente difficili" e i colloqui un processo complesso e discontinuo. "Prima di tutto, se vogliono che mi assuma la responsabilita' dello sforzo per portare questa guerra a una conclusione positiva, sono felice di farlo", ha premesso Vance, ritenuto tra gli esponenti dell'amministrazione Usa meno favorevoli a un'escalation. "Sto assolutamente cercando di farlo, ma a volte questo richiede un passo avanti, due indietro, poi tre avanti e uno indietro", ha proseguito Vance, "posso certamente capire che il popolo americano possa guardare a questa situazione e dire: 'Sembra che stiamo facendo progressi', e poi sembra che non sia cosi''". "La realta' e' che, prima di tutto, gli iraniani sono persone straordinariamente difficili", ha sottolineato il numero due della Casa Bianca, "in secondo luogo, hanno un sistema frammentato, quindi ci sono persone al loro interno che vogliono che la guerra finisca. Ci sono anche persone, all'interno del loro sistema, che sono estremisti, che vogliono che la guerra continui". "Il nostro compito e' quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti", ha detto ancora Vance.
18 minuti fa
Media: "Almeno 6 feriti mentre i coloni incendiavano le loro case in Cisgiordania"
I media palestinesi hanno riferito che i coloni hanno dato fuoco ad alcune case nel villaggio di Tuba, sulle colline a sud di Hebron. Secondo una delle fonti, almeno sei persone sono rimaste ferite, tra cui una madre, tre bambine di età compresa tra i cinque e gli otto anni, un bambino di dieci anni e un uomo di ventidue anni.
23 minuti fa
Prezzo petrolio in calo, Wti scambiato a 74,81 dollari
Prezzo del petrolio in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a settembre passa di mano a 74,81 dollari al barile con una flessione dello 0,55% mentre il Brent con consegna a ottobre è scambiato a 79,15 dollari al barile con una riduzione dello 0,38%.
26 minuti fa
Iran, Vance: "Siamo nel mezzo di una partita complessa"
Gli Stati Uniti sono "nel mezzo" di una partita "complessa" con l'Iran. Lo ha dichiarato a Fox News il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che si e' mostrato ottimista su una soluzione positiva del conflitto ma, allo stesso tempo, non e' sembrato prevedere una conclusione rapida della crisi. "Sara' un processo complesso e ci vorra' del tempo per arrivarci", ha affermato Vance, "il petrolio, credo, oggi era a 79 dollari. I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avra' mai un'arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione piu' forte, ma siamo un po' nel mezzo della partita e penso che la gente stia cercando di prevedere esattamente come andra' a finire". "Posso dirvi con certezza che la situazione si risolvera' in modo positivo per gli Stati Uniti d'America, ma useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione - militari, economici, diplomatici - per assicurarci di portare questa vicenda alla giusta conclusione", ha concluso il vicepresidente americano.
31 minuti fa
Iran, Trump smentisce carenza munizioni: "Parole da traditori"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha smentito che le forze americane soffrano di carenza di munizioni e ha accusato di "tradimento" chi ha messo in giro queste voci. "Gli Stati Uniti possiedono enormi quantita' di 'munizioni', soprattutto di certi tipi. Inoltre, grandi quantita' vengono prodotte e spedite negli Stati Uniti secondo necessita'", ha scritto Trump su Truth Social, "le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di impianti e fabbriche nella storia del nostro Paese". "Gli 'spifferatori' di queste dichiarazioni da traditori stanno venendo braccati. Saranno richieste lunghe pene detentive!", ha aggiunto il presidente americano. Il riferimento e' all'articolo dell'Nbc secondo cui, durante un recente incontro a Camp David, Trump avrebbe strigliato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, accusandolo di avergli nascosto il reale stato delle scorte di munizioni statunitensi, che starebbe limitando le opzioni di Washington in Iran. Hegseth a sua volta, hanno riferito fonti ben informate a Nbc, avrebbe scaricato la responsabilita' sul suo vice, Stephen Feinberg. Una ricostruzione analoga e' stata fornita da un articolo del Washington Post che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito. "Ero a Camp David con il presidente Trump e il segretario Hegseth", ha affermato Leavitt, "questo non e' letteralmente mai successo, e lo abbiamo ripetutamente comunicato al Washington Post". "Questa str... e' stata rivenduta a molte testate da qualcuno chiaramente intenzionato a screditare il segretario, per chissa' quale ragione", ha aggiunto la portavoce, "purtroppo per loro, il presidente ama il segretario e creda che stia facendo un lavoro eccellente. BUFALE!". Il quotidiano riportava che Trump avrebbe chiesto spiegazioni sul perche' gli fossero state date informazioni sbagliate sulla quantita' di missili guidati a lungo raggio e intercettori antiaerei a disposizione. Secondo il Washington Post, l'insufficiente quantita' di munizioni avrebbe influenzato la decisione di Trump di non lanciare ulteriori attacchi su larga scala contro l'Iran.
40 minuti fa
Libano, media: "Diversi feriti in attacchi israeliani nel sud"
Diverse persone sono rimaste ferite nei raid aerei israeliani notturni sulle città di Burj Shemali e al-Mansouri, nel sud del Libano. Lo riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. I bombardamenti dell'artiglieria israeliana sono proseguiti fino a questa mattina, prendendo di mira Majdal Zoun, al-Mansouri e le valli circostanti. Anche la periferia di Haddatha è stata bombardata, mentre il fuoco delle mitragliatrici è stato diretto verso la zona costiera di al-Hamra, nella provincia di Bayt al-Sayyad. Le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi anche nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale, ferendo almeno quattro persone e costringendo molti residenti ad abbandonare le proprie case, secondo quanto riportato dalla Nna.
42 minuti fa
Vance: "Negoziati con iraniani saranno complessi, sono popolo difficile"
Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha dichiarato in un'intervista a Fox News in tarda serata che i negoziati di pace con l'Iran sono "complessi" e richiedono tempo. "Gli iraniani sono un popolo straordinariamente difficile" con "un sistema frammentato", ha dichiarato, citato anche da Cnn, nell'intervista: "Il nostro compito è quello di muoverci in questo contesto e ottenere il miglior risultato possibile per il popolo americano, ma anche per il presidente degli Stati Uniti". "E credo che alla fine arriveremo a una conclusione - sarà un percorso complesso e richiederà del tempo - come potete vedere, il petrolio oggi era a 79 dollari", ha detto Vance. "I prezzi del petrolio scenderanno e rimarranno bassi. L'Iran non avrà mai un'arma nucleare e gli Stati Uniti saranno in una posizione più forte". "Ma siamo ancora nel vivo della questione e credo che molti stiano cercando di prevedere con esattezza come andrà a finire", ha concluso Vance.
44 minuti fa
Iran, Trump: "Preferisco un accordo, non voglio uccidere gente"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di preferire un accordo con l'Iran alla prosecuzione delle ostilita' in quanto non vuole "uccidere gente". "Preferisco fare un accordo con l'Iran perche' non voglio uccidere gente", ha detto Trump durante un comizio in Nevada, "l'Iran ci rispetta. Ci rispettano. Stiamo parlando. Vediamo che succede".
45 minuti fa
Iran, Trump nega carenza munizioni: "Quantità enormi, chi divulga informazioni riservate verrà punito"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smentito le notizie sulla carenza di munizioni e ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che gli Stati Uniti dispongono di "enormi quantità" di munizioni, "specialmente di certi tipi". Secondo Trump, "vengono prodotte grandi quantità e fornite agli Stati Uniti a secondo delle necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di fabbriche nella storia del nostro Paese". Ha aggiunto: "Chi ha fatto trapelare queste dichiarazioni traditrici sarà rintracciato. Saranno necessarie lunghe pene detentive!".
54 minuti fa
Trump: "Teheran ci ha chiesto di negoziare, eravamo pronti al più grande attacco da II Guerra Mondiale"
L'Iran ha chiesto negoziati dopo che gli Stati Uniti si erano preparati a sferrare un massiccio attacco militare. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un evento a Las Vegas, sostenendo che la pressione militare costante ha riportato Teheran al tavolo delle trattative. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha affermato che gli Stati Uniti erano "pronti per il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale" prima che i funzionari iraniani li contattassero per chiedere un colloquio. "Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Per favore, non farlo, parliamone'", ha dichiarato Trump. Trump ha affermato di preferire una soluzione diplomatica a ulteriori azioni militari, ma ha ribadito che la posizione dell'amministrazione non è cambiata. "Preferisco raggiungere un accordo perché non voglio uccidere nessuno", ha detto. "Ma l'Iran non può avere un'arma nucleare". Le dichiarazioni di Trump giungono mentre l'amministrazione Trump prosegue i negoziati con l'Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Martedì Trump aveva affermato che sono stati compiuti "molti progressi" e aveva suggerito che un accordo sarebbe potutto essere raggiunto già mercoledì o giovedì.
54 minuti fa
Iran: "Non stiamo negoziando con gli Usa su Hormuz, solo con l'Oman"
L'Iran nega di stare negoziando al momento con gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz, ma solo con l'Oman in forma strettamente bilaterale. Lo ha dichiarato ai media iraniani, citato da Cnn, il viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi. "L'affermazione degli Stati Uniti secondo cui sono in corso negoziati con l'Iran è falsa", ha dichiarato in un'intervista televisiva. "Non ci sono stati negoziati", ha aggiunto Gharibabadi, riconoscendo però che Teheran ha ricevuto messaggi dagli Usa sulla disponibilità a tornare agli impegni precedenti. Donald Trump ha parlato più volte nelle ultime ore di "ottimi colloqui" in corso con Teheran.
06:30
Libano, due riservisti israeliani uccisi in combattimento nel sud
Due soldati riservisti dell'esercito israeliano sono rimasti uccisi in uno scontro nel sud del Libano, dove le forze di Tel Aviv sono impegnate contro Hezbollah, il movimento filo-iraniano. Lo ha reso noto oggi l'Idf, che ha identificato le vittime nel maggiore Harel Birenstock, 34 anni, comandante di compagnia del 2855esimo battaglione appartenente alla 55esima brigata, e nel sergente maggiore Tamir Vaknin, 33 anni, in forza allo stesso reparto.
06:04
Scontro Trump-Hegseth sulla carenza di missili Usa
La frustrazione di Donald Trump per la campagna militare contro l'Iran sarebbe esplosa la scorsa settimana a Camp David, quando il presidente ha chiesto conto a Pete Hegseth della grave penuria di missili americani. A riferirlo al Washington Post sono due fonti a conoscenza dei fatti. Secondo la Cnn, il conflitto con Teheran avrebbe portato gli Stati Uniti a impiegare quasi l'80% delle proprie scorte, un dato che il segretario alla Difesa ha respinto come una notizia falsa.
Nella ricostruzione del quotidiano, venerdì scorso, a margine del vertice di governo, Trump avrebbe manifestato il proprio malcontento. La carenza di missili a lungo raggio e di intercettori per la difesa aerea, spiegano le fonti, avrebbe pesato sulla scelta del presidente di rinunciare nei giorni scorsi a nuovi raid contro Teheran. Hegseth si sarebbe difeso scaricando la responsabilità sul suo vice, Stephen Feinberg.
Interpellata sullo scontro, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha bollato la vicenda come una "fake news al 100%". "Il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth", ha aggiunto.
06:01
Iran, Pezeshkian: "Difficile parlare con Khamenei, ma la sua presenza è una grande forza"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ammesso che risulta al momento "molto difficile" comunicare con la Guida suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo però che "la sua presenza è una grande forza per noi". Lo riferisce l'agenzia iraniana Fars. Khamenei, subentrato a marzo dopo l'uccisione del padre Ali Khamenei in un raid israelo-americano, non si è mai mostrato in pubblico dal momento del suo insediamento.
05:03
Trump: "Stiamo parlando con l'Iran, vediamo cosa succede"
Gli Stati Uniti hanno riaperto un canale di dialogo con Teheran, malgrado le smentite arrivate dalla Repubblica islamica. Lo ha affermato Donald Trump nel corso di un intervento a Las Vegas. "Vediamo cosa accadrà. Preferirei fare un accordo perché non mi piace uccidere le persone", ha dichiarato il presidente americano, ribadendo però la linea di sempre sul dossier nucleare: "L'Iran non deve avere l'arma nucleare".
02:15
Petroliera segnala esplosioni nello Stretto di Hormuz
Una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz, al largo delle coste dell'Oman, ha riferito di aver udito alcune esplosioni. Lo ha reso noto oggi l'agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo Ukmto, secondo cui "l'equipaggio e la nave sono al sicuro; non sono stati segnalati danni ambientali".
>> Home