Un giovane è stato
portato in ospedale per le ferite riportate nel corso di una
rissa avvenuta, nella tarda serata di ieri, in piazza Trieste a
Ercolano (Napoli). A darne notizia questa mattina la sindaca,
Antonietta Garzia, nel tradizionale discorso nella Basilica di
Pugliano al termine della messa per la Madonna Assunta, patrona
della città degli Scavi. La dinamica dell'episodio - su cui
sono intervenuti i Carabinieri - è da ricostruire ma resta il
dolore per un fatto che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
"Quanto accaduto ci impone una riflessione che va oltre il
singolo episodio. Nonostante il rafforzamento della presenza
delle forze dell'ordine sul territorio, il fenomeno di una
movida che in alcuni momenti assume forme incontrollate non è
stato ancora arginato. Dobbiamo continuare a lavorare, senza
arretrare di un centimetro - ha detto la Garzia -
L'Amministrazione comunale intende proseguire la propria azione
lungo due direttrici parallele: sicurezza e prevenzione".
"Da un lato - ha proseguito la sindaca - continueremo a
chiedere un ulteriore rafforzamento del presidio e della
presenza delle forze dell'ordine nei luoghi e negli orari
maggiormente sensibili. Dall'altro dobbiamo avere il coraggio di
comprendere che la sicurezza non si costruisce soltanto
attraverso il controllo del territorio. C'è un lavoro molto più
profondo da fare con i nostri ragazzi".
E proprio in questa direzione si inserisce il percorso già
programmato dall'Amministrazione comunale che prenderà il via a
settembre e che vedrà la Sindaca incontrare periodicamente i
giovani della città, affrontando con loro i temi della legalità,
della cittadinanza attiva, del rispetto dell'altro, del valore
dello studio e della cultura e delle fragilità che attraversano
le nuove generazioni.
"Abbiamo bisogno di riconnetterci con i nostri giovani e con
le loro fragilità - ha concluso Garzia -. Dobbiamo ascoltarli,
entrare nei loro luoghi, comprendere le loro difficoltà e
offrire alternative. Reprimere i comportamenti violenti è
necessario, ma arrivare prima che quella violenza esploda è la
sfida più difficile e più importante. Una comunità deve saper
proteggere i propri ragazzi anche aiutandoli a comprendere che
la violenza non è mai uno strumento per affermare se stessi. È
un lavoro lungo, che richiede famiglie, scuola, istituzioni e
forze dell'ordine. Ma è un lavoro che dobbiamo fare tutti
insieme e sul quale questa Amministrazione intende investire con
determinazione".
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