Grandi carnivori, 8 anni di governo Fugatti e i problemi rimangono?

2026/09/10

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TRENTO. La questione dei grandi carnivori e gli ultimi episodi di predazioni, tornano a mettere la Giunta provinciale davanti alle proprie contraddizioni e a criticità che continuano ad essere presenti dopo 8 anni di governo Fugatti.

A sollevarle sono Paola Demagri e Michele Dallapiccola, rispettivamente consigliera provinciale e segretario politico di Casa Autonomia, che puntano il dito non soltanto sulle promesse mancate della Lega nella gestione di orsi e lupi, ma soprattutto su quella che definisce una preoccupante carenza di informazione e prevenzione sul territorio.

Nel 2018, spiegano, l'autonomia del Trentino e dell'Alto Adige fece un grosso passo in avanti nel lungo percorso di gestione e regimazione della presenza dei grandi carnivori a livello provinciale. La legge 9 del 2018, approvata negli stessi giorni sia da Trento che Bolzano, stabiliva finalmente – con la convalidazione costituzionale arrivata un anno dopo – che per difendere l'alpicoltura la Provincia avrebbe potuto attuare piani straordinari. “Erano i tempi – spiegano i due esponenti di Casa Autonomia - in cui la Lega banchettava alle feste campestri a base di carne di orso e chiedeva il voto proclamandosi il partito che avrebbe risolto il problema a fucilate in due mesi”.

Quello che è successo dopo, però, è ben risaputo. “Invece di applicarla – continuano - sulla legge 9 del 2018 ci aveva vomitato sopra una modifica dall'aspetto piuttosto ameno: non un piano di gestione serio, ma un numero massimo di orsi ammessi alla soppressione, senza dare il minimo accenno di come avrebbe fatto a gestire almeno il primo. Fuori dai microfoni, di solito la Giunta se la cava apostrofando l'esasperato allevatore di turno con la solita frase: 'Chiedi a chi li ha liberati!'. E in parte può anche avere ragione, visto che all'inizio degli anni 2000 il progetto è davvero partito monco: si sperava che gli orsi si distribuissero controllandosi da soli, ma nell'impianto normativo che prevedeva la reintroduzione non era stato previsto un relativo controllo o, meglio ancora, la gestione della popolazione. Questo però non basta, perché a mio modo di vedere c'è una grossa colpa da parte di questa amministrazione”.

Per quanto riguarda i grandi carnivori, affermano Demagri e Dallapiccola, c'è “un diffuso e incomprensibile impegno” a tenere il livello di informazione intorno alla cronaca che riguarda i carnivori “pesantemente basso”. I comunicati, continua, della Giunta provinciale raccontano sempre più raramente l'interazione tra grandi carnivori e uomo nella nostra provincia.

“Fossero stati informati gli abitanti di Vermiglio della presenza in zona di carnivori particolarmente attivi, avrebbero lasciato al pascolo le proprie bovine? E se i nostri preziosi servizi forestali fossero stati indirizzati ad effettuare un servizio di prevenzione e informazione pedissequa in paese, anziché occuparsi minuziosamente (forse, com'è giusto che sia) del rispetto delle norme nel bosco?” affermano Paola Demagri e Michele Dallapiccola facendo riferimento all'ultimo episodio di predazione nella frazione di Fraviano, a poca distanza dal paese nella tarda serata di lunedì dove un orso ha superato un recinto ed ha predato una manza per poi rincorrere un altro bovino adulto che ha cercato di scappare senza però riuscirci ma morendo dopo essere precipitato per alcuni metri da un muro.

“Sappiamo – continuano la consigliera e il segretario politico di Casa Autonomia - che il quadro normativo prevede che monitoraggi, campionamenti ed osservazioni permettano di attribuire una scheda di dannosità/pericolosità ad ogni singolo esemplare. Quali sono gli esemplari presenti in Val di Sole? Qual è il punteggio sulla scheda di ogni singolo esemplare? E ricordiamoci che sui campionamenti per il monitoraggio questa Lega ha deciso di risparmiare: nonostante questi anni vedano la Provincia con una dotazione finanziaria mai vista prima, si è deciso di passare dai campionamenti annuali a quelli ad anni alterni”.

La sensazione da parte di molti, purtroppo, è che in questi otto anni, rispetto alla pietra miliare della legge, “si siano fatti passi indietro anziché in avanti e si sia tornati agli albori della gestione, quando ancora nulla si sapeva di come si sarebbe riusciti a controllare i danni o le potenziali tragedie provocate da questi animali”.

Demagri e Dallapiccola ricordano la richiesta fatta di un potenziamento dei servizi forestali e del personale dedicato alla protezione della popolazione e degli animali. “Il diniego in Consiglio provinciale è stato accompagnato dallo scherno all'esterno. I comunicati della Giunta provinciale, che in un primo tempo si affidavano al populismo delle rassicurazioni di abbattimenti a raffica, sono stati sostituiti da blande raccomandazioni ad effettuare la prevenzione. Sarà anche cambiato il governo provinciale, ma rispetto alle tanto criticate amministrazioni del passato l'unico cambiamento che si percepisce è quello in peggio”.

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