Giochi del Mediterraneo, arrivate 9 offerte per gestire gli impianti post evento. Il nodo dello Stadio del Nuoto

2026/08/12

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Sono nove le offerte arrivate al Comune per i sette impianti sportivi costruiti o ristrutturati per i Giochi del Mediterraneo la cui gestione si intende affidare a privati. Una sola per le piscine. Non rientra in questo gruppo lo stadio Iacovone, impianto di punta dei Giochi, poiché già oggetto di una proposta di project financing avanzata dal gruppo Ladisa, a cui fa capo il Taranto Calcio. I sette impianti hanno avuto due avvisi distinti. Il primo si è chiuso prima della fine di luglio ed ha riguardato lo stadio “Renzino Paradiso” di Talsano e, insieme, il centro sportivo “Magna Grecia” per il tennis e il parco urbano sportivo (pattinodromo comunale).

Il secondo, invece, si è chiuso il 7 agosto ed ha interessato Pala Ricciardi e stadio d’atletica “Giuseppe Valente” per una gestione congiunta, vista la vicinanza dei due impianti, Pala Mazzola e stadio del nuoto “Torre d’Ayala”. Tutti i lavori sono stati finanziati dal commissario per i Giochi, Massimo Ferrarese, la cui struttura ha direttamente seguito i progetti relativi a centro “Magna Grecia”, PalaRicciardi e stadio del nuoto. Sono stati invece gestiti dal Comune, ma sempre finanziati dal commissario, gli interventi relativi a stadio di Talsano, PalaMazzola, stadio di atletica “Valente” e parco urbano sportivo alla Salinella. La struttura commissariale ha anche ideato quest’ultimo progetto, recuperando la pista di pattinaggio che è stato necessario rimuovere con la demolizione del vecchio PalaRicciardi. Chiuso l’ultimo avviso, non sarebbero giunte a Palazzo di Città proposte di gestione da parte di gruppi nazionali o big dell’impiantistica sportiva. Si sarebbero invece fatti avanti operatori comunque collegati alle federazioni. In dettaglio, si registrano un’offerta unica per stadio del nuoto, PalaRicciardi, stadio di atletica “Valente” e PalaMazzola, 2 per il PalaMazzola e una PalaRicciardi-stadio “Valente” insieme. Quindi quattro proposte in totale. Per gli altri, invece, ci sono cinque offerte: 2 riguardano lo stadio “Paradiso” e 3 l’insieme centro “Magna Grecia” e parco urbano sportivo. Dichiara il sindaco Piero Bitetti: «Ora gli uffici lavoreranno all’analisi delle istanze. L’eredità che ci lasceranno i Giochi del Mediterraneo deve essere concretamente valorizzata. Confidiamo in proposte che abbiano colto l’importanza che queste strutture rivestono per la nostra comunità, affinché un secondo dopo la chiusura dell’evento possano essere un patrimonio realmente condiviso». Il problema maggiore dal punto di vista gestionale è rappresentato dallo stadio del nuoto, con due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna, che presenta costi significativi a partire dall’energia e dall’acqua. È arrivata solo un’offerta comprensiva anche di altro. Il Comune vorrebbe coinvolgere la Federazione nuoto per quest’impianto. C'è stato già un approccio, ma la Fin ha chiesto un contributo economico all’ente locale che non è però nelle condizioni di garantire. «Vedremo comunque di trovare una soluzione» dice sul punto il sindaco. Uno dei nodi della gestione degli impianti dopo i Giochi è rappresentato dalle risorse. Per una fase transitoria, dal 4 settembre in poi, cioè una volta conclusi i Giochi, le strutture resteranno affidate al commissario Ferrarese, anche perché Palazzo di Città conta di poter affidare stadio di Talsano, centro tennis e parco urbano sportivo entro settembre, ma di aver bisogno di più tempo per tutti gli altri, tant’è che si prevede una definizione gestionale a novembre. Oltretutto, i due set di impianti hanno seguito percorsi diversi: centro tennis, stadio di Talsano e parco urbano sportivo rientrano nell’articolo 5 del decreto legislativo 38/2021: affidamento diretto della gestione gratuita di un impianto sportivo pubblico a società o associazioni sportive senza fini di lucro. Tutti gli altri, invece, sottostanno all’articolo 193 del decreto legislativo 36/2023 (Codice degli appalti): è la norma che regola le modalità con cui un'amministrazione pubblica e un operatore privato collaborano per realizzare un'opera o gestire un servizio. Non è escluso tuttavia che il commissario possa lasciare un plafond per l’avvio della gestione degli impianti. Ferrarese aveva già manifestato questo proposito, ma dipenderà dalle risorse che saranno disponibili una volta terminato l’evento.

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