Governo Meloni nella storia: record di longevità

2026/08/17

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Fra 19 giorni, esattamente il 4 di settembre, il governo di Giorgia Meloni diventerà il più longevo della Repubblica italiana. Un traguardo che rimarrà nella storia perchè la premier è anche la prima donna a occupare un posto di così grande prestigio. Sarà certamente un venerdì che non dimenticherà mai, ma nel contempo è conscia che da quel momento fino al giorno delle politiche del 2027 gli ostacoli non saranno pochi, di grande difficoltà non solo per il suo esecutivo, ma per l’Italia intera.

Innanzitutto, non è stata ancora fissata la data delle elezioni. La scadenza è a settembre del 2027, ma non sono pochi (pure nella maggioranza) che prevedono di anticiparle in primavera. La campagna elettorale è già cominciata da diverse settimane, diventerebbe troppo lunga a scapito di entrambi gli schieramenti. Senza dimenticare la circostanza che la gente sarebbe stanca di un duello così lungo che potrebbe innervosire gli elettori e tenerli lontani dalle urne. “Tanto chiunque vinca la situazione non cambierà”, sostengono i più scettici.

Non c’è dubbio che per il governo sarà un periodo difficile e delicato. In quattro anni (fino ad oggi), la destra è riuscita ad ottenere qualche buon  risultato. L’economia ha retto bene, i risultati sono evidenti. Così pure per quanto riguarda i migranti irregolari la situazione è migliorata: gli sbarchi sono diminuiti del 55 per cento, i rimpatri notevolmente aumentati. Giorgia Meloni può dirsi soddisfatta soprattutto perchè l’Europa le ha riconosciuto un merito. La costruzione di nuovi cpr in paesi terzi che potranno concedere respiro a quei paesi che debbono difendere i loro confini dalle invasioni di massa: Ceuta ne è un esempio significativo.
N

on sono però tutte rose e fiori. Di spine se ne contano parecchie perchè alcuni problemi sono rimasti al palo. L’opposizione non ha peli sulla lingua. La sanità, la scuola, il salario minimo. Non passa giorno che Pd e 5Stelle non affondino il dito nella piaga. Troppo tempo per una risonanza magnetica, lunghe settimane per una visita in una struttura pubblica, leggi ospedale.

Su tre punti, il governo farà il massimo sforzo. Primo, sulle tasse per il ceto medio. Queste donne e questi uomini rappresentano la spina dorsale del Paese, è giusto che abbiano una maggiore attenzione da chi guida l’Italia. Secondo, la sicurezza è un altro nodo fondamentale su cui il governo non dovrà fallire.

I risultati letti dal ministro Piantedosi la mattina di Ferragosto dovrebbero rassicurare l’opinione pubblica, ma è anche vero che la delinquenza dilaga in specie nelle periferie delle grandi città. Si dice (ed è nei fatti) che una ragazza non può uscire la sera senza il terrore di incontrare un perfido malvivente che vuole stuprarla. Se sono migranti irregolari si rimandino a casa loro subito, se italiani, i giudici non dovranno avere pietà per questi individui che non sanno vivere in una comunità.

Non sono problemi di poco conto su cui l’esecutivo dovrà lavorare a lungo per dimostrare che si stanno facendo grossi passi avanti per ripulire le metropoli (e non) da individui che non  meritano di far parte della gente per bene. Per ultimo, abbiamo voluto lasciare l’interrogativo delle forze che si contenderanno il primato. Non vivono giorni tranquilli né la destra, nè la sinistra. Le alleanze scricchiolano, maggiormente nell’opposizione dove ancora non si riesce a trovare la quadra per chi sarà il candidato premier che dovrebbe competere con la Meloni.

Il posto se lo contendono Elly Schlein e Giuseppe Conte. Entrambi convinti che dovranno essere loro i duellanti. Ma nel Pd  i riformisti, appoggiati da alcuni esponenti di peso del partito, sfogliano la margherita e ritengono che quella poltrona dovrebbe andare ad un “papa straniero”, cioè ad un personaggio di spicco che, solo all’apparenza, dimostrerebbe di essere super partes. Senza dimenticare che poco più di un anno più tardi, si dovrà votare per eleggere il capo dello Stato, il successore di Sergio Mattarella. È questo il grande obiettivo della maggioranza, ma per riuscirci dovrà essere ancora la Meloni il presidente del Consiglio.

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