Giuseppe Conte, Olivia Paladino e i guai dell’hotel Plaza: le ipoteche e debiti con il fisco

2026/08/07

Categories: world-news

Le incorporazioni e le liquidazioni delle holding. Lo stop prima della rivalutazione. E un presunto maquillage sui conti

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Cinque iscrizioni ipotecarie promosse dall’Agenzia delle entrate-riscossione tra settembre 2022 e ottobre 2025. Per 7,8 milioni di crediti e ipoteche per 15,7. Il Grand hotel Plaza di proprietà di Olivia Paladino, la compagna di Giuseppe Conte, è stata così aggredita per il debito con il fisco. Mentre la holding della famiglia ha deciso una fusione per incorporazione delle sue società e cancellato all’improvviso un passaggio di quote. Libero torna a scandagliare i conti della società immobiliare e dice che l’impressione è quella di efficace maquillage contabile.

Il totale dei crediti al momento delle iscrizioni ipotecarie è di 16,8 milioni. Ma la cifra del debito è destinata a lievitare. Intanto torna a farsi sentire Paolo Zampolli, che parla ancora della possibilità di acquistare l’albergo che si trova in centro a Roma: «L’acquisto deve essere, come diciamo negli Usa, “clean title”. Io o un mio cliente non siamo disposti ad accollarci questi costi ulteriori. La mia offerta resta di 299 milioni. Ho chiesto, in queste ore, a un mio amico interessato all’affare se sia disponibile ad aumentare l’offerta. Ma di certo la richiesta di 325 milioni è a mio parere eccessiva. Anche perché per rimettere a posto il Plaza servirebbero altri 100 milioni. Non puoi pagare un 5 stelle queste cifre, più di 2 milioni a camera, anche in considerazione della chiusura forzata per la ristrutturazione di minimo due anni».

Fusioni, incorporazioni, liquidazioni

E così, mentre Conte si difende dalle accuse in Commissione Covid, la holding decide una fusione per incorporazione. La società contenitore sarà l’Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, messa in liquidazione a febbraio. Tra le accorpate c’è l’Immobiliare di Roma Splendido, che possiede l’hotel Plaza e gli immobili in cui hanno casa e ufficio Conte e la compagna Olivia. Il cui affitto è pagato dall’Unione esercizi alberghieri di lusso srl, che invece ha 30 milioni di debiti con il fisco. Interessate dalla fusione anche l’Agricola Andromeda, l’Archimede immobiliare e la Colle Rao. L’ultimo bilancio di Agricola è stato approvato a febbraio 2026. Con una perdita di 591.000 euro, che insieme a quelle degli anni precedenti portano il conto a oltre 14,7 milioni. Compensati dalle rivalutazioni sui cespiti.

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La fusione incompiuta

Anche l’Agricola ha debiti tributari per quasi 1,7 milioni, di cui 1,5 che scadevano nel 2025. Alla fine la fusione non si è compiuta. E l’amministratore unico di Archimede Cesare Paladino ha trovato un compratore per il 12% delle quote della Splendido per 12 milioni di euro. L’acquisto è stato fatto dalla Colle Rao, che ha un capitale sociale di 10.400 euro e un patrimonio netto al 31 dicembre 2023 887.836 euro, frutto però solo di rivalutazioni delle immobilizzazioni. «La composizione del patrimonio netto della società al 31 dicembre 2024 […] consente, pur in assenza del progetto di fusione sopra richiamato, di garantire mezzi patrimoniali sufficienti per la continuità aziendale», ha scritto il revisore dei conti in sede di approvazione del bilancio 2024.

Il maquillage

A fine luglio il progetto di fusione viene fermato e gli amministratori sciolgono l’atto di cessione delle quote. Anche se così, spiega Giacomo Amadori, la Colle Rao non ha dovuto versare neppure una rata per acquistare le quote e l’Archimede ha potuto presentare un paio di bilanci con un patrimonio consistente. Lo scioglimento «per mutuo consenso di atti di trasferimento di quote di partecipazione di società a responsabilità limitata» dà l’impressione di un maquillage. E conclude il quotidiano, se l’incorporazione avesse efficacia retroattiva, ragionevolmente a partire dall’1 gennaio 2026, le perdite delle società che verranno assorbite dall’Agricola potrebbero consentire di ridurre o azzerare il pagamento effettivo delle imposte ancora collegate alla plusvalenza da 10 milioni.

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