Gli scienziati italiani sono molto riconosciuti all’estero, ma non accade lo stesso per la scienza italiana. Lo ha detto il segretario generale di Aspen Institute Italia, a margine della tavola rotonda organizzata dall’istituto sul soft power, ossia la capacità di uno Stato di ottenere consenso facendo leva sulla sua cultura, i valori politici e le politiche estere. La scienza non riesce quindi a far parte del soft power italiano e, più in generale, l’Italia stenta a tradurre il suo capitale culturale in una strategia coerente sullo scenario internazionale.
“Non vedo un modello scientifico italiano riconosciuto in giro per il mondo. Sono riconosciuti gli scienziati italiani, questo sì: si distinguono all’estero per la loro flessibilità, la capacità di risolvere problemi e di cooperare”, osserva Petroni. “E’ ovvio che hanno anche una buona formazione, ma a colpire è soprattutto la capacità di mediare e gestire conflitti, aggiudicandosi così ruoli direttivi. Per quanto riguarda la scienza però, al massimo l’Italia resta, tra i fisici, il Paese di Fermi”.
In generale, dalla tavola rotonda è emerso che manca una piattaforma unitaria in grado di ridurre la frammentazione del soft power italiano, per esempio migliorando il coordinamento con gli enti locali e valorizzando il ruolo dell’iniziativa privata e del mecenatismo d’impresa. Il problema non è l’assenza di soft power, ma un eccesso di capitale culturale rispetto alla capacità di organizzarlo in una strategia coerente.
Nonostante sia molto attrattiva a livello internazionale, l’Italia fatica a fare scelte strategiche per affrontare i grandi cambiamenti in corso, a partite dal digitale. In quest’ottica, secondo gli esperti di Aspen, è fondamentale “allargare lo sforzo di promozione della cultura italiana, dalla dimensione tradizionale, caratterizzata da arte, lingua, patrimonio storico, alle eccellenze scientifiche e tecnologiche del Paese” e “in questo senso la comunità di ricercatori, professionisti e imprenditori italiani attivi all’estero, così come i ‘cervelli’ di altri Paesi che si sono formati nel sistema italiano, rappresentano una risorsa culturale ancora ampiamente sottoutilizzata”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home