A Castiglione d'Adda la nuova ondata di maltempo dura appena un quarto d'ora ma provoca ingenti danni. Chicchi grandi come palline da tennis colpiscono anche Cornovecchio

I chicchi di grandine erano grandi come palline da golf

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Castiglione d'Adda (Lodi), 20 luglio 2026 – Il maltempo torna a colpire il Basso Lodigiano e il bilancio più pesante si registra tra Castiglione d'Adda e i comuni limitrofi. Intorno alle 6.30 di lunedì 20 luglio 2026, si è abbattuta una violenta perturbazione accompagnata da vento, pioggia e una grandinata eccezionale. I chicchi, secondo le testimonianze dei residenti, erano grandi come palline da golf e cadevano con rumori secchi e assordanti.
La fase più intensa è durata non più di 15 minuti, ma è bastata per provocare numerosi danni. Almeno una dozzina, forse una quindicina, di auto parcheggiate all'aperto sono state ritrovate con parabrezza e lunotti posteriori completamente frantumati: in alcuni casi i vetri si sono crepati a ragnatela, in altri sono andati completamente in pezzi. Danni anche ad alcune vetture della vicina Cornovecchio. La grandine ha inoltre divelto coperture di garage e danneggiato parti esterne di alcune abitazioni.
Le testimonianze
“Alle 6.30 si sentivano colpi fortissimi – racconta un residente –. A me la grandine ha sfondato il tetto del garage. Molte auto, soprattutto quelle con il lunotto inclinato, avevano il vetro posteriore completamente distrutto”.
Per tutta la mattinata carrozzieri e centri specializzati della zona hanno lavorato senza sosta, per assistere gli automobilisti colpiti. L'episodio arriva a soli tre giorni dalla violenta ondata di maltempo di venerdì che aveva messo in ginocchio il Lodigiano, con 112 interventi dei vigili del fuoco. La tromba d'aria aveva provocato il crollo di due cascine a Massalengo, causando la morte di 20 bovini su 70 coinvolti, oltre a far crollare alberi e danneggiare gravemente un concessionario a Cornegliano Laudense. Anche nei giorni successivi i soccorsi erano proseguiti per far fronte alle numerose richieste di aiuto. Paola Arensi
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