Giugliano, roghi, l’ira degli studenti: «In aula aria irrespirabile»

2026/09/17

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«Vogliamo studiare ma respirando aria pulita». È questo il grido degli studenti del liceo Cartesio che ieri hanno disertato le lezioni a seguito del rogo tossico che si è registrato a due passi dall’istituto, nella zona di Casacelle a Giugliano. Ieri mattina, quasi 24 ore dopo l’incendio, l’aria in zona era ancora irrespirabile, per questo i liceali hanno inscenato una protesta prima fuori scuola poi al Comune.

«Fuori il fumo, scuola al sicuro» questo il coro intonato dalle decine di studenti che hanno raggiunto Corso Campano. «Martedì durante il rogo arrivavano le ceneri dell’incendio in classe, abbiamo dovuto chiudere le finestre - hanno detto gli studenti -. Dobbiamo studiare in serenità e con l’aria pulita, altrimenti stiamo male. La puzza si è impregnata nelle aule della scuola». Martedì intorno a mezzogiorno i primi segnali della presenza dell’ennesimo rogo tossico in città. La nube però stavolta non era nella «solita» zona di Ponte Riccio, bensì nel cuore di un quartiere popoloso, Casacelle. E la nube non era neppure unica. Nel cielo se ne sono levate almeno tre, segno che gli inneschi erano diversi.

Il monitoraggio

I vigili del fuoco hanno fatto non poca fatica nelle operazioni di spegnimento. Due agenti della municipale sono rimasti intossicati e sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. Il colore nero e la densità della nube non hanno lasciato spazio a dubbi sin dal primo momento: non potevano essere solo sterpaglie ad andare in fiamme. L’Arpac ha fatto sapere che «a una prima osservazione i tecnici hanno constatato tra il materiale soggetto a combustione, la presenza di sterpaglie e rifiuti di varia tipologia, tra cui parti di autoveicoli dismessi, rifiuti in plastica e in legno».

Ma ciò che chiede la cittadinanza è di conoscere la qualità dell’aria, se ci sono diossine. «Ieri è stato attivato, nei pressi del luogo dell’incendio, il monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili dispersi in aria. All’atto del sopralluogo l’incendio è apparso estinto» fa sapere l’Agenzia regionale per l’ambiente. Tuttavia ieri mattina erano ancora visibili i fumi del rogo. E per questo gli studenti si aspettavano un’ordinanza di chiusura dell’istituto per la giornata di ieri.

La polemica 

A supportare la protesta anche alcuni docenti. «Siamo vicini alla protesta dei ragazzi, collaboreremo con loro per tenere alta l’attenzione - dice una professoressa che ha accompagnato i liceali al comune -. Non è intervenuta ieri l’Asl nè l’Arpac per i controlli quindi non sappiamo su quali basi sia stata presa la decisione di aprire la scuola. E sappiamo che le conseguenze dei roghi durano nel tempo».

L’assessore all’Istruzione Caterina Pennacchio ha spiegato che non spetta a lei la chiusura «ma ad un’apposita ordinanza del sindaco che ieri fino a tarda sera si è interfacciato con il prefetto e ha ritenuto di non chiudere la scuola». La città attende di sapere chi siano i responsabili dell’ennesimo scempio ambientale. Su questo l’assessore all’Ambiente Paolo Russo assicura il massimo impegno «per perseguire queste persone che appiccano roghi».

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