In Puglia c’è già da giorni Giorgia Meloni. Oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ci saranno anche i ministri Andrea Abodi e Raffaele Fitto, per citarne due. Il governo e Fratelli d’Italia hanno scelto di puntare molto sui Giochi del Mediterraneo di Taranto, trasformandoli anche in una vetrina politica. La città dell’ex Ilva avrà il suo momento di gloria e un’occasione di rinascita. Dal 21 agosto gareggeranno in Puglia oltre quattromila atleti da 26 Paesi, impegnati in 33 discipline. Numeri importanti per una manifestazione che però porta con sé una contraddizione: queste “mini-Olimpiadi” sono costate quasi 400 milioni di euro, pur avendo un peso sportivo e soprattutto mediatico molto lontano da quello dei grandi eventi internazionali.
I Giochi del Mediterraneo assomigliano alle Olimpiadi nella struttura: tante discipline concentrate nello stesso periodo, delegazioni nazionali, medaglie, cerimonie di apertura e chiusura. Ma la somiglianza finisce praticamente qui. Olimpiadi, Mondiali ed Europei restano gli appuntamenti prioritari e le federazioni utilizzano la rassegna mediterranea per schierare giovani o seconde linee. A Taranto ci saranno anche nomi importanti come Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu, Diana Bacosi, Gabriele Rossetti e Irma Testa, ma la composizione cambia radicalmente da uno sport all’altro. Nella pallavolo, ad esempio, saranno presenti le squadre B perché le Nazionali principali sono impegnate agli Europei; nella pallamano maschile l’Italia porterà una formazione definita dalla stessa federazione “sperimentale”, con diversi elementi delle Under 20 e Under 18. E gli esempi non mancano.
È questo il grande equivoco che accompagna la manifestazione. Per organizzare un evento dal ritorno sportivo e mediatico limitato sono state mobilitate risorse enormi. I finanziamenti per gli impianti, inizialmente fissati a 150 milioni, sono saliti a 275 milioni con l’intervento di Fitto. A questi si aggiungono circa 100 milioni per l’organizzazione delle gare, con uno sforamento del 25% certificato dalla Corte dei Conti. Nel computo ci sono anche i 12 milioni raggiunti dalla fee destinata all’organismo internazionale titolare dei Giochi e i 22 milioni per il noleggio di due navi, necessario per ospitare gli atleti in una sorta di Villaggio galleggiante. Il totale si avvicina così ai 400 milioni.
Di contro, i Giochi del Mediterraneo saranno anche la rivalsa di una città dimenticata, Taranto, di nuovo nell’agenda del Paese grazie a questo evento. La città ha vissuto un restyling che attendeva da tempo. Tra gli interventi principali ci sono la ristrutturazione dello stadio Iacovone di Taranto, costata 60 milioni, lo stadio del nuoto da 42 milioni e il Palaricciardi da 24 milioni, oltre ad altre strutture nel territorio.
La lunga preparazione però è stata un calvario. I Giochi erano stati ottenuti nell’estate 2019, durante il governo Conte I, ma per quattro anni l’organizzazione è rimasta sostanzialmente ferma. Nel 2023 il governo Meloni ha nominato commissario Massimo Ferrarese, ex presidente della Provincia di Brindisi e uomo vicino a Fitto, aprendo uno scontro con gli enti locali e arrivando al sostanziale azzeramento del precedente Comitato organizzatore. Da quando è stato insediato il nuovo commissario, i finanziamenti sono arrivati e quanto meno il nuovo budget degli impianti è stato rispettato, con la consueta corsa contro il tempo per terminare le opere. Alcune finiranno dopo, come la copertura dello stadio di Lecce per cui sono stati stanziati 25 milioni.
Resta da capire, infine, se stadi e piscine rappresentino davvero l’eredità di cui Taranto aveva bisogno e quale valore avranno dopo il 3 settembre, quando alcuni impianti rischieranno già la chiusura per i costi troppo alti. La celebrazione politica del governo si concentrerà sull’evento. Il bilancio vero però – come sempre – dipenderà soprattutto da ciò che resterà quando gli atleti saranno andati via.
I Giochi del Mediterraneo, del resto, nascono con un’ambizione diversa da quella delle Olimpiadi. L’idea nasce nel secondo dopoguerra. A proporre una competizione capace di riunire attraverso lo sport le nazioni delle tre sponde del Mediterraneo fu Mohamed Taher Pacha, presidente del Comitato olimpico egiziano e vicepresidente del Cio, con il sostegno del greco Ioannis Ketseas. Il progetto venne presentato nel 1948 e la prima edizione si disputò nel 1951 ad Alessandria d’Egitto, con 734 atleti provenienti da dieci Paesi. Nel 1961 venne poi costituito il Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, con sede ad Atene. Oggi i Comitati olimpici membri sono 26: Albania, Algeria, Andorra, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Monaco, Montenegro, Marocco, Macedonia del Nord, Portogallo, San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. Non tutti, dunque, hanno uno sbocco sul Mediterraneo: l’appartenenza alla manifestazione si è allargata nel tempo anche a Paesi legati all’area pur senza affacciarsi direttamente sul mare. Taranto ospita la ventesima edizione: per l’Italia sarà la quarta organizzazione dopo Napoli 1963, Bari 1997 e Pescara 2009.
Giochi del Mediterraneo 2026: discipline, calendario e dove vederli in tv
La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo si svilupperà quindi nell’arco di due settimane, dal 21 agosto al 3 settembre, con la stessa logica multidisciplinare delle Olimpiadi. Le gare si terranno in quattordici città della Puglia, comprese nell’area tra Taranto, Bari, Brindisi e Lecce. Il programma comprende 32 discipline: atletica, badminton, basket 3×3, bocce, calcio, canoa, canottaggio, ciclismo, ginnastica, judo, karate, lotta, maratona di pattinaggio, nuoto, nuoto pinnato, padel, pallamano, pallanuoto, pallavolo, sollevamento pesi, pugilato, scherma, skateboard, sport equestri, taekwondo, tennis, tennistavolo, tiro a segno, tiro a volo, tiro con l’arco, triathlon e vela.
Il calendario sportivo, in realtà, parte prima dell’apertura ufficiale: le prime gare di pallavolo sono previste già il 20 agosto, mentre la cerimonia inaugurale si terrà il giorno successivo. Nei primi giorni entreranno in scena, tra gli altri, canoa, nuoto, scherma, lotta, pugilato e ciclismo; successivamente sarà il turno anche di tennis, ginnastica, judo, karate, basket 3×3 e atletica. Canottaggio e pallanuoto accompagneranno invece la parte conclusiva della manifestazione, fino al 3 settembre.
Per seguire i Giochi in Italia è prevista la diretta televisiva su Rai Sport HD, con lo streaming su RaiPlay.
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