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- Genitori esasperati fanno arrestare il figlio: “La nostra giornata dipendeva da come si svegliava. È stato doloroso, ma dovevamo farlo”
ll 17enne, trovato alla guida di un’auto rubata, era scappato dalla questura. “Impossibile gestirlo a casa. Da mesi chiedevamo aiuto”. Segnalato come Adhd grave, ora è in una comunità

La Lancia Ypsilon rubata dal minorenne che poi è stato inseguito dalla polizia. A farlo arrestare i genitori esasperati

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Pesaro, 4 settembre 2026 – Quando domenica mattina il loro ragazzo di 17 anni è scappato dalla questura dopo essere stato fermato dagli agenti della Volante ed è tornato a casa, sono stati loro, il padre e la madre, a chiamare la polizia perché venissero a riprenderlo. “È stato doloroso. Ma dovevamo farlo”. Il ragazzo è il minorenne che domenica era alla guida di un’auto rubata durante un lungo inseguimento con polizia e carabinieri per le strade di Pesaro, terminato contro un muro e due auto parcheggiate. I genitori hanno lui 48 anni, lei 49: non pubblichiamo i nomi per tutelare il figlio minorenne.
Ma quell’epilogo si sarebbe potuto evitare?
“Da un anno e mezzo chiedevamo che venisse inserito in una struttura protetta”.
Perché non lo volevate più in casa?
“C’era stata un’escalation dei problemi e i momenti di aggressività non erano soltanto fuori, ma anche dentro casa. Poteva spaccare le cose, urlare. A volte era impossibile tenerlo fermo”.
Come si vive in una situazione del genere?
“La nostra giornata dipendeva dalla sua. Da come si svegliava, da come reagiva a una richiesta. Non diciamo di essere stati genitori perfetti. Diciamo che abbiamo alzato la mano e chiesto aiuto”.
Da quando le difficoltà?
“Già a sei o sette anni aveva seguito dei percorsi. Non abbiamo mai negato il problema (un disturbo da deficit di Attenzione e iperattività – Adhd). Crescendo le difficoltà sono aumentate e dal 2024 sono arrivati i primi guai con la giustizia”.
Dite di aver chiesto una struttura per un anno e mezzo.
“Sì. Non stiamo dicendo che nessuno abbia fatto niente. Ci sono stati medici, assistenti sociali, percorsi. Ma noi continuavamo a dire: nostro figlio ha problemi grossi, non riusciamo più a gestirlo, aiutateci. La richiesta di inserirlo in una struttura l’abbiamo fatta più volte”.

La Lancia Ypsilon rubata in via Tombesi
Poi arriva il furto dell’auto e l’inseguimento.
“Quando ci hanno raccontato quello che era successo è stato uno choc. Non giustifichiamo niente. Nostro figlio ha sbagliato e deve pagare. Ma anche quella mattina abbiamo chiesto che venisse inserito in una struttura. Abbiamo detto: non riportatelo a casa”.
Avete chiamato le forze dell’ordine dopo la sua fuga dalla questura: Pensate che un giorno possa rimproverarvelo?
“Magari ci ringrazierà, magari ci odierà. Non lo sappiamo”.
Ora vostro figlio è in comunità. Vi manca?
“Certo, ma adesso è iniziato un percorso. Speriamo che riesca a capire cosa significa stare bene e che possa continuare a stare bene quando tutto questo sarà finito”.
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