“Come ti permetti di dire in mia presenza che qualcun altro è Leggenda?”. Gli occhi di fuoco del pizzaiolo avrebbero incenerito il povero cantore delle sue gesta pizzesche. Ma si limitò a lanciare contro lo sciagurato la nuova pizza modello airstream.
“Mio Signore, mio Egregio…”. Non riuscì a finire la dedica, protasi, invocazione che il pizzaiolo di nero vestito lo bloccò. “Non ti permettere di pronunciare il mio nome. Da questo momento in poi che la mannaia possa cadere sulla testa di chiunque osi mettere in verba aut in scriptum il mio nome e le mie pizze. Per tutti il mio nome sarà Sconosciuto. Che Nessuno, ahimè, lo hanno già occupato nel mito”.
“E nella leggenda”, provò a redimersi l’aulico cantore. Ma ebbe l’effetto opposto. Un panetto appena uscito dalla brace e dunque non ancora pizza lo colpì in piena fronte tramortendo qualsiasi di lui voglia nel continuare a incensare lo Sconosciuto.
“Sire Sconosciuto – l’abile servitore dei tavoli aveva già capito l’antifona – vi sono tre convenuti al tavolo delle importanze che stanno a discettare di pizze vieppiù plebee. E parlano di eccellenze e osano fare confronti e annotare caratteristiche. Devo riferire loro qualcosa prima che affidino al messaggero blu qualche frase sconveniente?”.
L’urlo scosse il profondo nero della grotta del celebre Sconosciuto. “Che nessuno abbia l’ardire di vergare di suo pugno una pergamena che poi di pugno dovrà soffrire. Mandateli via senza troppe cerimonie e avvisateli che non sono graditi a questo desco”.
La Leggenda della Tavola dei 50

“Ma Sire Sconosciuto – l’abile cantore aveva capito un momento dopo l’antifona – non è così che si coltivano rapporti e si stringono alleanze. Già la Terra della Pizza di Mezzo è tutto un ribollire per leggende che salgono e scendono alla tavola dei 50 e …”. Non finì la frase giacché la spatola del potente Sconosciuto si conficcò sullo stipite della porta a 1 centimetro dall’orecchio.
“Sappi che non ti ho centrato che ancora mi servi. Fai il messaggero e prepara truppe ed alleati. Si va dall’altra parte del mare immenso a sbaragliare pizzaioli che vorrebbero andare fin sulla Terra Verde che invece è coperta di ghiacci. Le solite invenzioni per attirare i creduloni”, comandò il magnifico Sconosciuto.
“Ma Sire, ma Sconosciuto perché mai sfidare la Leggenda dell’acqua e della farina?”, fece cauto l’abile cantore che non capiva dove andava l’antifona. “Che tu voglia entrare nella Leggenda?”:
Un nugolo di panetti si sollevarono dalla tavola manco fossero quadricoleotteri della Batracomiomachia in direzione capoccia dell’abile cantore che con abile mossa si buttò sotto il tavolo.
La Leggenda dello Sconosciuto

“Io sono (già) Leggenda”, gli fece di rimando il guerriero Sconosciuto gonfiando tutto quello che poteva gonfiare.
“Che si festeggia? Io ho portato il vino che frizza e arrizza”, fece il suo ingresso trionfale il Perrellante Festante con il doppio barile del vinocavallo a cavalcioni del solito mulo. “Avete visto l’ultima classifica? Hai vinto, sei il numero 1 e hanno declassato a Leggenda l’altro della Terra di Mezzo un po’ più Su”, fece garrulo mentre si preparava a tracannare il vino.
Quando si dice capire l’anfora e non l’antifona. Un sacco di 25 chili di farina sorvolò di poco la sua testa spiaccicandosi nell’incolpevole porta che andò in frantumi. “Ehi, stai sbagliando farina”, rise il Perrellante Festante, mio caro…”. L’abile cantore con un guizzo gli mise la mano sulla bocca e gridò “Sconosciuto, mio caro e grande Sire Sconosciuto”. Guardando con aria preoccupata ma che non ammetteva repliche il festeggiatore. L’occhio destro a indicare “non è cosa” e la spatola conficcata nello stipite della porta ormai rovinata in terra.
“Sconosciuto?” Balbettò per non farsi sentire dal pizzaiolo che già stava dando ordini per preparare truppe e masserizie.
“Dobbiamo fare presto che la tavola dei 50 nella Città Nuova della Pizza da qui a una luna, una luna e tre quarti sarà pronta. Io ho diritto a due seggiole, ma ne voglio avere 3”, annunciò il pizzaiolo Sconosciuto.
Primus inter secundus

“Inutile che ti agiti e movimenti tutto questo casino”, fece con la solita primogenitura Bicolungo. “Sono qui come messaggero di pace e la quarta ondata e pure la quinta di impasto sono già pronte. Nessuno si muoverà dalle spiagge dell’altro mare sterminato per venire alla Città Nuova e partecipare all’indegno teatrino. Il piano – 3° o 4° e senza tram a muro – sta funzionando alla perfezione. Alle idi del mese dei fichi ne vedremo delle belle. Risparmiatevi le forze e preparatevi a passarvi la borraccia del nettare degli dei”, fece strappando d’imperio l’orcio Exsclusive del vino festante. “Metteremo il punto, anzi, l’1% mancante al 33-33-33% e ci sarà da ridere. Il sistema è finito e gli incompetenti torneranno lì dove è giusto che siano: nel buio profondo”.
Si voltò alla volta delle tavole e guardando i panetti dell’immenso Sconosciuto disse: “Ma come, T’aggià ‘mparà e t’aggia perdere?”. La tranvata che prese tra capo e collo fu risposta eloquente.
Chi sarà il pizzaiolo Sconosciuto così potente da oscurare il suo nome? Lo saprete nei prossimi capitoli della Saga satirica che vi racconta tutto sulla pizza e sulle sue guerre intestine che non fanno venire il mal di pancia.
[Immagini: IA]
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