I protagonisti.
22 settembre 2026 alle 00:30
Sul momento d’oro del Cagliari ieri sono intervenuti sia il presidente Tommaso Giulini che il tecnico Fabio Pisacane.
Il presidente
A Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, a chi gli ha fatto notare che la partenza dei rossoblù era simile a quella della stagione 1969/1970, il patron ha risposto: «Non scomoderei gli eroi dello scudetto», ha detto. «Abbiamo iniziato bene, c’è una grande compattezza come in quella squadra mitica, ma ci manca un Gigi Riva». Giulini ha raccontato il motivo degli acquisti dei due calciatori convocati da Mancini in Azzurro, non disdegnando una frecciata a Sebastiano Esposito: «Crediamo molto in Maldini e Romano. Alessandro ha vent’anni, è un “tuttocampista”, può giocare in ogni ruolo del centrocampo. Sono contento che il ct gli abbia dato la possibilità di giocare nel club Italia e che lui l’abbia scelta». Quanto a Maldini, svela un retroscena: «Lo seguivamo già da parecchi anni. Avevamo una forte collaborazione con l’Olbia, provammo a portarlo in prestito in Lega Pro. Ha un talento pazzesco. La nostra sfida sarà quella di fargli fare quel passo in più che ancora non è riuscito a compiere. Quest’estate ci siamo trovati in una situazione un po’ antipatica, con un nostro calciatore che riteneva di non guadagnare a sufficienza per giocare con la maglia del Cagliari, direi che l’abbiamo ottimamente sostituito con Daniel». Poi l’argomento diventa Caprile: «Quest’estate ci sono stati parecchi interessamenti ma Elia era convinto di rimanere a Cagliari, sentiva che avremmo potuto fare qualcosa di importante. Credo che dopo Donnarumma, lui e Carnesecchi siano i portieri più forti in Italia».
Il tecnico
Pisacane è invece intervenuto a Radio Tv Serie A, a margine dell’incontro tra i vertici arbitrali e i rappresentanti dei club di Serie A a Lissone: «Abbiamo fatto un inizio inaspettato», ha detto il tecnico rossoblù. «Siamo andati oltre le più rosee aspettative. Siamo felici, ma comunque consapevoli di quanto la strada sia lunga e tortuosa. È finito una sorta di mini-torneo, dopo la sosta ne inizia uno nuovo. Abbiamo messo fieno in cascina, ma bisogna battagliare: troveremo tante insidie lungo il percorso e ci dobbiamo far trovare pronti». E ancora: «A Udine, per la prima volta, giocavamo alle 15, e in un certo senso temevo il contraccolpo. La squadra, invece, ha dato le risposte che cercavo, ha sofferto. Ma la sofferenza non mi preoccupa quando è organizzata, condivisa e accompagnata da spirito di sacrificio». Pisacane è entusiasta di Maldini: «Daniel dopo cinque giornate si è tolto la soddisfazione di andare in Nazionale: deve avere quella continuità che gli è mancata negli ultimi anni, ma pensiamo che Cagliari possa essere l’ambiente giusto. Per tutto il resto, paga il prezzo del suo cognome». La sosta lunga? Risposta: «Arriva nel momento giusto. Ci permette di far rifiatare chi ha speso di più e portare tutti a regime». L’allenatore ha chiuso sulla regola del tempo effettivo di gioco: «Ci avviciniamo a uno dei campionati migliori al mondo, la Premier League: il tempo effettivo, nei primi 5 turni, ha sfiorato l’ora di gioco, è tanta roba».
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