Giuliani, milanese di Germania: “All’estero per essere più forte”

2026/08/17

Categories: world-news

Instancabile, inesauribile, con quel pizzico di follia tipico dei portieri e lo stesso entusiasmo di quando, a 19 anni, fece la valigia inseguendo un sogno: "Voglio fare la calciatrice". È questa Laura Giuliani, numero uno della Nazionale e nuovo portiere del VfB Stoccarda. "Tornare in Germania dopo nove anni è la chiusura di un cerchio e non vedo l’ora di scoprire come è cambiato questo campionato". Un ritorno che affonda le radici nell’adolescenza: "A 15 anni dicevo sempre a mia madre: “Finisco la scuola e parto“. Guardando indietro, è stata un’esperienza che mi ha aperto il futuro".

Che stagione ti aspetti da te e dalla squadra?

"Bisogna tenere bene a mente l’obiettivo, che è la salvezza, e allenarsi ogni giorno al massimo. Voglio mettere la mia esperienza a disposizione del gruppo e farmi trovare pronta per uno degli anni più importanti della mia carriera. In Italia l’allenamento è più analitico e curato nei dettagli, qui l’approccio è più situazionale: dovrò sviluppare una comunicazione il più efficace possibile".

Che Laura si ripresenta in Germania a distanza di nove anni?

"Con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di giocare e stare in gruppo, ma con una consapevolezza diversa. Oggi so riconoscere i miei stati d’animo e accetto il fatto di essere umana".

Ci sono pareri discordanti sulle calciatrici che scelgono l’estero. Tu da che parte stai?

"Andare all’estero è una scelta personale, nasce dal desiderio di vivere un’esperienza diversa. Cito spesso la metafora dell’impollinazione: il trasporto di informazioni da una parte all’altra. Le ragazze che giocano fuori dall’Italia rappresentano un patrimonio che può aiutare il nostro movimento a crescere".

Che campionato sarà la prossima Serie A?

"Il calcio femminile è cresciuto tantissimo in meno di dieci anni. L’evoluzione è stata rapida e positiva, ma bisogna trovare il giusto equilibrio tra crescita e risorse disponibili. È stata un’estate di grandi cambiamenti, con allenatori e giocatrici che possono portare valore. Mi piace una frase di Madre Teresa: “Io posso fare cose che tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose“. Credo rappresenti perfettamente il momento del nostro calcio".

A proposito di Serie A, nella tua carriera ci sono quattro anni al Milan e proprio in questi giorni è venuta a mancare una bandiera come Franco Baresi: che ricordo hai di lui?

"Il Milan perde un pezzo della sua storia. Ho avuto la fortuna di conoscerlo al Vismara durante la premiazione di Laura Fusetti e di trascorrere qualche momento con lui. Aveva davvero tanto da raccontare. Se ne va un punto di riferimento del nostro calcio".

Capitolo Nazionale: arriva un anno davvero tosto.

"Il più importante della mia carriera. Lavoriamo giorno dopo giorno e ragioniamo per tappe. Ad ottobre ci aspettano le prime due finali contro la Bielorussia e l’unico obiettivo è la qualificazione al Mondiale. Portare l’Italia alla competizione per tre edizioni consecutive significherebbe entrare nell’élite del calcio. Con la Nazionale vogliamo continuare a trasmettere un messaggio chiaro: il calcio è di tutti e per tutti, dentro di me non vedo compromessi. Non possiamo sbagliare".

Un Mondiale lo hai già vissuto da vicino, nel ruolo di commentatrice.

"L’esperienza con DAZN è stata molto bella. Mettere le proprie competenze al servizio di un contesto diverso è gratificante e permette di confrontarsi con prospettive differenti. Inoltre abbiamo vissuto un evento che, nonostante lo scetticismo iniziale, ci ha regalato storie straordinarie provenienti da culture diverse".

Cosa ti auguri da qui in avanti?

"Di godermi ogni passo del mio cammino, prendermi cura di Laura a 360 gradi e raggiungere gli obiettivi di squadra, a partire da ottobre. Come cantavamo agli Europei: “The rest is still unwritten“".

Continua a leggere tutte le notizie di sport su

>> Home