Gli esperti sono stati chiari: quanto devi aspettare, dopo aver prelevato al Bancomat, prima di allontanarti - Melablog

2026/07/22

Categories: technology

Alcuni clienti, convinti che il prelievo non fosse andato a buon fine, si sono allontanati dallo sportello. Proprio l’errore su cui puntano i truffatori: in quei minuti recuperano i contanti rimasti bloccati. Il sistema si chiama cash trapping. Una modifica quasi invisibile al vano di erogazione fa sì che la macchina registri l’operazione e faccia uscire il denaro, ma le banconote non arrivino mai nelle mani dell’utente.

Nel cash trapping, i criminali applicano sul bancomat una mascherina esterna molto simile a quella originale, di solito proprio nel punto da cui escono le banconote. Dentro viene inserita una pellicola adesiva, o un piccolo congegno, capace di trattenere il denaro appena erogato. A prima vista non si nota quasi nulla.

Per chi preleva, la scena sembra quella di sempre. Carta, codice, importo. Poi il rumore della macchina, qualche secondo di attesa e niente: nessuna banconota. In alcuni casi il display segnala un errore o una generica anomalia dello sportello. Il cliente pensa a un guasto, magari a un’operazione non riuscita.

La truffa del “cash trapping”: così i contanti restano bloccati nel bancomat

È lì che scatta la trappola. I truffatori aspettano che la persona si allontani, magari per cercare un altro ATM poco distante. Solo allora tornano al bancomat, staccano la copertura manomessa e prendono i soldi rimasti incollati. Tutto in fretta, senza dare nell’occhio.

Mano che controlla la fessura di erogazione di un bancomat con banconote in euro bloccate all’interno
Dettaglio del vano contanti di un bancomat con banconote bloccate, tipico segnale di una truffa di cash trapping.

Secondo la polizia del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, uno degli episodi è avvenuto a Binz, località turistica sull’isola di Rügen, nel nord della Germania. Un uomo, durante un soggiorno nella zona, ha provato a prelevare contanti da un bancomat, ma lo sportello non ha consegnato il denaro. Solo dopo è emerso che il dispositivo era stato manomesso.

Il problema, spiegano gli investigatori tedeschi, è che spesso la vittima non capisce subito di essere stata derubata. Se le banconote non escono, molti pensano a un guasto momentaneo, a un’interruzione dell’operazione o a un problema della banca. «Sembrava che la macchina non funzionasse», è una ricostruzione che gli agenti sentono spesso in casi del genere.

Poi però arriva l’amara sorpresa: l’addebito può comparire sul conto. A quel punto, anche ore dopo, il cliente scopre che il prelievo risulta effettuato pur non avendo ricevuto i contanti. Recuperare il denaro diventa più complicato. Servono una segnalazione rapida, i controlli della banca e, quando ci sono, le immagini delle telecamere della zona.

Bancomat addebitato ma niente contanti: cosa fare subito

La raccomandazione della polizia è chiara: se il bancomat non eroga contanti ma l’operazione sembra conclusa, non bisogna andare via subito. Meglio restare vicino allo sportello e controllare con attenzione il vano da cui escono le banconote. Parti mobili, profili fuori posto, coperture strane o elementi che sembrano aggiunti possono essere segnali da non sottovalutare.

Attenzione, però: non bisogna smontare nulla né tentare manovre rischiose. Se lo sportello si trova dentro una filiale, o accanto a una banca aperta, conviene chiamare subito un dipendente. Se invece il prelievo avviene all’esterno, di sera o in una zona isolata, è meglio contattare il numero di assistenza indicato sul bancomat oppure, se il sospetto è concreto, la polizia.

Occhio anche a chi si avvicina. In alcune varianti della truffa, i criminali cercano di distrarre il cliente: una domanda, un finto aiuto, il consiglio di provare un altro sportello. In quei momenti è meglio non lasciare la postazione e non consegnare mai carta, ricevute o dati personali a sconosciuti.

Come ridurre il rischio: sportelli sicuri, controlli e numeri da chiamare

Per limitare il rischio di truffe al bancomat, le forze dell’ordine consigliano di usare, quando possibile, gli sportelli all’interno delle filiali bancarie o in zone sorvegliate. Non è una garanzia assoluta, ma rende più difficile montare dispositivi manomessi e aumenta le possibilità che qualcuno noti subito eventuali anomalie.

Prima di prelevare, vale la pena perdere qualche secondo per osservare il bancomat. Il vano di erogazione deve essere stabile, senza parti allentate o coperture insolite. Anche fessure strane, residui di colla o profili non allineati possono essere campanelli d’allarme. Nel dubbio, meglio cambiare sportello e avvisare la banca.

Gli istituti di credito invitano inoltre a controllare subito l’app o l’home banking dopo un’operazione non riuscita. Se compare un addebito nonostante la mancata erogazione, bisogna aprire una contestazione con la banca e presentare denuncia o segnalazione alle autorità competenti. In casi così, pochi minuti possono fare la differenza: aiutano a ricostruire quanto accaduto e a fermare il raggiro prima che i responsabili spariscano.

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