Generale dietro la collina

2026/08/05

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Alla festa della Lega di Cervia, il leader Matteo Salvini l'ha messa così: ''E' romagnolo o valdostano chi rapina, o accoltella, oppure stupra? Non direi...''. E ancora: ''Sti cazzo di maranza e baby gang li vorrei cancellare dalla faccia della terra con ogni mezzo democratico a disposizione''.

Si dirà: iperboli, toni da comizio alla rincorsa del generale Vannacci, che sta erodendo il consenso elettorale del Carroccio. Magari è così. Ma sono iperboli che fanno molti danni. Un po' perché accendono gli animi e solleticano gli istinti più bassi. E poi perché danneggiano la causa della sicurezza nelle città, tema molto serio che avrebbe bisogno di ben altri argomenti.

Salvini sbaglia due volte. Insegue Vannacci, non rendendosi conto che in cima a quella collina non lo raggiungerà mai, non foss'altro perché il generale e all'opposizione e lui al governo: spararla grossa quando puoi accusare qualcun altro è facile, farlo quando sei tu che hai in mano le leve del potere un pochino meno. Difficile, ad esempio, dire enormità più grandi della remigrazione.

Il secondo errore è fornire alibi a tutti coloro che negano che l'immigrazione sia non soltanto una risorsa (verissimo) ma anche un problema, a quelli che l'insicurezza è solo un'errata percezione, che le baby gang di seconda generazione non esistono, che lo spaccio non è in mano agli immigrati, che l'integrazione è perfettamente riuscita, che le differenze culturali e religiose sono fake news, che l'Occidente è il Grande Satana, che dietro l'odio social c'è la mano di Trump.

Finché, infatti, i toni saranno quelli di Salvini a Cervia, il centrosinistra resterà arroccato nella sua comfort zone di autocompiacimento: noi siamo buoni e tolleranti, loro sono cattivi e razzisti. E nessuno, nelle nostre città, muoverà un dito o quasi. Con buona pace dei problemi della gente comune, stranieri compresi, che restano irrisolti sul tappeto.

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