Dalla terra rossa di Hannover arriva a Fano una medaglia di bronzo europea. A conquistarla è stata Giorgia Caroni, che compie 18 anni oggi, studentessa dell’Istituto tecnico a indirizzo Grafica e comunicazione del Polo 3 Fano. La giovane tennista è salita sul terzo gradino del podio nel doppio misto agli European Deaf Youth Games, i Campionati europei giovanili sordi. In coppia con il romano Matteo Aniello, ha difeso i colori azzurri della Fssi, la Federazione Sport Sordi Italia. Dopo aver superato gli ottavi, i due azzurri hanno vinto un quarto di finale al cardiopalma contro la Repubblica Ceca, completando la rimonta con il punteggio di 3-6, 6-3, 12-10. In semifinale si sono arresi alla coppia formata da un’atleta austriaca e da un atleta belga, poi laureatasi campione d’Europa. Senza storia, invece, la finale per il bronzo, nella quale Giorgia e Matteo hanno travolto i padroni di casa della Germania per 6-1, 6-1. Nel singolare femminile Giorgia si è fermata ai quarti, al termine di una battaglia contro una coetanea turca conclusa 1-6, 6-1, 9-11. Tutti gli incontri sono stati disputati senza i dispositivi acustici che gli atleti utilizzano abitualmente nelle partite contro i normoudenti. Una difficoltà ulteriore che rende ancora più prezioso il risultato della giovane tennista fanese.
Giorgia, avete dovuto giocare senza i dispositivi acustici che utilizzi normalmente. Che cosa significa concretamente affrontare una partita così?
"Cambia tantissimo. Io non ero mai stata abituata a giocare senza impianto e ho dovuto allenarmi di più. Senza l’apparecchio non sento i miei passi e neppure il rumore della pallina quando entra a contatto con la racchetta. Durante i primi allenamenti non sapevo come muovermi".
Quando hai capito che quella medaglia di bronzo era davvero tua, qual è stata la prima emozione? E a chi hai pensato?
"La prima emozione è stata la soddisfazione, perché ho giocato molto bene il doppio. Preferendo il singolare, non pensavo neanche di riuscire ad arrivare sul podio. In quel momento nei miei pensieri c’ero soltanto io che prendevo la medaglia".
Il quarto contro la Repubblica Ceca lo avete vinto 12-10 dopo una rimonta incredibile. Cosa ti passava per la testa negli ultimi punti?
"All’inizio avevamo perso un po’ le speranze di vincere, ma grazie anche al nostro coach Guglielmo siamo riusciti a trovare alcune soluzioni che ci hanno rimesso in pista e poi condotto alla vittoria. Negli ultimi punti avevo paura di sbagliare. Continuavo a ricordare a me stessa di restare concentrata, pensare al punto successivo e dimenticare quello appena giocato".
Tu giochi abitualmente anche contro atlete normoudenti. Hai mai sentito che la sordità ti costringesse a fare più fatica per raggiungere lo stesso risultato?
"No, perché con l’impianto cocleare sento come ognuna di loro. Non ci sono differenze tra me e le mie avversarie".
Quanto lavoro e quanta fatica ci sono dietro questa medaglia? Ci sono stati momenti in cui hai pensato di non farcela?
"Mi sono allenata molto durante l’estate e per questo ringrazio anche i miei maestri. Ho avuto un momento in cui ho pensato di non potercela fare, dopo aver perso il singolare 1-6, 6-1, 9-11. Ero a un passo dalla vittoria, poi però mi sono fatta prendere dall’emozione".
Oggi compi 18 anni: difficile immaginare un regalo migliore. Adesso qual è il prossimo sogno?
"Il prossimo obiettivo è migliorare il mio gioco e puntare a nuove sfide".
Giorgia è tesserata Fssi per la società Citanò di Civitanova Marche e si allena al Tennis Team Fano di Baia Metauro, alla Top Tennis Fano, al Tc Valmetauro di Colli al Metauro e sui campi del Circolo Tennis Fano di Sant’Orso. Il tennis, del resto, è una questione di famiglia: papà Antonio e il fratello Tommaso sono maestri rispettivamente al Tc Valmetauro e al Circolo Tennis Fano.
Tiziana Petrelli
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