Gratteri bacchetta Salvini sul caso Roggero: “La politica si dia una calmata e la smetta di aizzare la gente”

2026/07/22

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La7

Diamoci tutti una calmata, ma soprattutto si dia una calmata la politica, che dovrebbe parlare di programmi e di progetti. La smetta di aizzare la gente. Oggi molti di coloro che accusano di aver sobillato la piazza di Bologna sono gli stessi che hanno aizzato la gente contro i magistrati per la sentenza sul gioielliere“. Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, è intervenuto a L’aria che tira, su La7, con un richiamo fermo e severo al mondo politico, nel pieno di un clima arroventato da due vicende che hanno acceso il dibattito pubblico: gli scontri di piazza a Bologna legati al caso Fakir e la condanna del gioielliere Mario Roggero.
Per il magistrato i due episodi, pur diversi, risultano speculari perché entrambi sono stati trasformati da fatti di cronaca in armi di propaganda elettorale. E si è soffermato sulla campagna di Matteo Salvini e della destra per la grazia al gioielliere di Nichelino: “In Italia siamo tutti allenatori della nazionale e giudici, perché purtroppo c’è molta ignoranza e i social hanno l’hanno fatta emergere ancora di più. Continuo a sentire cose assurde sul caso del goielliere, che è stato condannato alla pena minima possibile per due omicidi e un tentato omicidio. Più sotto di quello non si poteva scendere applicando tutte le attenuanti del mondo. Tutti abbiamo visto quei video. Cosa si contesta al giudice? Non doveva applicare la legge?“.

Gratteri ha ricordato che la legge sulla legittima difesa è stata modificata di recente e che Roggero, stando alle immagini, è uscito dal negozio e ha inseguito gli aggressori per strada. E ha osservato: “Semmai con quelle prove evidenti poteva chiedere di essere giudicato con rito abbreviato e poteva non fare l’appello, rimediando una pena inferiore. Quindi, sarebbe potuto andare agli arresti domiciliari con una pena più bassa”.
Il magistrato ha avvertito che l’attuale clima di contrapposizione rischia di danneggiare proprio l’imputato: “Se si continua ad aizzare, si danneggia Roggero. Proprio in questo caso servivano toni bassi per poter sperare di ottenere dei benefici un po’ più avanti”. Invece, ancora prima che entrasse in carcere, si è parlato di grazia. “Non si può trarre in inganno la gente – ha sottolineato Gratteri con un chiaro riferimento a Salvini e alla destra – Il popolo non sa i tecnicismi, quindi non si possono caricare le persone come le sveglie, perché poi succedono tumulti di piazza o esplode l’odio nei confronti dei magistrati e delle forze dell’ordine”.

Gratteri, infine, ha commentato l’iniziativa di Salvini circa le magliette con la scritta «Grazia subito per Mario Roggero»: “Il presidente della Repubblica sicuramente non si farà tirare la giacchetta da nessuno, a prescindere dal ruolo di chi fa pressione. Quello che mi preoccupa di più è però il messaggio che viene instillato. Certa politica mette nella testa della gente il tarlo che si può dare la grazia e che sia giusto darla – ha chiosato – Ma molti non capiscono che è tecnicamente impossibile la grazia subito. Perché ci vuole un percorso, sono necessari i pareri di psicologi per capire se effettivamente lui nella sua testa ha fatto questo percorso di ravvedimento. Ma questo non lo possiamo stabilire dopo una settimana di carcere”.

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