F1 | Da Ascari a Verstappen: i GP d’Olanda più storici

2026/08/17

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Tutti i decenni che hanno regalato i GP più belli sul circuito che uscirà di scena dal prossimo calendario

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F1 GP Olanda 1978, Zandvoort: Gilles Villeneuve (Scuderia Ferrari) - Foto: Getty Images

Pubblicato il 17 Agosto 2026 ore 13:22

8 minuti

Questo fine settimana la Formula 1 concluderà la sua pausa estiva a Zandvoort, dove si terrà la 38ª edizione del Gran Premio d’Olanda. Un weekend che sarà imperdibile per gli appassionati ‘Orange’, i quali non potranno più assistere alle gare in casa dal prossimo campionato, complice l’uscita di scena dal calendario del tracciato che è sempre stato sede del GP nei Paesi Bassi. Dai primi anni della F1 ad oggi, con un lungo periodo di stop iniziato nel 1986 e interrotto nel 2021, Zandvoort è stato il teatro di gare memorabili, molte delle quali si sono concluse con i primi o gli ultimi successi in carriera di molti piloti, lì dove non sono i mancati i festeggiamenti per le vittorie dei titoli mondiali Piloti e Costruttori. Insomma, bedankt (grazie) Zandvoort per tutte queste emozioni!

Anni ’50: i successi italiani

La prima edizione del Gran Premio d’Olanda valido per il mondiale di Formula 1 si svolse nel 1952, in una gara che si concluse con una tripletta italiana: a vincere, infatti, fu il ferrarista Alberto Ascari (peraltro autore di un Grand Chelem), peraltro davanti ai propri compagni di squadra Giuseppe Farina e Luigi Villoresi. Il pilota milanese si ripeté un anno dopo, anche qui con un podio quasi completamente ‘azzurro’. Alle sue spalle chiusero infatti Luigi Villoresi e Felice Bonetti, ma quest’ultimo, al volante della Maserati, condivise la terza posizione con l’argentino Juan Manuel Gonzalez. Il decennio fu particolarmente importante anche per il debutto della Porsche come team e costruttore, con la Casa tedesca che partecipò alla sua prima gara proprio a Zandvoort nel 1958. Un anno dopo, infine, Jo Bonnier (dopo la sua prima e unica pole in carriera) festeggiò la sua prima vittoria, portando sul gradino più alto del podio per la prima volta anche la BRM.

Anni ’60: prime vittorie e primi podi

Le grandi gioie non mancarono per altri piloti anche nel decennio successivo, a cominciare dall’edizione del 1960: proprio qui, infatti, salì sul podio per la prima volta in carriera il futuro campione del mondo Graham Hill (curiosamente vincitore della sua prima gara proprio a Zandvoort nel 1962), in una gara che vide inoltre la prima partecipazione di un altro pilota destinato a entrare nell’albo d’oro della F1: Jim Clark. Memorabile, sempre nella prima metà degli anni ’60, quando accadde nel 1961: più che per la prima vittoria in carriera di un altro pilota come Wolfgang von Trips, la gara fu la prima della storia della Formula 1 a concludersi senza alcun ritiro, con tutte le vetture che presero il via giunte regolarmente al traguardo. Il già citato Jim Clark, dopo il debutto nel 1960, ottenne anch’egli la sua prima affermazione nel 1967, contribuendo al successo ‘numero 1’ del motore Ford-Cosworth. Le edizioni più memorabili degli anni ’60 videro infine protagonista Jackie Stewart nel 1968, che regalò la prima vittoria al team Matra.

Anni ’70: dal dramma di Courage al mitico giro di Villeneuve

Il nuovo decennio del GP d’Olanda iniziò purtroppo con una tragedia: nel 1970, l’esordio di un pilota come Clay Regazzoni passò in secondo piano rispetto all’incidente mortale di Piers Courage, che perse la vita in seguito a un violento impatto contro un terrapieno e al successivo incendio, con la gara che non venne comunque interrotta. I Paesi Bassi, tuttavia, sorrisero in modo particolare a James Hunt: nel 1973, in una gara che non vide la partecipazione delle Ferrari (complice la decisione di Enzo Ferrari di disertare il GP per le scarse prestazioni della 312 B3), l’inglese ottenne il suo primo podio in carriera, per poi conquistare la prima vittoria due anni dopo, in quello che sarebbe stato inoltre il primo successo della Hesketh. Proprio in quel GP, grazie al 2° posto, Niki Lauda portò a 200 il numero di podi della Ferrari in F1, in una gara segnata dal clamoroso infortunio dell’allora Direttore Sportivo Luca Cordero di Montezemolo, che riportò diverse fratture dopo esser stato investito da Ronnie Peterson in corsia box. Proprio lo svedese della Lotus, nel 1978, colse il suo ultimo podio in carriera giungendo alle spalle del compagno di squadra Mario Andretti, alla sua 12ª e ultima vittoria. Un successo che permise al team inglese di conquistare il settimo e ultimo mondiale Costruttori. Indimenticabile, infine, fu quanto accadde nel 1979: nel corso del GP, infatti, andò in scena una spettacolare lotta per la leadership tra Alan Jones e il compianto Gilles Villeneuve, in un primo momento autore di un sorpasso da applausi sull’australiano alla curva Tarzan. Successivamente, Jones mise sotto pressione l’Aviatore, con quest’ultimo che finì in testacoda. In seguito all’errore, che generò un danno alla ruota posteriore sinistra, il pilota della Ferrari mise la retromarcia nel tentativo di tornare ai box per il cambio gomme, compiendo quasi un intero giro su tre ruote. Nel farlo, il canadese provocò però seri danni alla vettura che lo costrinsero al ritiro.

During the 1979 Dutch Grand Prix, at the Zandvoort Circuit, Villeneuve drove an entire lap on two tyres, the right front was in the air and the left rear was shredding rubber and sparking! #F1 pic.twitter.com/3CcxlWI1g8

— Paul McGinnes (@PaulMcG1992) March 24, 2026

Anni ’80 e il ritorno

Proprio Villeneuve, nel 1982 morì tragicamente nel corso delle qualifiche del GP del Belgio, appuntamento successivo alla gara di Imola in cui scoppiarono polemiche con il compagno di squadra Didier Pironi. Il francese, in quell’anno, ottenne la terza e ultima vittoria a Zandvoort, prima di un violento incidente a Hockenheim che lo spinse a un inevitabile ritiro dalle competizioni. Sempre a proposito di piloti transalpini della Ferrari, il GP d’Olanda fu teatro anche dell’ultima vittoria in F1 di René Arnoux nel 1983, così come dell’ultimo podio di John Watson. Nella stagione successiva, grazie soprattutto al 2° posto di Niki Lauda, la McLaren tornò sul tetto del mondo per la seconda volta nel mondiale Costruttori, riuscendovi a dieci anni di distanza. Sempre lo stesso pilota austriaco, con la sua ultima vittoria in carriera nel 1985, ottenne il terzo titolo iridato. Il weekend sembrò porre fine al Gran Premio d’Olanda in Formula 1, almeno fino al ritorno nel 2021. Proprio da quell’anno, il pubblico di casa celebrò la prima delle tre affermazioni consecutive di Max Verstappen, che in caso di vittoria nell’ultima edizione in programma questo fine settimana raggiungerebbe Jim Clark nell’albo d’oro dei successi a Zandvoort con quattro affermazioni.

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